Italia
Azienda a fuoco per incassare l’assicurazione
Nove gli avvisi di garanzia della procura per un incendio in una zona industriale
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BASSA. Quell’incendio, devastante, così veloce nel propagarsi, improvviso e, apparentemente scoppiato senza motivo, lasciò dubbi a molti. Adesso, dopo oltre due anni e mezzo di indagini, la polizia di Empoli ha consegnato un voluminoso fascicolo al pubblico ministero Paolo Canessa, lo stesso del processo al mostro di Firenze. E il pm ha emesso nove avvisi di garanzia: cinque per associazione a delinquere finalizzata all’incendio doloso e la truffa ai danni dell’assicurazione. E quattro per emissione di fatture false. Secondo gli inquirenti, infatti, la sera dell’8 marzo del 2006, intorno alle 20,30, al capannone di via Catalani nella zona industriale di Bassa, fu dato fuoco per incassare il premio dell’assicurazione. Era una polizza da tre milioni di euro, stipulata con l’agenzia di Livorno Nord delle Generali. Gli accusati di associazione a delinquere per incendio e truffa sono C.R., 60 anni, siciliano ma residente a Suvereto, R.C., 63 anni, livornese, M.C. 49enne senese di Cetona, G.M., 54 anni fiorentino e A.T. 44enne nato a Fucecchio e abitante sulla costa alla periferia di Livorno.
Gli altri quattro, accusati di emissione di fatture false per gonfiare il valore della merce presente nel punto vendita al momento del rogo sono G.D., 52 anni, residente nell’aretino, e O.L., 64 anni, abitante a Siena, entrambi originari di Avellino, G.R. 62enne tarantino, e M.S., 57enne, casertano, ma residente ad Arezzo. Già al momento del rogo la polizia si insospettì, perchè le fiamme erano partite da un punto privo di macchinari e contatti elettrici sul retro del capannone, all’interno del quale c’era un grosso negozio di confezioni, chiamato “Dimensione Moda”, di proprietà della società milanese The Look Srl. Successive indagini, basate soprattutto su testimonianze ed intercettazioni, hanno poi permesso di scoprire che la società The Look Srl risultava intestata a cinque persone e non ai prestanome che erano sul posto al momento dell’incendio. E, soprattutto, hanno fatto scoprire la polizza stipulata con le Generali, inizialmente con un massimale di 1,2 milioni di euro, a copertura di macchinari e arredi, poi aumentata di altri 1,8 milioni, per un totale di 3 milioni, per l'arrivo di altra merce da mettere in vendita”.
L’aumento aveva valore solo per 180 giorni e andava a coprire proprio il periodo dell’incendio. Inoltre la polizia ha scoperto numerose fatture false o gonfiate, che servivano a coprire il grosso aumento di merce presente in negozio da assicurare. Per questo secondo ramo dell’inchiesta sono state denunciate le altre quattro persone. Così, facendo due più due, e grazie a numerosi riscontri legati a testimonianze ed intercettazioni, il pubblico ministero ha emesso i cinque avvisi di garanzia, ipotizzando che i cinque titolari di The Look abbiano prima aumentato l’assicurazione e poi dato fuoco al capannone solo per incassare i tre milioni. Soldi che, chiaramente, non hanno avuto. Adesso, invece, rischiano parecchi anni di carcere per truffa.
Gli altri quattro, accusati di emissione di fatture false per gonfiare il valore della merce presente nel punto vendita al momento del rogo sono G.D., 52 anni, residente nell’aretino, e O.L., 64 anni, abitante a Siena, entrambi originari di Avellino, G.R. 62enne tarantino, e M.S., 57enne, casertano, ma residente ad Arezzo. Già al momento del rogo la polizia si insospettì, perchè le fiamme erano partite da un punto privo di macchinari e contatti elettrici sul retro del capannone, all’interno del quale c’era un grosso negozio di confezioni, chiamato “Dimensione Moda”, di proprietà della società milanese The Look Srl. Successive indagini, basate soprattutto su testimonianze ed intercettazioni, hanno poi permesso di scoprire che la società The Look Srl risultava intestata a cinque persone e non ai prestanome che erano sul posto al momento dell’incendio. E, soprattutto, hanno fatto scoprire la polizza stipulata con le Generali, inizialmente con un massimale di 1,2 milioni di euro, a copertura di macchinari e arredi, poi aumentata di altri 1,8 milioni, per un totale di 3 milioni, per l'arrivo di altra merce da mettere in vendita”.
L’aumento aveva valore solo per 180 giorni e andava a coprire proprio il periodo dell’incendio. Inoltre la polizia ha scoperto numerose fatture false o gonfiate, che servivano a coprire il grosso aumento di merce presente in negozio da assicurare. Per questo secondo ramo dell’inchiesta sono state denunciate le altre quattro persone. Così, facendo due più due, e grazie a numerosi riscontri legati a testimonianze ed intercettazioni, il pubblico ministero ha emesso i cinque avvisi di garanzia, ipotizzando che i cinque titolari di The Look abbiano prima aumentato l’assicurazione e poi dato fuoco al capannone solo per incassare i tre milioni. Soldi che, chiaramente, non hanno avuto. Adesso, invece, rischiano parecchi anni di carcere per truffa.
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