Gioco
EMPOLI
Si fermano per aiutare una donnama vengono aggrediti dai passanti
Luciano Menconi
Cinque giovani magrebini sono stati insultati e minacciati perché ritenuti responsabili dell’incidente stradale di cui però erano stati soltanto testimoni
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MONTAIONE. Si fermano per soccorrere una ragazza ferita in un incidente ma vengono aggrediti dai passanti che sopraggiunti nel frattempo pensano che siano stati loro a provocarlo. Così cinque giovani magrebini che a bordo di una Mercedes cercavano di aiutare la giovane sono scappati. La polizia municipale, giunta sul posto poco dopo, ha diramato l’allarme per rintracciarli ma poi è stato chiarito l’equivoco: l’automobilista che aveva provocato l’incidente e che si era allontanato per poter telefonare al 118 (in quel punto non c’era segnale per il cellulare) è tornato appena in tempo per fermare la caccia all’uomo.
È successo nel primo pomeriggio di venerdì a Montaione, all’altezza della frazione di Alberi. L’incidente è avvenuto in un punto di passaggio ma abbastanza isolato dove tra l’altro non c’è copertuna telefonica. Una Fiat Seicento guidata da un abitante del paese si è scontrata poco prima delle 15,30 con il ciclomotore condotto da una diciassettenne anche lei della zona. La ragazza è caduta a terra, ferita per fortuna in maniera non grave. L’uomo ha cercato di chiamare i soccorsi ma il telefonino lì non funziona.
Per questo si è allontanato un paio di chilometri per raggiungere un punto da dove poteva chiamare il 118. Nel frattempo è arrivata una Mercedes con a bordo cinque giovani africani. Due di loro sono scesi per portare soccorso alla ragazza, poi a poco a poco sul posto sono arrivate anche altre auto. Tra chi si è fermato non si sa come ha iniziato a spargersi la voce e poi la convinzione che a provocare l’incidente fosse stata proprio la vettura degli stranieri. Sono volate parole pesanti, poi insulti e minacce. Una vera e propria aggressione che è montata mano a mano che sul luogo arrivavano altre automobili con a bordo italiani. Gli extracomunitari si sono spaventati, sono saliti in macchina e se ne sono andati poco prima che arrivasse una pattuglia della polizia municipale, che ha raccolto la denuncia degli italiani rimasti sul posto.
Quello che veniva riferito è che in sostanza i cinque avevano travolto la ragazza e poi si erano allontanati senza prestarle soccorso. È stato così diramato l’allarme, sono stati avvertiti la polizia municipale di Castelfiorentino e quella di San Miniato, i carabinieri e la polizia stradale. Tutti hanno iniziato a cercare la Mercedes - di cui qualcuno aveva annotato la targa - ma la caccia si è fermata quasi subito, non appena sul luogo è ritornato il guidatore della Seicento che aveva - lui sì - avuto un ruolo nell’incidente. L’uomo ha spiegato di essersi scontrato con il ciclomotore, che si era allontanato per poter chiamare i soccorsi e che la Mercedes non c’entrava nulla.
La giovane, trasportata al pronto soccorso del San Giuseppe, per fortuna se l’è cavata con escoriazioni e contusioni in varie parti del corpo ma nulla di pericoloso. Quello di grave che è successo venerdì nella frazione di Alberi è l’incredibile situazione che si è venuta a creare attorno a quell’incidente: un equivoco che sembra il frutto perfetto del germe del razzismo che può avvelenare anche un tranquillo pomeriggio di festa sulle splendide colline della nobile provincia fiorentina.
È successo nel primo pomeriggio di venerdì a Montaione, all’altezza della frazione di Alberi. L’incidente è avvenuto in un punto di passaggio ma abbastanza isolato dove tra l’altro non c’è copertuna telefonica. Una Fiat Seicento guidata da un abitante del paese si è scontrata poco prima delle 15,30 con il ciclomotore condotto da una diciassettenne anche lei della zona. La ragazza è caduta a terra, ferita per fortuna in maniera non grave. L’uomo ha cercato di chiamare i soccorsi ma il telefonino lì non funziona.
Per questo si è allontanato un paio di chilometri per raggiungere un punto da dove poteva chiamare il 118. Nel frattempo è arrivata una Mercedes con a bordo cinque giovani africani. Due di loro sono scesi per portare soccorso alla ragazza, poi a poco a poco sul posto sono arrivate anche altre auto. Tra chi si è fermato non si sa come ha iniziato a spargersi la voce e poi la convinzione che a provocare l’incidente fosse stata proprio la vettura degli stranieri. Sono volate parole pesanti, poi insulti e minacce. Una vera e propria aggressione che è montata mano a mano che sul luogo arrivavano altre automobili con a bordo italiani. Gli extracomunitari si sono spaventati, sono saliti in macchina e se ne sono andati poco prima che arrivasse una pattuglia della polizia municipale, che ha raccolto la denuncia degli italiani rimasti sul posto.
Quello che veniva riferito è che in sostanza i cinque avevano travolto la ragazza e poi si erano allontanati senza prestarle soccorso. È stato così diramato l’allarme, sono stati avvertiti la polizia municipale di Castelfiorentino e quella di San Miniato, i carabinieri e la polizia stradale. Tutti hanno iniziato a cercare la Mercedes - di cui qualcuno aveva annotato la targa - ma la caccia si è fermata quasi subito, non appena sul luogo è ritornato il guidatore della Seicento che aveva - lui sì - avuto un ruolo nell’incidente. L’uomo ha spiegato di essersi scontrato con il ciclomotore, che si era allontanato per poter chiamare i soccorsi e che la Mercedes non c’entrava nulla.
La giovane, trasportata al pronto soccorso del San Giuseppe, per fortuna se l’è cavata con escoriazioni e contusioni in varie parti del corpo ma nulla di pericoloso. Quello di grave che è successo venerdì nella frazione di Alberi è l’incredibile situazione che si è venuta a creare attorno a quell’incidente: un equivoco che sembra il frutto perfetto del germe del razzismo che può avvelenare anche un tranquillo pomeriggio di festa sulle splendide colline della nobile provincia fiorentina.
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