Il Tirreno

Empoli

Il regista Massimo Valori ha trasformato in commedia il libro di Fabrizio Biuzzi

A teatro "Il lavoro rende liberi (se lo trovi)"

Massimo Valori e Fabrizio Biuzzi
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Massimo Valori e Fabrizio Biuzzi

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 Il brillante autore e regista teatrale empolese Massimo Valori ha terminato la sua ultima fatica, una commedia intitolata "Salti mortali", liberamente ispirata al libro di Fabrizio Biuzzi "Il lavoro rende liberi (se lo trovi)".  Questa commedia in due atti tratta il difficile e delicato tema della ricerca del lavoro. Il protagonista infatti è un ragazzo che, appena laureatosi, si vede costretto ad affrontare quello strano e variegato mondo dei colloqui di selezione, e accompagnato da un surreale, ma simpatico presentatore circense (che rappresenta un po' il suo io interiore), se ne va in giro per l'Italia da questa o da quella azienda per vedere se riesce a essere assunto.  Ne vengono fuori circa due ore di situazioni comiche e gag in cui si ride e ci si diverte molto, ma anche dei momenti in cui si riflette su una situazione - quella dell'impiego dei giovani e delle possibilità lavorative che vengono date loro dal tessuto produttivo - che è tutt'altro che uno scherzo.  Massimo Valori, che ha recentemente ottenuto il Fiorino D'Argento al "Premio Firenze" e il secondo premio al concorso "Firenze alla ribalta", con questo ultimo suo lavoro dimostra una eccellente poliedricità artistica; ed è molto soddisfatto del risultato.  «"Salti mortali" non assomiglia a niente di tutto ciò che ho fatto finora, è stata un'esperienza completamente nuova. Non foss'altro, tratta un argomento che è di interesse primario: il mondo del lavoro, anzi, della ricerca della prima occupazione. Che è proprio un mondo a sé, non per nulla Fabrizio ci ha scritto il libro al quale è ispirata la commedia. Tutti i giovani alla ricerca di lavoro dovrebbero vederla: oltre che divertente, è molto istruttiva».  Dal canto suo anche Fabrizio Biuzzi si dichiara entusiasta per questa commedia. «Mi è piaciuta subito dalla prima lettura - dice - e mi è piaciuto molto il modo in cui il mio libro è stato trasferito dentro una sceneggiatura per il palcoscenico. Era una bella sfida per Massimo, ma credo che abbia fatto un eccellente lavoro. Anche perché non era una cosa facile rappresentare a teatro, quindi in uno spazio limitato, una storia che si svolge in un arco di tempo molto lungo e in luoghi sempre diversi anche molto distanti tra loro».

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di Redazione web