Il dolore
Ecco le regole per ampliare la casa
Lucia Aterini
Un piano in più per cinque frazioni le modalità per demolire e ricostruire
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EMPOLI. Una piccola rivoluzione. E’ quella che viene fuori dall’approvazione di due varianti al regolamento urbanistico che consentirà ampliamenti di abitazioni.
«Si recupera il patrimonio esistente con rigore e si cerca di andare incontro alle famiglie che hanno bisogno di un allargamento dei loro appartamenti magari per i figli». Ecco la presentazione che ne fa il sindaco Luciana Cappelli al termine della lunga discussione che si è svolta in consiglio comunale. E si è conclusa con l’adozione delle due varianti l’altra sera.
Un pacchetto che prevede facilitazioni rispetto alle norme attuali. «Si allargano le maglie del regolamento per recuperare compensi», dicono invece i detrattori capitanati da Comunisti italiani e Rifondazione comunista. «Si tratta di un ulteriore trasferimento di risorse alla rendita - spiega Rifondazione dopo le dimissioni del suo assessore Claudio Bicchielli dopo il voto contrario sulle varianti - dentro la variante ci sta anche la possibilità di accorpare, demolire, cambiare di sedime, ricostruire in modo non fedele ed infine frazionare gli immobili rurali fino a costituire ben 5 unità immobiliari senza passare dal consiglio comunale».
La battaglia, in ogni caso, è terminata mercoledì sera con l’approvazione dei nuovi strumenti che potranno interessare centinaia di famiglie. «Abbiamo scelto di non creare impatto sul territorio - spiega il sindaco Cappelli - per cui le varianti sono rigorose e sono state messe a punto con un contatto continuo e confronto con la Regione».
Si parla di aumentare un piano per le abitazioni collocate nelle frazioni a rischio alluvione dove il piano terra non può essere abitato. Inoltre viene introdotta la sostituzione edilizia per cui si può demolire e ricostruire volumi. Un sistema per spostare edifici o annessi (comunque con destinazione a civile abitazione) e accorparli. Tutto questo, però, con paletti ben precisi che il sindaco ha spiegato insieme all’ingegnere del Comune Carla Santoni.
Per citarne alcuni, per esempio, le volumetrie possono essere messe insieme solo entro un determinato raggio. E devono essere edifici di poco valore. E non certo sottoposti a qualsiasi tipo di vincolo (il patrimonio è stato censito completamente alcuni anni fa). «Oltre a recuperare il patrimonio esistente non caricando troppo il territorio - spiega ancora il sindaco Luciana Cappelli - l’approvazione delle varianti è un tentativo anche di calmierare i prezzi delle abitazioni».
Il consiglio comunale, comunque, non ha terminato il lavoro sul regolamento della bioedilizia. «Siamo in dirittura di arrivo - spiega il sindaco - il lavoro per l’organizzazione dei criteri da rispettare è terminato solo adesso». Così come un altro obiettivo da portare avanti, nel prossimo mandato, è quello per l’edilizia sociale. «L’impegno rimane», spiega ancora il sindaco.
CHE COSA CAMBIA Ecco nel dettaglio come cambiano le norme con l’approvazione delle due varianti. La variante cartografica oltre a correggere alcuni errori materiali riscontrati nelle tavole, trasforma anche le aree B1 gravate da rischio idraulico in zone B2, con la conseguenza che l’altezza massima consentita passa da 7.50 metri a 10.50. La modifica introdotta offrirà la possibilità di costruire un piano in più a compensazione del piano terra non utilizzabile a causa del rischio idraulico.
Beneficeranno di questa modifica le frazioni di Pagnana, Marcignana, Brusciana, Molin Nuovo e Fontanella.
La modifica più significativa è sicuramente l’introduzione tra gli interventi ammissibili in zona agricola della sostituzione edilizia, ossia della possibilità di demolizione e ricostruzione non fedele dell’esistente a parità di volume utile lordo e di superficie utile lorda. Le modalità sono diverse per le diverse zone del territorio agricolo: possibilità di accorpamento e spostamento di volumi in pianura, conservazione pressoché totale del sedime in collina, dove potrà essere spostato solo il 20% del fabbricato esistente. Si tratta di una piccola rivoluzione che vuol venire incontro alle esigenze dei cittadini che hanno necessità di migliorare e rinnovare la propria abitazione, evitando però le speculazioni edilizie. La variante è accompagnata da una serie di misure tese a controllare la qualità degli interventi sul patrimonio edilizio esistente in zona agricola, con la preoccupazione costante di rendere le trasformazioni sostenibili. Vengono pertanto introdotte limitazioni ai cambi di destinazione d’uso e limitazioni del numero delle unità immobiliari derivabili da frazionamenti; sarà obbligatorio il ricorso al piano di recupero, che deve passare all’approvazione del consiglio comunale, quando si interviene su edifici di superficie maggiore o uguale a 400 metri quadri o se si prevedono unità immobiliari ad uso abitativo minori di 80 metri quadri.
Le varianti sono state messe a punto dagli uffici comunali in armonia col quadro normativo regionale, intervenuto dopo l’approvazione del regolamento urbanistico, cioè dopo il 21 dicembre 2004. La maggior parte delle modifiche apportate all’articolato normativo fa fronte alla necessità di chiarimenti.
Infine la variante introduce modifiche di carattere gestionale, al fine di migliorare e semplificare l’attività edilizia, offre un contributo alla soluzione del problema di criticità dei parcheggi.
«Si recupera il patrimonio esistente con rigore e si cerca di andare incontro alle famiglie che hanno bisogno di un allargamento dei loro appartamenti magari per i figli». Ecco la presentazione che ne fa il sindaco Luciana Cappelli al termine della lunga discussione che si è svolta in consiglio comunale. E si è conclusa con l’adozione delle due varianti l’altra sera.
Un pacchetto che prevede facilitazioni rispetto alle norme attuali. «Si allargano le maglie del regolamento per recuperare compensi», dicono invece i detrattori capitanati da Comunisti italiani e Rifondazione comunista. «Si tratta di un ulteriore trasferimento di risorse alla rendita - spiega Rifondazione dopo le dimissioni del suo assessore Claudio Bicchielli dopo il voto contrario sulle varianti - dentro la variante ci sta anche la possibilità di accorpare, demolire, cambiare di sedime, ricostruire in modo non fedele ed infine frazionare gli immobili rurali fino a costituire ben 5 unità immobiliari senza passare dal consiglio comunale».
La battaglia, in ogni caso, è terminata mercoledì sera con l’approvazione dei nuovi strumenti che potranno interessare centinaia di famiglie. «Abbiamo scelto di non creare impatto sul territorio - spiega il sindaco Cappelli - per cui le varianti sono rigorose e sono state messe a punto con un contatto continuo e confronto con la Regione».
Si parla di aumentare un piano per le abitazioni collocate nelle frazioni a rischio alluvione dove il piano terra non può essere abitato. Inoltre viene introdotta la sostituzione edilizia per cui si può demolire e ricostruire volumi. Un sistema per spostare edifici o annessi (comunque con destinazione a civile abitazione) e accorparli. Tutto questo, però, con paletti ben precisi che il sindaco ha spiegato insieme all’ingegnere del Comune Carla Santoni.
Per citarne alcuni, per esempio, le volumetrie possono essere messe insieme solo entro un determinato raggio. E devono essere edifici di poco valore. E non certo sottoposti a qualsiasi tipo di vincolo (il patrimonio è stato censito completamente alcuni anni fa). «Oltre a recuperare il patrimonio esistente non caricando troppo il territorio - spiega ancora il sindaco Luciana Cappelli - l’approvazione delle varianti è un tentativo anche di calmierare i prezzi delle abitazioni».
Il consiglio comunale, comunque, non ha terminato il lavoro sul regolamento della bioedilizia. «Siamo in dirittura di arrivo - spiega il sindaco - il lavoro per l’organizzazione dei criteri da rispettare è terminato solo adesso». Così come un altro obiettivo da portare avanti, nel prossimo mandato, è quello per l’edilizia sociale. «L’impegno rimane», spiega ancora il sindaco.
CHE COSA CAMBIA Ecco nel dettaglio come cambiano le norme con l’approvazione delle due varianti. La variante cartografica oltre a correggere alcuni errori materiali riscontrati nelle tavole, trasforma anche le aree B1 gravate da rischio idraulico in zone B2, con la conseguenza che l’altezza massima consentita passa da 7.50 metri a 10.50. La modifica introdotta offrirà la possibilità di costruire un piano in più a compensazione del piano terra non utilizzabile a causa del rischio idraulico.
Beneficeranno di questa modifica le frazioni di Pagnana, Marcignana, Brusciana, Molin Nuovo e Fontanella.
La modifica più significativa è sicuramente l’introduzione tra gli interventi ammissibili in zona agricola della sostituzione edilizia, ossia della possibilità di demolizione e ricostruzione non fedele dell’esistente a parità di volume utile lordo e di superficie utile lorda. Le modalità sono diverse per le diverse zone del territorio agricolo: possibilità di accorpamento e spostamento di volumi in pianura, conservazione pressoché totale del sedime in collina, dove potrà essere spostato solo il 20% del fabbricato esistente. Si tratta di una piccola rivoluzione che vuol venire incontro alle esigenze dei cittadini che hanno necessità di migliorare e rinnovare la propria abitazione, evitando però le speculazioni edilizie. La variante è accompagnata da una serie di misure tese a controllare la qualità degli interventi sul patrimonio edilizio esistente in zona agricola, con la preoccupazione costante di rendere le trasformazioni sostenibili. Vengono pertanto introdotte limitazioni ai cambi di destinazione d’uso e limitazioni del numero delle unità immobiliari derivabili da frazionamenti; sarà obbligatorio il ricorso al piano di recupero, che deve passare all’approvazione del consiglio comunale, quando si interviene su edifici di superficie maggiore o uguale a 400 metri quadri o se si prevedono unità immobiliari ad uso abitativo minori di 80 metri quadri.
Le varianti sono state messe a punto dagli uffici comunali in armonia col quadro normativo regionale, intervenuto dopo l’approvazione del regolamento urbanistico, cioè dopo il 21 dicembre 2004. La maggior parte delle modifiche apportate all’articolato normativo fa fronte alla necessità di chiarimenti.
Infine la variante introduce modifiche di carattere gestionale, al fine di migliorare e semplificare l’attività edilizia, offre un contributo alla soluzione del problema di criticità dei parcheggi.
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