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Morti sul lavoro: servono nuove regole

Morti sul lavoro: servono nuove regole

Troppi infortuni nei cantieri, firmato un protocollo fra Comuni, Asl e sindacati

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EMPOLI. Una media di oltre tremila infortuni all’anno, più di venti morti in dieci anni: i numeri delle “vittime” del lavoro, nel Circondario, fanno impressione. E la percentuale più alta, da sempre, è nell’edilizia. I cantieri, infatti, sono pericolosi. Ma lo sono di più se le regole non vengono rispettate. O sono troppo blande. Per questo ieri, al Circondario, è stato firmato un protocollo d’intesa fra Comuni, Asl e sindacati, alla presenza del prefetto De Martino, per imporre alle aziende regole ferree negli appalti pubblici, sopra gli 800mila euro. È un passo importante, anche se qualcosa del genere sarebbe necessario anche nel privato. Solo i grandi appalti, tipo Coop o ospedale, seguono infatti procedimenti analoghi. Cosa prevede. Il “protocollo d’intesa per la qualità, la regolarità e la sicurezza del lavoro e delle prestazioni negli appalti e costruzioni” si applica a chiunque partecipa al cantiere.

Il protocollo come ha sottolineato il Prefetto De Martino è ricco di manovre a favore della sicurezza del lavoratore, come la figura di un tutor come assistenza a chi lavora, evitando il rischio. I tre punti cardini del protocollo sono la concertazione preventiva con le imprese aggiudicatarie degli appalti e le organizzazioni sindacali, l’informazione e la formazione degli addetti. Con il protocollo, quindi, i Comuni si impegnano 1) a promuovere azioni positive ed adottare intese dirette a consentire condizioni efficaci e snelle di verifica della regolarità della sicurezza e della qualità del lavoro e delle prestazioni effettuate nell’ambito degli appalti pubblici e 2) a determinare condizioni ambientali positive a partire dalle stesse prassi seguite dai pubblici uffici per la diffusione della regolarità del lavoro, rafforzare i processi di concertazione e condivisione.

È stato già deciso anche il monitoraggio periodico. Si riunirà ogni sei mesi un tavolo per lo stato di avanzamento del protocollo. I firmatari. Hanno firmato il Prefetto di Firenze, Andrea De Martino; gli undici sindaci del Circondario Empolese Valdelsa; la Direzione provinciale del Lavoro di Firenze; la Asl 11, le organizzazioni sindacali confederali e di categoria (Cgil-Cisl-Uil, Fillea-Cgil, Filca-Cisl, Feneal-Uil). «Le morti sul lavoro di questi ultimi anni che hanno colpito la nostra area e non solo, furono l’avvio di una responsabilità diretta - ha dichiarato Luciana Cappelli, presidente del Circondario e sindaco di Empoli -. L’impegno era di attivare un sistema di sicurezza, che andava oltre la semplice denuncia, che per questo doveva essere costruito di concerto con tutte le parti in causa. L’impegno che tutti ci prendiamo aggiorna quello che è già partito in materia di sicurezza con il cantiere dell’ospedale nuovo (aprirà, anche se non del tutto, il 24 novembre, ndr) e del cantiere della Coop e ciò che sarà firmato fuori dal Circondario».

I sindacati. Soddisfatti i sindacati empolesi per un accordo in qualche modo storico. Ma Paola Galgani, segretaria della Cgil sottolinea che: «Tutto questo è molto importante perché dà garanzie ai lavoratori. Però serve una sorveglianza capillare sul territorio. Perché problemi importanti, per quanto riguarda la sicurezza, ci sono soprattutto negli appalti privati».

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