Il Tirreno

Empoli

All’ospedale mancano ottanta infermieri

Marco Pagli
All’ospedale mancano ottanta infermieri

L’Asl 11 messa sotto accusa dai sindacati che lamentano numerosi disagi. La Cisl denuncia turni massacranti e l’impiego dei tecnici di radiologia per le prestazioni a pagamento.

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EMPOLI. La carenza di infermieri, un problema della Asl 11. Numeri di quelli che fanno drizzare i capelli in testa per la Cisl: si parla, infatti, di 70-80 infermieri che mancano per poter offrire un servizio in linea con gli standard europei. «Secondo le ultime stime dell’Ipasvi, la Federazione nazionale dei collegi degli infermieri - spiega Roberto Gambassi, della Cisl Funzione pubblica di Empoli - anche la nostra Asl soffre di una carenza di personale. Questo è un problema nazionale dal momento che la media italiana è di 6 infermieri ogni mille abitanti, mentre negli altri paesi europei la media arriva a 9 ogni mille abitanti».
 
Tradotto in cifre ci sarebbe una carenza del 10%, visto che gli infermieri impiegati dalla nostra azienda locale sono circa 800. Questa, secondo quanto denuncia il sindacato, sarebbe una delle cause principali dei disagi che si stanno ravvisando a quasi un anno dall’apertura del nuovo ospedale San Giuseppe. «La carenza di personale - continua Gambassi - si ripercuote molto spesso sugli operatori in servizio che devono saltare i turni di riposo. L’azienda dispone dei propri dipendenti come se fossero delle pedine, spostandoli da un posto ad un altro con un minimo preavviso e senza una concertazione con gli organismi sindacali. Tutto questo ha un impatto negativo sulla qualità dell’assistenza all’utente e non va nella direzione del miglioramento del rapporto». Ma i problemi non finiscono qua. La denuncia del sindacato porta al pettine altri nodi, come ad esempio un reddito al di sotto della media nazionale per i dipendenti del comparto della Asl 11. Secondo i dati diramati in questi giorni dal Sole24Ore, infatti, i dipendenti che operano sul nostro territorio sono penultimi in Italia e ultimi in Toscana per reddito annuo pro capite.

«Un’altra pratica scorretta che viene attuata dai dirigenti dell’azienda locale - accusa Roberto Gambassi - è quella di utilizzare i tecnici di radiologia, anch’essi carenti, come supporto ad attività intramoenia (quelle di libera professione per i sanitari ndr) ma in orario di servizio. Questo fa sì che i tecnici debbano rallentare il loro lavoro ordinario con il risultato di allungare notevolmente le liste di attesa e senza guadagnarci niente. E’ per disagi come questi che la Asl 11 ha un numero così alto di richieste di trasferimento in altri presidi da parte dei suoi dipendenti».

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