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Dopo gli scontri un arresto e 7 denunce

Carabinieri fuori dallo stadio dopo la partita Empoli-Brescia
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Carabinieri fuori dallo stadio dopo la partita Empoli-Brescia

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 EMPOLI. Un tifoso arrestato e sette denunciati. In più Daspo pesante per tutti, dai due ai tre anni. Ecco come è finita la prima semifinale dei playoff dopo gli scontri allo stadio Castellani. Alla fine della gara decine di tifosi del Brescia erano riusciti a entrare nel piazzale di fronte ai sostenitori azzurri. Da qui è venuta fuori una rissa. Carabinieri e polizia sono intervenuti riuscendo a separare le due tifoserie senza gravi conseguenze. I filmati dell'impianto di videosorveglianza dell'impianto, però, sono stati visionati dalla polizia che è riuscita a identificare alcuni tifosi azzurri che hanno partecipato agli scontri. Uno di questi, C.A., 41 anni, di Vinci, è stato arrestato per lancio di oggetto pericolosi e per aver partecipato alla rissa. Il tifoso è accusato di aver lanciato due transenne e un sasso verso la tifoseria avversaria. I sette denunciati, tutti empolesi tra i 18 e i 43 anni, sono invece accusati di rissa e di porto di oggetti atti a offendere.
 Per i denunciati la polizia ha emesso un Daspo, il divieto di accedere alle manifestazioni sportive, della durata di due anni. Mentre invece il tifoso arrestato oltre ad avere un Daspo per tre anni dovrà andare a firmare al commissariato durante le partite dell'Empoli. In più il giudice, durante il processo per direttissima, gli ha imposto in aggiunta altri tre mesi di divieto di assistere a eventi sportivi. Dopo aver convalidato l'arresto C.A. è stato scarcerato. Il processo si svolgerà lunedì.
 E dopo i provvedimenti arriva la reazione del Centro di coordinamento Empoli clubs. «Tra le due tifoserie non corre buon sangue - spiegano - nonostante le provocazioni dei mille tifosi bresciani il comportamento dei tifosi azzurri è stato esemplare. Durante la fase del deflusso dallo stadio i tifosi azzurri sono stati vittime di un'aggressione violenta da parte di una trentina di tifosi del Brescia. Se non ci fosse stata la pronta reazione di un gruppo di tifosi azzurri che ha fronteggiato gli aggressori, le conseguenze per gli sportivi presenti sarebbero state peggiori».
 «Si deve considerare che l'area dove è avvenuta l'aggressione era destinata ai tifosi dell'Empoli, completamente interdetta ai tifosi ospiti - spiegano - e che nell'area era stata eretta una barriera divisoria fra le due zone con cancellate alte più di due metri. Certamente tale divisione non ha funzionato».
«La decisione di procedere al Daspo dei tifosi coinvolti nell'aggressione, appare ingiusta e pesante, visto il comportamento della tifoseria azzurra in questi anni. Comportamento che ha portato alla massima collaborazione con le forze dell'ordine e che ha permesso l'esperimento, unico in Italia, di evitare l'impiego delle stesse all'interno dello stadio durante le partite interne dell'Empoli. I tifosi, Unione Clubs Azzurri e Gruppi organizzati, si augurano che le forze dell'ordine e la magistratura possano ristabilire la verità dei fatti e scagionare i tifosi colpiti dai provvedimenti restrittivi».

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