Il Tirreno

Empoli

Vitale e il suo staff al timone fino al 2009

David Biuzzi

Sono stati rinnovati i contratti del direttore generale, Cappellini, Carli e Calistri. Parla il presidente Corsi: «Le persone che lavorano con noi sono il nostro patrimonio Accordi biennali? Per me restano tutti a vita»

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EMPOLI. Chi pensa che l'esito del caso Paro abbia fermato l'Empoli si sbaglia di grosso. Come spesso accade in questi casi, infatti, la reazione dei dirigenti azzurri è stata quasi rabbiosa: sforzi moltiplicati, sul mercato, e ricerca capillare di rinforzi per il centrocampo. Che, a questo punto, dovrebbe tradursi nell'arrivo di due giocatori e non più di uno solo (come spieghiamo nell'articolo dedicato alle trattative). Intanto, però, il presidente Fabrizio Corsi ha voluto porre le prime pietre per il futuro. Come? Confermando lo staff dirigenziale con nuovi contratti biennali. Insomma il direttore generale Vitale, il team manager Cappellini, il responsabile del vivaio Carli e il segretario generale Calistri si sono legati all'Empoli fino al 30 giugno del 2009. «Il più grande patrimonio dell'Empoli - sottolinea il presidente Corsi - sono le persone che lavorano con noi. Nel corso degli anni abbiamo costruito una squadra eccellente e continuare sulla stessa strada era d'obbligo. Non c'è da stupirsi, insomma, se a tutti è stato rinnovato il contratto a pochi giorni dalla scadenza naturale».

La sorpresa, semmai, è che i nuovi accordi sono biennali.
«Volevamo soprattutto gratificare i ragazzi e rivedere la tradizione dei contratti annuali ci è sembrato il modo giusto per dimostrare in maniera tangibile che sono molto apprezzati sia dal punto di vista umano che sotto il profilo professionale. In termini pratici, invece, la durata degli accordi è relativa».

In che senso?
«Che a livello morale il loro contratto con l'Empoli è a tempo indeterminato. Noi non abbiamo motivi di cambiare e sono convinto che anche loro potrebbero andarsene solo di fronte all'offerta della vita. Solo se li chiama il Chelsea e li ricopre d'oro, insomma, deciderebbero di lasciarci».

Anche Vitale, però, ha firmato un biennale.
«E lui non deve certo fare carriera. Ma anche con il direttore c'è un rapporto che va al di là dei fogli firmati e delle carte bollate. Empoli è casa sua e finché ne ha voglia resta al suo posto».

E quando non ne avrà più?
«Ci sono due possibilità».

Sarebbero?
«O lo convinco a restare e anch'io molla la presa. Senza Pino Vitale, insomma, non ci sto».

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