Sicurezza
Il telefono come una maledizione
Irene Bagni
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EMPOLI. Raffica di lamentele per i disservizi telefonici: allacciamenti all’adsl senza il consenso dell’utente, ritardi, problemi nel funzionamento della rete, bollette dalle tariffe incomprensibili. Sono decine le proteste che ogni anno giungono davanti al difensore civico per queste disfunzioni: delle 191 istanze presentate nel 2008 dagli abitanti di tutto il Circondario, quasi il 20 per cento ha riguardato il settore dei telefoni. Non solo: ogni 4 reclami per problemi con i servizi pubblici, 3 sono legati alla rete telefonica. E il numero delle segnalazioni - che arrivano anche alla nostra redazione - è in netto aumento rispetto al 2007. A rivolgersi al difensore civico sono soprattutto anziani, a cui spesso vengono fatti allacciamenti alla rete internet adsl senza che neppure abbiano un computer in casa. «Queste attivazioni - spiega il difensore civico del Circondario, l’avvocato Luca Cecconi - vengono fatte in seguito a un accordo preso in qualche modo per telefono, e queste persone si ritrovano poi costi fissi da pagare in bolletta senza capire da dove provengono».
Ma arrivano lamentele anche per i ritardi negli allacciamenti di nuove utenze o malfunzionamenti nell’attivazione di servizi legati soprattutto all’adsl. Circa il 90 per cento dei casi presentati al difensore civico contro le compagnie telefoniche giunge a buon fine. «La risoluzione della maggior parte di questi casi - spiega Cecconi - è possibile grazie agli accordi presi da un gruppo di 4-5 difensori civici della Toscana con il Corecom, il comitato regionale per le comunicazioni, che tenta una conciliazione tra il cittadino danneggiato e la compagnia telefonica, prima che venga intentata una causa legale». Il reclamo viene quindi inoltrato dal difensore al comitato, che nel giro di una settimana convoca per una udienza conciliativa sia il cittadino che un funzionario dell’ente. In genere, la compagnia riconosce il torto e si impegna in risarcimenti monetari o offrendo servizi gratuiti, come l’adsl a 20 megabit, per un anno. «I tempi per la convocazione - precisa però Cecconi - si stanno allungando, a causa del numero crescente di istanze presentate». Ma i compiti del difensore civico non si esauriscono qui.
A cercare il suo aiuto sono soprattutto le categorie più deboli: accanto agli anziani, giovani senza lavoro e anche immigrati, che chiedono assistenza per ricongiungimenti familiari e il riconoscimento dei titoli di studio. La maggior parte delle pratiche avviate nei comuni del Circondario nello scorso anno - 104 su 191, con un notevole incremento rispetto all’anno precedente - ha riguardato il settore dell’assistenza sociale e sanitaria e dei servizi pubblici: contributi per gli affitti, bollette di luce e gas, perdite di acqua, tributi locali. In calo segnalazioni per il territorio e l’edilizia privata (dal 25% del 2008 al 20% del 2007 sul totale), mentre crescono quelle per il trasporto pubblico. Capofila nel numero delle pratiche è Empoli con 73, seguita da Fucecchio con 30; chiudono la lista, con una sola istanza, i comuni di Gambassi e Montaione. I tempi di risposta media sono di 14 giorni per la conclusione della pratica. «La difesa civica copre in maniera capillare il nostro territorio - conclude Cecconi - ed è un esempio a cui anche altri comuni toscani guardano. L’obiettivo è però quello di sviluppare un ufficio di difesa civica che si integri con i vari Urp per costituire un vero e proprio ufficio del cittadino».
Ma arrivano lamentele anche per i ritardi negli allacciamenti di nuove utenze o malfunzionamenti nell’attivazione di servizi legati soprattutto all’adsl. Circa il 90 per cento dei casi presentati al difensore civico contro le compagnie telefoniche giunge a buon fine. «La risoluzione della maggior parte di questi casi - spiega Cecconi - è possibile grazie agli accordi presi da un gruppo di 4-5 difensori civici della Toscana con il Corecom, il comitato regionale per le comunicazioni, che tenta una conciliazione tra il cittadino danneggiato e la compagnia telefonica, prima che venga intentata una causa legale». Il reclamo viene quindi inoltrato dal difensore al comitato, che nel giro di una settimana convoca per una udienza conciliativa sia il cittadino che un funzionario dell’ente. In genere, la compagnia riconosce il torto e si impegna in risarcimenti monetari o offrendo servizi gratuiti, come l’adsl a 20 megabit, per un anno. «I tempi per la convocazione - precisa però Cecconi - si stanno allungando, a causa del numero crescente di istanze presentate». Ma i compiti del difensore civico non si esauriscono qui.
A cercare il suo aiuto sono soprattutto le categorie più deboli: accanto agli anziani, giovani senza lavoro e anche immigrati, che chiedono assistenza per ricongiungimenti familiari e il riconoscimento dei titoli di studio. La maggior parte delle pratiche avviate nei comuni del Circondario nello scorso anno - 104 su 191, con un notevole incremento rispetto all’anno precedente - ha riguardato il settore dell’assistenza sociale e sanitaria e dei servizi pubblici: contributi per gli affitti, bollette di luce e gas, perdite di acqua, tributi locali. In calo segnalazioni per il territorio e l’edilizia privata (dal 25% del 2008 al 20% del 2007 sul totale), mentre crescono quelle per il trasporto pubblico. Capofila nel numero delle pratiche è Empoli con 73, seguita da Fucecchio con 30; chiudono la lista, con una sola istanza, i comuni di Gambassi e Montaione. I tempi di risposta media sono di 14 giorni per la conclusione della pratica. «La difesa civica copre in maniera capillare il nostro territorio - conclude Cecconi - ed è un esempio a cui anche altri comuni toscani guardano. L’obiettivo è però quello di sviluppare un ufficio di difesa civica che si integri con i vari Urp per costituire un vero e proprio ufficio del cittadino».
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