Finanza
Il cemento invade le colline: ecco 300 case
Lucia Aterini
I nuovi insediamenti tutti per i turisti, qualcuno anche in contrasto con la Regione
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GAMBASSI. Il cemento avanza silente e pochi hanno messo a fuoco che tra collina e collina stanno spuntando decine e decine di case. Una colata in campagna, circa trecento appartamenti con destinazione turistica, tra quelli già realizzati e quelli da iniziare concentrati tra Gambassi e la strada verso Volterra. Che potrebbero, in alcuni casi, avere anche qualche contrasto con le norme previste dalla Regione. Un fenomeno di cui nessuno si sta occupando. Né politici, né ambientalisti, né associazioni della zona. Un’esplosione di case che, secondo architetti noti ma che comunque vogliono rimanere anonimi, è di gusto discutibile e falso. Calibrata fuori scala. E’ una crescita destinata a modificare le forme del territorio. Nel bene o nel male? Questa è la domanda a cui il territorio dovrebbe rispondere nel caso in cui decidesse di accorgersi dei lavori tra i boschi. Da dove nasce il cemento. Gambassi giunge per ultimo allo sviluppo turistico. Montaione, per fare l’esempio accanto, ospita migliaia e migliaia di turisti già da 30 estati. Ora questa carta viene giocata a piene mani anche nel comune delle terme e le case vacanze stanno spuntando come funghi.
Gli insediamenti. Verificando le pratiche all’ufficio tecnico del Comune sono già stati costruiti 108 appartamenti con il piano di recupero dell’ex fornace di Montignoso (17.044 metri cubi). Altro piano di recupero interessa l’ex Fungaia di Camporbiano (il volume è di 4.774 metri cubi) con 25 abitazioni in gran parte già realizzate. Da costruire l’insediamento a Boscotondo di 12mila metri cubi (compreso il ristorante attuale). Nel progetto affisso sulla strada si vedono una decina di edifici. Ancora al Comune non sono arrivati i progetti con il numero esatto degli appartamenti che, tra l’altro, sono già in vendita in un’agenzia del centro di Certaldo. Infine c’è il recupero di un ex ovile dismesso a Porcello con 42 abitazioni previste (per un volume di 8.637 metri cubi). E, infine, sono già stati rilasciati i pareri favorevoli per l’ampliamento della tenuta Il Quadrifoglio, a Camporbiano, con 60 nuovi posti letto. Chi investe. A indirizzare gli investimenti sul mattone in campagna sono soprattutto imprenditori del luogo, sia di Gambassi che di Certaldo. Con qualche eccezione.
Come a Montignoso dove a convertire l’ex fornace è l’immobiliare Alba Blu service di Lastra a Signa che fa capo alla famiglia Del Taglia. La stessa che ha un’azienda di piscine a Lastra a Signa e che esisteva già a fine Ottocento. Suo fu il brevetto per la cosiddetta “stagna” per dare il ramato alle vigne. A Boscotondo la proprietà è di una società, “La Pineta” e ai numeri di telefono che compaiono sul cartellone che pubblicizza il complesso risponde un’agenzia immobiliare di Certaldo, la “Toscana”. La Tenuta Quadrifoglio fa capo alla famiglia Sani che in passato lavorava nel settore del pesce congelato a Bassa (Cerreto Guidi). Il centro turistico della ex Fungaia è della cooperativa Il Leccio. Problema Rta. Alcuni di questi insediamenti hanno destinazione Rta, Residenze turistico alberghiere. Come a Montignoso e a Porcello. Ma se hanno questa tipologia gli appartamenti non possono essere venduti come civili abitazioni. Secondo quanto disposto dalla Regione, che si è espressa specificatamente sull’argomento con una circolare, devono essere degli alberghi a tutti gli effetti.
«Gli appartamenti sono come delle camere - spiega Paolo Bongini funzionario della Regione - possono essere utilizzati solo nell’ambito del contratto di albergo». E di conseguenza chi ha interesse a questi insediamenti può solo acquistare delle quote di società. E, per fare un esempio, se volesse soggiornare in un appartamento dovrebbe, per assurdo, passare dalla reception del complesso turistico in questione. A Grosseto e a Massa Carrara Finanza e magistratura sono intervenute in vari casi per accertare violazioni della normativa regionale. A Gambassi di appartamenti in Rta ne sono già stati venduti molti. Ci sono cartelli che pubblicizzano “vendesi appartamenti” e lasciano intendere una vendita diversa da quella delle quote societarie. Ma dirimere ogni dubbio su eventuali contrasti con la Regione è stato impossibile dato che alcuni dei proprietari contattati, come quelli della ex Fornace, non hanno raccolto l’invito a essere intervistati. Come ad altri, ad esempio la società che costruirà a Boscotondo, non è stato possibile chiedere come pensavano di conciliare cemento e colline.
Nessuna violazione. Per il Comune, comunque, non ci sono violazioni rispetto a quanto l’assessore Anna Bramerini sentì il bisogno di precisare in materia a maggio scorso. «Il problema ce lo siamo posti - spiega il sindaco Federico Campatelli - la proprietà della Rta può essere divisa, basta che rimanga intera la gestione». Sviluppo giusto. Il sindaco Federico Campatelli è anche convinto che i vari insediamenti in costruzione siano positivi per il territorio. «Per quanto riguarda l’ex fornace di Montignoso - spiega - l’azienda era stata chiusa venti anni fa. L’immobile era abbandonato e il tetto era di eternit. Dove c’era una situazione di degrado ora c’è un recupero. Tra l’altro la volumetria è stata leggermente diminuita». «Tutti gli investimenti hanno avuto la massima attenzione sia dal punto di vista ambientale che paesaggistico. I piani di recupero sono passati due volte in consiglio comunale».
Gli insediamenti. Verificando le pratiche all’ufficio tecnico del Comune sono già stati costruiti 108 appartamenti con il piano di recupero dell’ex fornace di Montignoso (17.044 metri cubi). Altro piano di recupero interessa l’ex Fungaia di Camporbiano (il volume è di 4.774 metri cubi) con 25 abitazioni in gran parte già realizzate. Da costruire l’insediamento a Boscotondo di 12mila metri cubi (compreso il ristorante attuale). Nel progetto affisso sulla strada si vedono una decina di edifici. Ancora al Comune non sono arrivati i progetti con il numero esatto degli appartamenti che, tra l’altro, sono già in vendita in un’agenzia del centro di Certaldo. Infine c’è il recupero di un ex ovile dismesso a Porcello con 42 abitazioni previste (per un volume di 8.637 metri cubi). E, infine, sono già stati rilasciati i pareri favorevoli per l’ampliamento della tenuta Il Quadrifoglio, a Camporbiano, con 60 nuovi posti letto. Chi investe. A indirizzare gli investimenti sul mattone in campagna sono soprattutto imprenditori del luogo, sia di Gambassi che di Certaldo. Con qualche eccezione.
Come a Montignoso dove a convertire l’ex fornace è l’immobiliare Alba Blu service di Lastra a Signa che fa capo alla famiglia Del Taglia. La stessa che ha un’azienda di piscine a Lastra a Signa e che esisteva già a fine Ottocento. Suo fu il brevetto per la cosiddetta “stagna” per dare il ramato alle vigne. A Boscotondo la proprietà è di una società, “La Pineta” e ai numeri di telefono che compaiono sul cartellone che pubblicizza il complesso risponde un’agenzia immobiliare di Certaldo, la “Toscana”. La Tenuta Quadrifoglio fa capo alla famiglia Sani che in passato lavorava nel settore del pesce congelato a Bassa (Cerreto Guidi). Il centro turistico della ex Fungaia è della cooperativa Il Leccio. Problema Rta. Alcuni di questi insediamenti hanno destinazione Rta, Residenze turistico alberghiere. Come a Montignoso e a Porcello. Ma se hanno questa tipologia gli appartamenti non possono essere venduti come civili abitazioni. Secondo quanto disposto dalla Regione, che si è espressa specificatamente sull’argomento con una circolare, devono essere degli alberghi a tutti gli effetti.
«Gli appartamenti sono come delle camere - spiega Paolo Bongini funzionario della Regione - possono essere utilizzati solo nell’ambito del contratto di albergo». E di conseguenza chi ha interesse a questi insediamenti può solo acquistare delle quote di società. E, per fare un esempio, se volesse soggiornare in un appartamento dovrebbe, per assurdo, passare dalla reception del complesso turistico in questione. A Grosseto e a Massa Carrara Finanza e magistratura sono intervenute in vari casi per accertare violazioni della normativa regionale. A Gambassi di appartamenti in Rta ne sono già stati venduti molti. Ci sono cartelli che pubblicizzano “vendesi appartamenti” e lasciano intendere una vendita diversa da quella delle quote societarie. Ma dirimere ogni dubbio su eventuali contrasti con la Regione è stato impossibile dato che alcuni dei proprietari contattati, come quelli della ex Fornace, non hanno raccolto l’invito a essere intervistati. Come ad altri, ad esempio la società che costruirà a Boscotondo, non è stato possibile chiedere come pensavano di conciliare cemento e colline.
Nessuna violazione. Per il Comune, comunque, non ci sono violazioni rispetto a quanto l’assessore Anna Bramerini sentì il bisogno di precisare in materia a maggio scorso. «Il problema ce lo siamo posti - spiega il sindaco Federico Campatelli - la proprietà della Rta può essere divisa, basta che rimanga intera la gestione». Sviluppo giusto. Il sindaco Federico Campatelli è anche convinto che i vari insediamenti in costruzione siano positivi per il territorio. «Per quanto riguarda l’ex fornace di Montignoso - spiega - l’azienda era stata chiusa venti anni fa. L’immobile era abbandonato e il tetto era di eternit. Dove c’era una situazione di degrado ora c’è un recupero. Tra l’altro la volumetria è stata leggermente diminuita». «Tutti gli investimenti hanno avuto la massima attenzione sia dal punto di vista ambientale che paesaggistico. I piani di recupero sono passati due volte in consiglio comunale».
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