Italia
empoli
Negozianti contro negozianti:centro deserto per colpa nostra
Marco Pagli
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Uno scorcio del centro storico semideserto2 MINUTI DI LETTURA
EMPOLI. Centro degradato, vuoto, povero di iniziative e di gente. Ormai le rimostranze di commercianti e cittadini sullo stato del Giro di Empoli non si contano più. Più complesso è, tuttavia, trovare le responsabilità di questa situazione. Il capro espiatorio principale è sicuramente l'amministrazione comunale, contro la quale molti si scagliano. Ma c'è anche chi, tra gli stessi commercianti, è pronto a giurare che la colpa non è solo di chi governa, ma anche degli esercenti, rei di non darsi abbastanza da fare per far fronte alle difficoltà. A scagliare la prima, metaforica, pietra è Giuseppe Pirpignani, titolare dell'edicola Millennium in via Giuseppe del Papa, a cui non è andata proprio giu la chiusura del 1 giugno scorso da parte di molti suoi colleghi del centro per il ponte festivo. «E' stato scoraggiante vedere tutte quelle saracinesche rimaste chiuse - spiega Pirpignani in una lettera - in un giorno che non era nemmeno festivo. Mi immedesimo in un potenziale utente: perchè avrei dovuto recarmi in centro se quasi tutti i negozi erano chiusi? Meglio allora andare al centro commerciale di Santa Maria, dove gli esercizi sono sempre aperti e dove posso acquistare tutto nello spazio di poche decine di metri». Certo, anche secondo l'edicolante di via Giuseppe del Papa, l'amministrazione ha le sue responsabilità, ma serve più coerenza da parte della categoria. «Gli amministratori non sono esenti da colpe - continua - prima fra tutte mettere i parcheggi a pagamento a ridosso del centro. Ma come possono lamentarsi gli esercenti, se poi non dimostrano maggiore impegno e volontà di uscire dal momento di crisi. Non si possono sprecare giornate come il 1 giugno in cui le persone magari hanno più tempo libero e possono venire ad acquistare in centro. Non sono molti quelli che come me hanno deciso di stare aperti, rinunciando a turni di riposo e ferie, come segno di amore verso il proprio lavoro e di rispetto verso i consumatori».
Anche Piero Volteggiani, titolare dell'enoteca Antico Caffè Centrale in via Ridolfi, è sulla stessa linea. «Dobbiamo dare continuità al servizio offerto ai clienti - dice - lunedì scorso era una buona giornata di lavoro se si sapeva approfittarne. Io ho ritenuto giusto stare aperto». Continuità e omogeneità sono al centro dei pensieri anche di Andrea Bertini di Confesercenti. «Non intendo censurare nessuno per un ponte - spiega - ma dobbiamo approfittare delle feste per stare aperti. Certo non posso dire che i commercianti del centro non si diano da fare, tuttavia occore maggiore omogeneità di comportamento: se decidiamo di stare aperti, tutti i negozi devono farlo e lo stesso se scegliamo di stare chiusi».
Anche Piero Volteggiani, titolare dell'enoteca Antico Caffè Centrale in via Ridolfi, è sulla stessa linea. «Dobbiamo dare continuità al servizio offerto ai clienti - dice - lunedì scorso era una buona giornata di lavoro se si sapeva approfittarne. Io ho ritenuto giusto stare aperto». Continuità e omogeneità sono al centro dei pensieri anche di Andrea Bertini di Confesercenti. «Non intendo censurare nessuno per un ponte - spiega - ma dobbiamo approfittare delle feste per stare aperti. Certo non posso dire che i commercianti del centro non si diano da fare, tuttavia occore maggiore omogeneità di comportamento: se decidiamo di stare aperti, tutti i negozi devono farlo e lo stesso se scegliamo di stare chiusi».
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