Sicurezza
EMPOLI
Muore nello scontro con un camion
Sabrina Chiellini
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A destra la rimozione della salma e una scena straziante dell’incidente costato la vita al giovane artigiano di Empoli3 MINUTI DI LETTURA
CASCINA. Era appena stato su un cantiere, in un'azienda agricola nella campagna di Santo Stefano a Macerata. Alle 15 è salito sulla sua moto, una potente Yamaha blu metallizzato. Ha avuto appena il tempo di percorrere solo pochi metri, poi ha incontrato la morte. Maurizio Nardini, artigiano di 44 anni, di Empoli, è caduto sull'asfalto ripiegandosi su se stesso dopo il violento impatto contro un camion. Perché quando il motociclista è arrivato all'altezza dell'incrocio con via Dei Fossi Doppi si è scontrato con un camion carico di legna. Il conducente, P. Z., 41 anni, di Cascina, percorreva via Fossi Doppi in direzione di San Giorgio. Si è fermato all'incrocio, davanti alla chiesa e al circolo del paese, poi è ripartito per attraversare via Macerata. La visibilità dell'incrocio non è proprio perfetta a causa di alcuni bidoni dell'immondizia e per la presenza di una semicurva. Così come è facile che nelle strade di campagna uno spinga un po' di più sull'acelleratore. Ma la manovra del camion è stata fatale al motociclista che probabilmente non conosceva bene i pericoli delle strade di campagna. Nardini stava andando verso l'Arnaccio e, nonostante abbia frenato, non è riuscito ad evitare l'improvviso ostacolo restando straziato da quell'impatto. Immediata è stata la richiesta di un'ambulanza. Hanno chiesto aiuto nel panico sia il camionista che alcuni cittadini che abitano nella strada. Il rumore dello scontro li ha richiamati sulla strada avendo avuto subito un triste presentimento.
Sul posto è giunta un'ambulanza inviata dal 118, medico e personale dell'emergenza hanno cercato a lungo di rianimare l'artigiano che però aveva riportato gravissime lesioni ed era in coma. Non poteva più rispondere nè sentire le preghiere di chi, mentre i soccorritori si affannavano per strapparlo a un triste destino, sperava che fosse ancora possibile fare qualcosa.
Sull'incidente è stata aperta un'inchiesta da parte della Procura. La polizia municipale di Cascina, intervenuta per i rilievi e per stabilire eventuali responsabilità, ha sequestrato i mezzi coinvolti nell'ennesima tragedia della strada. Mentre la salma del motociclista, rimasta quasi due ore in mezzo alla strada, è poi stata trasportata all'istituto di medicina legale di Pisa. Il tratto di via Macerata, dove è avvenuto lo scontro, è stato chiuso al traffico a lungo, fino a quando i vigili non hanno completato il lavoro.
In questi giorni a Santo Stefano è in corso la festa paesana e ieri sera, dopo il drammatico scontro, è stata rinviata in segno di rispetto la serata dedicata al vernacolo, inserita nel programma della manifestazione. «In questa strada molti hanno preso l'abitudine di andare troppo forte - protesta un cittadino durante la rimozione della salma - i dossi non risolverebbero il problema ma qualcosa andrà fatto per evitare di dover piangere altri morti».
Sul posto è giunta un'ambulanza inviata dal 118, medico e personale dell'emergenza hanno cercato a lungo di rianimare l'artigiano che però aveva riportato gravissime lesioni ed era in coma. Non poteva più rispondere nè sentire le preghiere di chi, mentre i soccorritori si affannavano per strapparlo a un triste destino, sperava che fosse ancora possibile fare qualcosa.
Sull'incidente è stata aperta un'inchiesta da parte della Procura. La polizia municipale di Cascina, intervenuta per i rilievi e per stabilire eventuali responsabilità, ha sequestrato i mezzi coinvolti nell'ennesima tragedia della strada. Mentre la salma del motociclista, rimasta quasi due ore in mezzo alla strada, è poi stata trasportata all'istituto di medicina legale di Pisa. Il tratto di via Macerata, dove è avvenuto lo scontro, è stato chiuso al traffico a lungo, fino a quando i vigili non hanno completato il lavoro.
In questi giorni a Santo Stefano è in corso la festa paesana e ieri sera, dopo il drammatico scontro, è stata rinviata in segno di rispetto la serata dedicata al vernacolo, inserita nel programma della manifestazione. «In questa strada molti hanno preso l'abitudine di andare troppo forte - protesta un cittadino durante la rimozione della salma - i dossi non risolverebbero il problema ma qualcosa andrà fatto per evitare di dover piangere altri morti».
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