Il dolore
Cataste di bici in città e niente rastrelliere
Marco Fani
Centro e zona stazione ancora invasi dalle due ruote appoggiate ovunque
3 MINUTI DI LETTURA
EMPOLI. Biciclette appoggiate selvaggiamente alle pareti dei muri delle abitazioni e dei negozi o accatastate nelle poche rastrelliere che fanno capolino qua e là nel quadrilatero del centro storico. Ma sono molte anche le bici lasciate in sosta a due passi dall’ingresso del Comune in via Giuseppe del Papa, o degli edifici sede di banche o servizi, in attesa dei legittimi proprietari. Sembra di essere ad una tappa del Tour de France, ma molto più semplicemente si tratta del giro d’Empoli, dove mancano quasi dappertutto le tanto sospirate, e promesse, rastrelliere. Dovevano averle messe da tempo, ma non ci sono. La situazione è sotto gli occhi di tutti i residenti da tempo, dei commercianti e degli assidui frequentatori del centro cittadino. Iniziando il giro da via Chiara in direzione via Ridolfi, infatti, è facile imbattersi in diverse biciclette parcheggiate lungo i muri che costeggiano la sede stradale. E il limite di sopportazione, per molti, sembra oramai aver raggiunto il livello di guardia, visto che molti cittadini non accettano più di dover condividere il proprio muro di casa con le biciclette. Dal numero civico 55 al 37, infatti, i proprietari hanno deciso, dopo aver ripitturato la parete, di appendere alcuni cartelli con l’inconfondibile scritta “Proprietà privata. Vietato appoggiare biciclette”.
E il divieto sembra aver avuto i suoi effetti, tanto che il tratto della via più disagiato è la zona di confine con via Ridolfi subito dopo l’isola ecologica, dove le bici sono letteralmente ammassate. Proseguendo poi in via Ridolfi, la situazione più paradossale è all’angolo con via del Giglio: c’è una rastrelliera, ma che a conti fatti risulta assolutamente incapace di contenere le bici presenti. E la situazione è sotto gli occhi di tutti: le biciclette sono una sull’altra, come rifiuti. Proseguendo lungo via Ridolfi in direzione degli ex edifici della Coop, sono proprie le inferriate all’ingresso dello stabile della cooperativa ad essere utilizzate come sede per appoggiare i mezzi a due ruote. Non migliora, di molto, la situazione nel piccolo vicolo interno dietro l’ex coop, dove gli escrementi e la presenza dei cassonetti sono, probabilmente, un disincentivo a lasciare in sosta la propria bicicletta. Situazione analoga a quella di via Ridolfi, invece, è anche via del Gelsomino. Una strada molto stretta, ma sede di numerose attività. Le bici sono in sosta praticamente dappertutto, anche se l’area più colpita è il tratto iniziale di confine con via del Giglio, dove la situazione è, tutto sommato, migliore. Vicino al Comune.
Curiosa è la situazione di via Giuseppe del Papa, nell’area di confine tra l’ingresso del Comune di Empoli e la sede della cassa di Risparmio di Firenze. Le bici sono lasciate in sosta lungo il muro e lo stesso avviene anche in piazza del Popolo, dove la rastrelliera presente vicino al portone d’ingresso comunale non è sufficiente a contenere tutte le biciclette, che, ovviamente, vengono lasciate lungo il muro dell’edificio. In via Lavagnini. Continuando il percorso nel quadrilatero cittadino è facile imbattersi in bici parcheggiate lungo i muri di piazza Farinata degli Uberti, ma anche nella zona del Canto degli Zolfanelli, da cui si accede in via Lavagnini. Qui, infatti, c’è anche chi ha deciso di legare la propria bicicletta al cartello del divieto di sosta, ostruendo l’accesso ad un cestino pubblico.
E il divieto sembra aver avuto i suoi effetti, tanto che il tratto della via più disagiato è la zona di confine con via Ridolfi subito dopo l’isola ecologica, dove le bici sono letteralmente ammassate. Proseguendo poi in via Ridolfi, la situazione più paradossale è all’angolo con via del Giglio: c’è una rastrelliera, ma che a conti fatti risulta assolutamente incapace di contenere le bici presenti. E la situazione è sotto gli occhi di tutti: le biciclette sono una sull’altra, come rifiuti. Proseguendo lungo via Ridolfi in direzione degli ex edifici della Coop, sono proprie le inferriate all’ingresso dello stabile della cooperativa ad essere utilizzate come sede per appoggiare i mezzi a due ruote. Non migliora, di molto, la situazione nel piccolo vicolo interno dietro l’ex coop, dove gli escrementi e la presenza dei cassonetti sono, probabilmente, un disincentivo a lasciare in sosta la propria bicicletta. Situazione analoga a quella di via Ridolfi, invece, è anche via del Gelsomino. Una strada molto stretta, ma sede di numerose attività. Le bici sono in sosta praticamente dappertutto, anche se l’area più colpita è il tratto iniziale di confine con via del Giglio, dove la situazione è, tutto sommato, migliore. Vicino al Comune.
Curiosa è la situazione di via Giuseppe del Papa, nell’area di confine tra l’ingresso del Comune di Empoli e la sede della cassa di Risparmio di Firenze. Le bici sono lasciate in sosta lungo il muro e lo stesso avviene anche in piazza del Popolo, dove la rastrelliera presente vicino al portone d’ingresso comunale non è sufficiente a contenere tutte le biciclette, che, ovviamente, vengono lasciate lungo il muro dell’edificio. In via Lavagnini. Continuando il percorso nel quadrilatero cittadino è facile imbattersi in bici parcheggiate lungo i muri di piazza Farinata degli Uberti, ma anche nella zona del Canto degli Zolfanelli, da cui si accede in via Lavagnini. Qui, infatti, c’è anche chi ha deciso di legare la propria bicicletta al cartello del divieto di sosta, ostruendo l’accesso ad un cestino pubblico.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
