Il Tirreno

Empoli

Marchio di qualità per l’olio di Montalbano di Toscana

Paolo Santini
Marchio di qualità per l’olio di Montalbano di Toscana

Nasce l’associazione per avere la Dop da Bruxelles. Partecipano Vinci, Capraia e Limite, Cerreto Guidi, Lamporecchio, Larciano, Monsummano, Serravalle e Quarrata

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VINCI. E’ nata l’“Associazione Dop Montalbano in Toscana”. Martedì scorso, all’Oleificio cooperativo Montalbano di Lamporecchio, si è costituita per atto pubblico e avrà il compito di richiedere la Denominazione d’origine protetta per l’olio prodotto nei territori di Vinci, Capraia e Limite, Cerreto Guidi, Lamporecchio, Larciano, Monsummano Terme, Quarrata e Serravalle Pistoiese. In breve il consiglio direttivo dell’associazione, guidato dal presidente Giancarlo Faenzi, stabilirà una data per indire un’assemblea pubblica. Alla quale saranno invitati, per iscriversi al nuovo sodalizio, tutti i produttori, i trasformatori, gli imbottigliatori e i cittadini interessati. Per la Dop, pronto anche il disciplinare di produzione, ma con alcuni problemi da risolvere. Una recente disposizione piuttosto restrittiva, il decreto ministeriale 123 del 29 maggio 2007 per la precisione, prevede che il prodotto per il quale si richiede il riconoscimento, debba presentare «almeno una caratteristica qualitativa che lo differenzi dallo standard di prodotti della stessa tipologia ottenuti fuori dalla zona di produzione.

Il legame con il territorio deve essere inteso come nesso di causalità tra la zona geografica e la qualità o le caratteristiche del prodotto». I gruppi d’assaggio al lavoro su questa complessa operazione avrebbero già individuato, nell’olio del Montalbano, almeno due caratteristiche distintive richieste. Nuova anche la procedura. Il riconoscimento definitivo della denominazione spetterà - dopo le valutazioni di Regione e Ministero per le politiche agricole, e avvenuta la riunione di pubblico accertamento - all’apposita commissione istituita in sede europea. Il nodo più difficile da sciogliere sarà proprio quello di Bruxelles. Per ora ogni tipo di riconoscimento, dopo la stagione delle Dop distribuite a profusione per ogni prodotto (in Toscana sono più di 50: dalle castagne, ai formaggi, ai prosciutti, per passare dai fagioli fino al miele e altro), è bloccato o, nella migliore delle ipotesi, ostacolato duramente dagli organi dell’Unione Europea. Ma in tutta l’operazione Dop, balza subito agli occhi un punto oscuro, ed il problema è stato sollevato anche dal presidente Giancarlo Faenzi: un comune fra i più importanti dal punto di vista della qualità dei prodotti agricoli sul suo territorio, brilla per l’assenza nella mappa dell’areale di produzione di quella che sarà la Dop.

Si tratta di Carmignano, in provincia di Prato, cuore autentico del Montalbano. Che però fa parte dell’area di produzione di una Dop, per l’olio, già riconosciuta: quella delle Colline di Firenze. A complicare le cose è giunto anche un articolo del decreto già citato, una tegola inattesa sulle teste dei produttori, secondo cui «il ministero deve accertare che il prodotto non insiste sulla stessa zona geografica o in una zona immediatamente limitrofa a quella in cui avviene la produzione di altro prodotto già riconosciuto dello stesso tipo». «Se applicato alla lettera - spiega Faenzi - il decreto procurerebbe non pochi problemi per il riconoscimento della nostra richiesta. Ma i produttori degli altri comuni del Montalbano non possono pagare a vita, anche in termini economici, le scelte di un territorio, quello di Carmignano, che nulla ha da spartire con le colline fiorentine e si trova naturalmente e storicamente in pieno Montalbano.

Sarebbe un’ingiustizia veder penalizzati tutti i produttori degli 8 comuni del Montalbano a causa della scelta, a nostro avviso sbagliata, di un singolo comune». Dario Parrini, sindaco capofila del Patto dei comuni del Montalbano, ha commentato la vicenda di Carmignano: «Anche se l’impresa nel suo complesso non sarà facile, sono fiducioso per il fatto che di fronte al problema la Regione, primo ente chiamato ad esprimersi sulla Dop, potrà riconoscere la particolarità della situazione, ponendo dei rimedi». Faenzi ha concluso illustrando le mosse future: «Le prossime tappe ci vedranno coinvolgere Regione, province interessate, Comuni e associazioni di categoria. E, da ora a Natale, l’obiettivo è far iscrivere almeno 500 produttori alla nuova associazione».

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