Italia
Discarica abusiva alle porte di Publiambiente
P. S.
Eternit e vecchi tubi al Terrafino nascosti dietro il Castelluccio abbandonato
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EMPOLI. Una discarica abusiva alle porte di Empoli. Un ammasso di macerie e calcinacci, residui di plastica, oggetti d'ogni tipo gettati alla rinfusa, ma soprattutto un gran mucchio di tubi e tettoie in eternit, provenienti probabilmente da qualche demolizione. Alle porte di Empoli, dicevamo, ma per uno scherzo del destino, anche a pochi passi dalla sede di Publiambiente. Che non vede e, dunque, non provvede. Forse perché il luogo della discarica è riparato dalla mole dell'antico Castelluccio, nella zona industriale del Terrafino, tra Marcignana e Pagnana, lungo la strada che dalla rotonda su via Lucchese, dallo “stradone”, conduce allo svincolo della superstrada. Il Castelluccio oggi, invece di proteggere i contadini dai nemici, evidentemente protegge dagli sguardi indiscreti dei passanti chi inquina e getta abusivamente rifiuti pericolosi per la salute in mezzo ad una strada, piuttosto che consegnarli alle strutture specializzate.
Ma è esso stesso un emblema di degrado, sicuramente non un bel biglietto da visita per chi entra in città arrivando dalla Fi.Pi.Li. Di proprietà privata si presenta in pessimo stato di conservazione. Una recinzione da cantiere, in plastica, impedisce l'accesso all'area antistante la costruzione. Tutte le aperture al piano terra sono state tamponate con blocchi murati, per evitare pericoli e danni nei confronti dei curiosi e dei disperati che avrebbero potuto addentrarsi nelle stanze abbandonate del grandioso complesso. Molte parti dell'edificio appaiono pericolanti e prossime al collasso strutturale. E tutto intorno, dicevamo, un degrado spaventoso. Con la ciliegina, sul margine della strada, fra il lato occidentale dell'edificio ed il muro di recinzione della vicina vetreria, di un'indecente e preoccupante discarica abusiva.
Ma è esso stesso un emblema di degrado, sicuramente non un bel biglietto da visita per chi entra in città arrivando dalla Fi.Pi.Li. Di proprietà privata si presenta in pessimo stato di conservazione. Una recinzione da cantiere, in plastica, impedisce l'accesso all'area antistante la costruzione. Tutte le aperture al piano terra sono state tamponate con blocchi murati, per evitare pericoli e danni nei confronti dei curiosi e dei disperati che avrebbero potuto addentrarsi nelle stanze abbandonate del grandioso complesso. Molte parti dell'edificio appaiono pericolanti e prossime al collasso strutturale. E tutto intorno, dicevamo, un degrado spaventoso. Con la ciliegina, sul margine della strada, fra il lato occidentale dell'edificio ed il muro di recinzione della vicina vetreria, di un'indecente e preoccupante discarica abusiva.
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