Sicurezza
Petrazzi sarà chiuso all'inizio del 2008
Guido Fiorini
L'allarme del sindacato: «Sarà trasformato in un distaccamento di volontari». «Con i pensionamenti in arrivo non ci saranno più i numeri per farlo funzionare con personale effettivo»
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EMPOLI. È di nuovo allarme per i vigili del fuoco di Petrazzi. Un allarme che è legato a numeri incontestabili, ad un organico che diventa mese dopo mese più esiguo. Con il 2008 c'è il rischio concreto che il distaccamento venga chiuso. O che diventi un presidio con solo personale volontario, com'è quello di Calenzano, con ragazzi pieni di buona volontà, ma non certo in grado di intervenire sulle emergenze vere. Magari il Comune di Castelfiorentino lo doterà, non senza sacrifici, di una nuova sede, perché quella attuale si sbriciola come un savoiardo, oltre ad avere mezzi obsoleti, ma non avrà più vigili del fuoco “veri”.
Dopo un primo allarme lanciato nei giorni scorsi dalla Cgil, adesso ad usare toni assai più duri è Paolo Pucci, rappresentante della Rdb, la Rappresentanza di base del corpo, una specie di Cobas dei vigili del fuoco. «I distaccamenti del Terrafino e di Petrazzi - dice Pucci - vivono un momento di grande difficoltà, così come tutto il comando provinciale di Firenze. La realtà è che siamo pochi. E presto saremo ancora meno, visto che ci sono dei pensionamenti in arrivo».
Numeri esigui. I rischi per Castelfiorentino sono iniziati da quando è stato aperto il distaccamento di Pontassieve. «Un'apertura fatta per motivi politici - spiega Pucci - ma che assorbe 28 persone, 7 per turno. Fu aperto in un primo momento oltre dieci anni fa, quando l'organico dei vigili del fuoco in provincia di Firenze vedeva 108-110 persone per turno. Poi fu chiuso perché i numeri erano calati. Adesso c'è di nuovo, ma siamo meno di 95 per turno. Per cui il dirigente a Firenze, per farlo funzionare, deve tagliare dove può. E ricorrere in modo massiccio al personale precario».
Meno squadre. Di fatto gli standard di servizio sono calati. «Un esempio concreto? A Firenze Ovest, dove lavoro io, prima avevamo due squadre. E una poteva intervenire in fretta in tutta la zona dell'Empolese, essendo all'inizio della Firenze-Pisa-Livorno. Adesso la seconda squadra non la facciamo più. E la prima è sempre impegnata in città. Così un rinforzo non possiamo darlo mai, o quasi. E anche a Empoli è stata tolta una persona per turno».
Troppi precari. E poi le squadre sono piene di precari. «Il dirigente prende 30-35 precari e li disloca qua e là, secondo le esigenze. Possono avere fino a 8 richiami di venti giorni ciascuno. Sono persone volenterose, ma con poca formazione».
Petrazzi a rischio. In questo contesto si inserisce la situazione di Petrazzi. Si tratta di un distaccamento che ha 28 persone. Sono cinque per turno, più una di riposo e una in ferie. Il numero minimo per funzionare. I servizi sono circa 700 all'anno, forse qualcuno in più, per un territorio vasto (vedi tabella). «Alla fine Petrazzi sarà chiuso. L'obiettivo è questo. Ed è un errore madornale. Certo non ci sono i servizi di Firenze Ovest, che va intorno ai 3500 all'anno, ma con i loro 700 coprono un vasto territorio. Zone importanti, aree industriali. E difficili da raggiungere, sia da Empoli che da Firenze, perché la viabilità è un disastro. In una situazione analoga è Figline».
Uno su due sparirà. La scelta, quindi, sarà fra Castelfiorentino o Figline. «All'inizio del 2008, con i pensionamenti in arrivo, e con il blocco delle assunzioni, scenderemo a 86-87 persone per turno. Verranno a mancare le 6-7 a turno che mantengono in vita un distaccamento. Quindi uno dei due più piccoli finirà per essere chiuso».
Solo volontari. L'alternativa è che restino solo volontari. «Potrebbero lasciare, a Petrazzi, un distaccamento solo di volontari. Com'è a Calenzano. Sono ragazzi di buona volontà, ma con 120 ore di formazione soltanto non è pensabile che si utilizzino sulle emergenze vere. E se succede qualcosa di grosso a Gambassi o a Montaione, possiamo mandare la botte da Empoli? Quando saranno arrivati ci sarà rimasta la cenere... Noi lo diciamo da tempo, ma il nostro allarme pare cadere nel vuoto».
Dopo un primo allarme lanciato nei giorni scorsi dalla Cgil, adesso ad usare toni assai più duri è Paolo Pucci, rappresentante della Rdb, la Rappresentanza di base del corpo, una specie di Cobas dei vigili del fuoco. «I distaccamenti del Terrafino e di Petrazzi - dice Pucci - vivono un momento di grande difficoltà, così come tutto il comando provinciale di Firenze. La realtà è che siamo pochi. E presto saremo ancora meno, visto che ci sono dei pensionamenti in arrivo».
Numeri esigui. I rischi per Castelfiorentino sono iniziati da quando è stato aperto il distaccamento di Pontassieve. «Un'apertura fatta per motivi politici - spiega Pucci - ma che assorbe 28 persone, 7 per turno. Fu aperto in un primo momento oltre dieci anni fa, quando l'organico dei vigili del fuoco in provincia di Firenze vedeva 108-110 persone per turno. Poi fu chiuso perché i numeri erano calati. Adesso c'è di nuovo, ma siamo meno di 95 per turno. Per cui il dirigente a Firenze, per farlo funzionare, deve tagliare dove può. E ricorrere in modo massiccio al personale precario».
Meno squadre. Di fatto gli standard di servizio sono calati. «Un esempio concreto? A Firenze Ovest, dove lavoro io, prima avevamo due squadre. E una poteva intervenire in fretta in tutta la zona dell'Empolese, essendo all'inizio della Firenze-Pisa-Livorno. Adesso la seconda squadra non la facciamo più. E la prima è sempre impegnata in città. Così un rinforzo non possiamo darlo mai, o quasi. E anche a Empoli è stata tolta una persona per turno».
Troppi precari. E poi le squadre sono piene di precari. «Il dirigente prende 30-35 precari e li disloca qua e là, secondo le esigenze. Possono avere fino a 8 richiami di venti giorni ciascuno. Sono persone volenterose, ma con poca formazione».
Petrazzi a rischio. In questo contesto si inserisce la situazione di Petrazzi. Si tratta di un distaccamento che ha 28 persone. Sono cinque per turno, più una di riposo e una in ferie. Il numero minimo per funzionare. I servizi sono circa 700 all'anno, forse qualcuno in più, per un territorio vasto (vedi tabella). «Alla fine Petrazzi sarà chiuso. L'obiettivo è questo. Ed è un errore madornale. Certo non ci sono i servizi di Firenze Ovest, che va intorno ai 3500 all'anno, ma con i loro 700 coprono un vasto territorio. Zone importanti, aree industriali. E difficili da raggiungere, sia da Empoli che da Firenze, perché la viabilità è un disastro. In una situazione analoga è Figline».
Uno su due sparirà. La scelta, quindi, sarà fra Castelfiorentino o Figline. «All'inizio del 2008, con i pensionamenti in arrivo, e con il blocco delle assunzioni, scenderemo a 86-87 persone per turno. Verranno a mancare le 6-7 a turno che mantengono in vita un distaccamento. Quindi uno dei due più piccoli finirà per essere chiuso».
Solo volontari. L'alternativa è che restino solo volontari. «Potrebbero lasciare, a Petrazzi, un distaccamento solo di volontari. Com'è a Calenzano. Sono ragazzi di buona volontà, ma con 120 ore di formazione soltanto non è pensabile che si utilizzino sulle emergenze vere. E se succede qualcosa di grosso a Gambassi o a Montaione, possiamo mandare la botte da Empoli? Quando saranno arrivati ci sarà rimasta la cenere... Noi lo diciamo da tempo, ma il nostro allarme pare cadere nel vuoto».
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