Il Tirreno

Empoli

EMPOLI-INTER, 0-2

L'Empoli s'arrende a Ibra e Ayroldi

David Biuzzi
Il primo gol di Ibraimovic
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Il primo gol di Ibraimovic

Lo svedese firma la doppietta, l’arbitro ignora un rigore gigantesco

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EMPOLI. Ibrahimovic e Ayroldi. Ecco i due uomini che stendono l’Empoli nella notte del Castellani. L’asso svedese lo fa firmando una doppietta, l’arbitro ignorando un gigantesco rigore su Saudati a partita ancora aperta. Un po’ troppo, insomma, per gli azzurri. Che pure restano in gara fino alla fine (o quasi) e che fanno meglio rispetto al derby.

In avvio le sorprese sono tutte in casa Inter. Mancini, infatti, preferisce Cambiasso a Dacourt, Suazo a Chivu e soprattutto Cesar a Figo. Il modulo, insomma, è un quasi inedito 4-4-2 che diventa un 4-2-4 quando i campioni attaccano. Cagni risponde con il 4-4-1-1 annunciato, ma con un accorgimento tattico: in fase di non possesso Tosto si accentra, Moro retrocede in difesa (quasi a uomo su Zanetti) e il modulo diventa un 5-4-1.

Coi ritmi bassi e le zone occupate l’Inter tiene il pallino del gioco ma fatica. Peccato che proprio un ritardo nella scalata a sinistra, al 14’, inneschi un cross di Maicon. Sul quale Balli non esce, Raggi non interviene e Ibrahimovic ringrazia infilando in spaccata. E’ il genio dello svedese, insomma, a far sorridere Mancini. Ma del suo ce lo mette anche Ayroldi, perché 2’ dopo decide di non intervenire su un clamoroso intervento della coppia Samuel-Cordoba sul povero Saudati: rigore solare per tutti, ma non per l’arbitro.

Così si va avanti con l’Inter che a tratti sembra spadroneggiare, ma che in altri frangenti (la fase centrale del primo tempo) soffre un Empoli (Antonini si mangia il pari al 36’) che resta attaccato alla partita coi denti. Come a cavallo del riposo, quando Balli salva per due volte (45’ pt e 1’ st) su Suazo. L’uscita di Saudati (che nell’intervallo s’arrende dopo la botta rimediata in occasione del rigore non concesso...) per Pozzi sembra togliere peso alle speranze azzurre, ma dopo un avvio interista Cagni prova ad aumentare la pericolosità dei suoi sganciando prima Giovinco per Antonini (15’ st), poi Abate per Adani (21’ st) con Buscé che va a fare il terzino e Raggi il centrale.

Una mossa coraggiosa, che rischia di pagare al 24’, quando Giovinco s’accende a sinistra e sulla successiva incornata di Pozzi serve il miracolo di Toldo. Fiutato il pericolo Mancio rinforza gli ormeggi con Figo (per Suazo) e Chivu (per Maxwell). Altri due palleggiatori per addormentare la gara, insomma. E per sfruttare il contropiede. Quello del 38’ è chirurgico: Figo-Cesar-Ibra e bis dello svedesone. Fine dei giochi. Ma cosa sarebbe successo con quel rigore...?

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