Il Tirreno

Empoli

In conceria tira aria di crisi

Luciano Gianfranceschi
In conceria tira aria di crisi

Il presidente del Consorzio: «E dire che le premesse erano positive» Al depuratore le acque industriali in arrivo sono diminuite del 10% E’ un dato preoccupante Tante le cause, compreso l’inverno troppo mite

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FUCECCHIO. Tempo di ferie. Qualche conceria ha tanto lavoro da non volersi fermare, mentre altre non vedevano l’ora di arrivare alla fatidica pausa. «Il primo semestre del 2007 è risultato deludente rispetto alle premesse dell’anno precedente. Nonostante ci fossero le condizioni affinché quella in corso fosse una buona annata produttiva, insomma, finora non è andata così», osserva Massimo Banti, dinamico presidente del Consorzio conciatori di Fucecchio e imprenditore a Ponte a Cappiano. E alla valutazione sull’andamento della produttività, aggiunge una stima: «Al depuratore, il calo generalizzato delle acque industriali in arrivo è diminuito di circa il 10%. E’ un dato indiscutibile e significa che la concerie, complessivamente, stanno lavorando meno».

Concause. Il pellame grezzo sempre meno disponibile e l’euro troppo forte su dollaro e yen, non consentono di cavalcare la ripresa. «C’è dell’altro, l’inverno troppo mite - riprende Banti - i primi mesi del 2007, cioè la parte importante dell’anno che abbiamo attraversato, riguardavano la produzione del pellame per la moda invernale. Che purtroppo, come stagione, è stata fortemente influenzata in negativo da quella precedente, che non è esistita, in quanto a freddo. Di conseguenza è rimasto molto invenduto, e ciò ha determinato preoccupazione in coloro che dovevano programmare i nuovi acquisti. Adesso, infatti, stiamo già lavorando per l’invernale prossimo, ma gli acquirenti hanno in carico l’invenduto precedente, e ciò ha allentato notevolmente i loro acquisti. Contribuendo a creare un clima d’incertezza e la paura di sbagliare. Cosicché non soltanto l’invernale ha tardato a partire, ma soprattutto fino a questo momento sta dimostrandosi anche nettamente inferiore a quel che doveva essere».

Mercato globale. Eppure nell’emisfero sud le stagioni sono capovolte: là ora è pieno inverno. «Ma, in questo, il conciatore s’è fatto le ossa - prosegue Banti - quando tutti avevano paura del mercato globale che doveva iniziare, erano già anni che ci confrontavamo, e abbiamo affinato le tecniche da reggere il passo. La conceria non è mai stata un’industria protetta, che gode di privilegi. Il conciatore ha sempre dovuto misurarsi con il mercato globale. Ci mancavano soltanto le stagioni, che non sono più tali».

La vernice. Va forte il pellame verniciato, che produttivamente è considerato un toccasana. «Il fenomeno vernice - osserva Banti - ha attenuato quel che sarebbe stato un appesantimento della situazione. Però la vernice non può essere sostitutiva del lavoro normale».

La seconda parte del 2007. «Più che fare previsioni - continua Banti - bisogna farsi gli auguri. Siccome l’articolo estivo è stato sfruttato anche durante altre stagioni, si spera che i magazzini siano talmente vuoti che la prossima produzione di pellame per l’estivo ci sorprenda con maggiori richieste. Invece, normalmente, per le concerie da tomaia corrisponde a un periodo piuttosto calmo. La speranza è che dopo che l’inverno ha fatto danni per la sua parte, determini almeno una maggiore richiesta di pellame sull’estivo. Anche la stagionalità fa ormai parte di un insieme di concause - conclude Massimo Banti - che dobbiamo neutralizzare».

La piattaforma. Tornando infine al depuratore, quali novità stanno bollendo in pentola? «Stiamo portando avanti i programmi per realizzare una piattaforma di trattamento dei liquami provenienti dal civile, abbiamo presentato le domande per le relative autorizzazioni, poi - conclude il presidente Massimo Banti - occorrerà da sei mesi ad un anno di tempo». Potrà così essere garantito un servizio con ottimi risultati, e questo indipendentemente dalla quantità dei reflui industriali.

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