Il Tirreno

Empoli

Il Comune ha deciso: via i cassonetti gialli

Giulio Corsi
Il Comune ha deciso: via i cassonetti gialli

Via tutti entro un mese, la raccolta-abiti sarà affidata ad un'associazione

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FUCECCHIO. Via tutti i cassonetti gialli della raccolta dei vestiti. Spariranno dalle strade del centro di Fucecchio e delle frazioni entro brevissimo tempo, al massimo entro la fine dell’anno. La decisione è stata presa dal Comune. Pare che il sindaco Toni e l’assessore all’ambiente Cardellicchio ne discutessero da tempo. Ora, dopo l’inchiesta del Tirreno sui vestiti abbandonati e sulle condizioni dei cassonetti, il dado è stato tratto: «Li toglieremo tutti», annuncia l’assessore. E Fucecchio potrebbe essere il Comune capofila di una decisione che a breve potrebbe essere presa su tutto il territorio gestito da Publiambiente. Pare infatti che all’interno della società di via Garigliano, stia “frullando” un’idea simile da un po’ tempo, rafforzata nelle ultime settimane dallo scandalo dei vestiti abbandonati nel bosco delle Vedute che abbiamo raccontato a ottobre. Per adesso tuttavia non ci sono conferme. È certo invece che Fucecchio ha preso la decisione: «Li toglieremo tutti nel più breve tempo possibile - spiega Cardellicchio -.

Quei cassonetti gialli rappresentano un cockail micidiale di elementi negativi. È stato un esperimento in cui abbiamo creduto, che abbiamo tentato di fare per un tempo anche troppo lungo, ma ora è il momento di interromperlo. Bisogna ammettere che è un esperimento fallito. Spero che entro un mese, al massimo entro la fine dell’anno, a Fucecchio non ce ne sia più neanche uno». Significa che sparirà anche la raccolta dei vestiti usati per i bisognosi? No. Anzi, i tempi brevi ma non immediati che l’amministrazione fucecchiese si è data, derivano proprio dalla necessità di trovare una soluzione alternativa: «Dobbiamo garantire un’alternativa - spiegano da palazzo civico -. Proprio in queste ore abbiamo contatti con la Caritas e le altre associazioni di volontariato perché ci aiutino a trovare un’idea e un progetto realizzabile». L’idea in realtà c’è già: è quella di creare un punto di raccolta degli abiti usati di cui i cittadini vogliono disfarsi, e crearlo proprio sul territorio, magari aprendo uno sportello presso una delle associazioni di volontariato cittadine.

Dove? Qui sta il punto. «Sicuramente non potremo costringere i fucecchiesi che vogliono liberarsi dei loro vestiti e destinarli ai poveri ad andare fino al centro raccolta di Capanne, a Montopoli - dice Cardellicchio -. Serve un punto in città. Un punto di scambio in cui si possano portare i vestiti e chi ne ha bisogno possa presentarsi direttamente a prenderli. Sarebbe anche un momento importante per avvicinare il mondo del volontariato ai fucecchiesi, per creare un contatto diretto. E allo stesso tempo permetterà di non avere più cassonetti sventrati, distrutti, di non vedere più ragazzini nomadi che si arrampicano dentro i cassoni per recuperare un vestito, di non avere più i marciapiede invasi dai sacchi che fuoriescono dai cassonetti rotti». Un punto poteva essere rappresentato dal nuovo centro gestito dallo Shalom in via Donateschi e aperto ieri (ne parliamo sotto). Ma pare che la soluzione sia stata analizzata e bocciata: «Lo Shalom fa già raccolta di generi alimentari, difficile che ne supportino altre», spiega l’assessore.

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