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I cento anni di Montanelli

I cento anni di Montanelli

Cerimonia a Fucecchio per il centenario del grande giornalista. Inaugurata una mostra dedicata alla sua vita. C'erano anche Sergio Zavoli, Mario Cervi e Marcello Sorgi. Poste Italiane realizza un francobollo speciale

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Ormai nessuno discute più di Indro Montanelli giornalista, anche se ancora c'è chi gli rimprovera di essere rimasto 'un toscanaccio' per tutta la vita. Ma il primo centenario della sua nascita potrebbe essere l'inizio della stagione in cui avviare "il recupero dell'intero Montanelli, anche di quello storico, perchè "il Paese è in ritardo nei suoi confronti". È l'idea di Sergio Zavoli, presidente della Commissione di Vigilanza sulla Rai, intervenuto all'inaugurazione della mostra che Fucecchio, il paese dove Montanelli era nato il 22 aprile 1909, ha dedicato al suo concittadino più illustre.

Una giornata all'insegna del ricordo, con la presenza di tanti amici, da Zavoli a Mario Cervi, da Marcello Sorgi alla nipote Letizia Maissi, che il presidente della Vigilanza giudica importante proprio per avviare le basi del recupero della lezione "di scrittore di storia che, secondo me, rimane uno dei tratti più distintivi della sua professionalità". Del resto gli stessi giudizi che dava sulle persone, o sui fatti erano sempre precisi, "come quella volta che, in occasione dell' attentato di Piazza Fontana - ha ricordato Zavoli -, mi collegai in diretta con lui e gli chiesi se gli autori potessero essere gli anarchici. 'No, assolutamente no: gli anarchici non sparano nel gruppo', rispose".

"Indro Montanelli - La vita, le opere e i luoghi" è il titolo della mostra che da oggi resterà aperta a Fucecchio fino al 13 settembre alla Fondazione Montanelli-Bassi e al Museo civico. Una mostra, ha spiegato il presidente della Fondazione Alberto Malavolti, nella quale "abbiamo voluto che fosse lo stesso Montanelli a raccontare la sua vita", attraverso le immagini, le fotografie, gli articoli, i libri. Un obiettivo che è stato alla base dell'accordo firmato proprio oggi dalla Fondazione con la Rai: Teche cederà alla Fondazione Montanelli-Bassi i materiali dell'archivio televisivo relativi al giornalista. "Si tratta di oltre 250 ore - ha detto la responsabile di Teche Barbara Scaramucci - che fanno vedere un Montanelli televisivo capace di grandi inchieste, come quella per la ricostruzione dopo l'alluvione di Firenze, e di battaglie ambientaliste quando ancora non si usava questo termine".

Ricordo ma anche "memoria", ha detto il sindaco di Fucecchio Claudio Toni, tanto che Poste italiane ha voluto celebrare Montanelli con un francobollo e un annullo speciale. Una giornata trascorsa nella consapevolezza che lui "ci avrebbe detto di non farla - ha detto Ferruccio De Bortoli, direttore de Il Corriere della Sera nel messaggio letto da Paolo Ermini, direttore del Corriere Fiorentino -, di far passare tutto in silenzio, e avrebbe lasciato il passo alla sua contemporanea Rita Levi Montalcini".

Eppure Montanelli è stato "un testimone del tempo tra i più credibili, che ha pagato di persona - ha proseguito Zavoli - ma anche con un carattere innocente, quasi infantile". "Una volta gli dissi - ricorda il presidente della Commissione - che c'era un verso di Lucio Caldarelli che gli somigliava: 'io sono un cinico che ha fede in quel che fa. Lui si illuminò e mi ringraziò'. E se anche i giudizi su di lui possono essere diversi, tutti invece sono convinti che oggi il giornalismo italiano non abbia un erede: "tarderà a nascere - ha concluso Zavoli citando un verso di Garcia Lorca - se nascerà".

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