Il Tirreno

Empoli

Quasi seimila solleciti per l'acqua

Mario Moscadelli

Molte ingiunzioni non arriveranno: gli indirizzi sono sbagliati

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EMPOLI. Quasi seimila solleciti di pagamento delle bollette dell'acqua stanno arrivando nelle case degli utenti del Circondario. Per la precisione sono 5642 gli avvisi che Acque spa ha spedito nell'Empolese Valdelsa in riferimento a casi di morosità. In tutto il territorio servito dall'azienda sono 34.505. Una grossa fetta di questi solleciti, tuttavia, rischia di non essere notificata agli interessati: la causa è nelle lacune che presenta la banca dati anagrafici di Acque spa sul nostro territorio. Dunque uno spreco di tempo e di risorse.

Morosità in calo. La percentuale del fatturato sollecitata con quest'ultimo invio ammonta complessivamente al 4%. «E' da sottolineare - spiegano da Acque spa - che per gli anni più lontani, per i quali la procedura di recupero crediti ha espletato tutti passaggi previsti, la percentuale di morosità è scesa sotto il 2%, con punte dell'1% nel comune di Empoli. Quelli del Circondario, dunque, sono dati di assoluta eccellenza, tra i più bassi a livello nazionale».

Banca dati obsoleta. Saranno dati bassi ma, intanto, ci sono quasi seimila avvisi in viaggio, con dentro migliaia e migliaia di euro da pagare. Il problema è che la maggior parte di questi avvisi accomulati negli anni è destinata a tornare indietro. Il motivo? Una banca dati anagrafici superata, aggiornata soltanto parzialmente e che porta ad altre conseguenze: ritardi nella consegna ed errori nella distribuzione. Vari comuni del Circondario, infatti, hanno attivato un processo di rinnovamento dell'assetto toponomastico del proprio territorio: negli ultimi anni sono state cambiate vie e numeri civici. Sono variati così elementi anagrafici di numerosi utenti. Ma nel data base di Acque ci sono ancora i vecchi indirizzi, ormai non più validi. E allora ecco i problemi nella distribuzione, che creano ritardi ed errori nella consegna. La responsabiltà, tuttavia, non è solo del gestore dei servizi idrici: c'è una mancanza di comunicazione da parte dei Comuni e talvolta gli stessi cittadini ignorano il problema. E anche se con l'arrivo della cooperativa Pisana Recapiti - avvenuto nell'agosto dello scorso anno - i disagi si sono ridotti, serve al più presto un censimento sugli attuali titolari della fornitura per ottimizzare la consegna delle bollette e ridurre così sprechi e costi. La Pisana Recapiti, ad esempio, ha scelto di non prendere in carico lo smistamento delle fatture commerciali degli acquedotti nel comune di Vinci: troppo alto il rischio di un disservizio legato alla riorganizzazione di vie e numeri civici. Altre zone “difficili” sono in Valdelsa, in particolare Castelfiorentino, Gambassi, Montaione: in questi tre paesi le persone incaricate di distribuire le bollette, anche se del luogo, sono spesso chiamati a fare i salti mortali per raggiungere l'esatto destinatario. Da rivedere anche gli indirizzi di Cerreto Guidi. In sostanza questo data base da sanare comporta due problemi: ritardi e incasellamento sbagliato.

Verifica anagrafica. Acque e Pisana Recapiti hanno avuto già degli incontri sulla questione e sembra esserci l'intenzione di affrontare di petto la faccenda che alla lunga si trasforma in costi per tutti gli utenti. «Ci stiamo lavorando - affermano dall'ufficio assicurazione qualità della Pisana Recapiti - ma ancora dobbiamo concordare con Acque che tipo di processo operativo intraprendere per una verifica anagrafica dell'utenza. Sono due le possibilità: un controllo capillare durante la prossima consegna, oppure intervenire nell'intervallo delle consegne verificando indirizzo per indirizzo. Crediamo che sia meno complicata la seconda, ma quello che conta è che ci sia la volontà di aggiornare questa banca dati».

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