Sicurezza
Picchia moglie e figlio, ragazzino di 11 anni fa arrestare il padre
E' corso in caserma dei carabinieri mentre l'uomo stava picchiando sua mamma e sua fratello. Dal racconto suo e dei vicini emerge un quadro di maltrattamenti continuati
MONTELUPO. Un ragazzino di 11 anni è corso in caserma per avvisare i carabinieri che il padre stava picchiando la madre e il fratello di 24 anni. E' successo a Montelupo Fiorentino dove i militari hanno arrestato l'uomo, 59enne albanese, per maltrattamenti in famiglia, che stato portato in carcere a Sollicciano.
Il ragazzo, dopo essere stato ascoltato con grande attenzione dal comandante della stazione, è rimasto all’interno della caserma mentre i carabinieri si sono recati immediatamente sul luogo indicato per capire cosa stesse effettivamente accadendo. Una volta arrivati, ancor prima di salire, i militari potevano udire delle forti urla e rumori provenire dall’interno della casa. Appena entrati nell’appartamento, la donna, vittima dell’aggressione, che presentava dei vistosi segni sul viso e sul corpo, alla vista dei carabinieri ha iniziato a piangere senza proferire alcuna parola, mentre il figlio, 24enne, con un livido su un occhio, riferiva che il padre, poco prima, lo aveva afferrato per il collo e spinto a terra percuotendolo.
L’uomo, un albanese di 59 anni, è stato quindi portato subito in caserma e i carabinieri hanno iniziato a sentire alcune persone, tra le quali anche i vicini di casa, per capire meglio la situazione familiare. Dai racconti è emerso un passato di maltrattamenti che andava avanti da anni e che spesso venivano commessi anche alla presenza del bambino minorenne (lo stesso che nel pomeriggio aveva avvisato i carabinieri dell’ultima aggressione). Sia la donna che il figlio di 24 anni, anche loro di nazionalità albanese, sono poi stati accompagnati al pronto soccorso dell'ospedale di Empoli riportando, rispettivamente, 7 e 8 giorni di prognosi per contusioni multiple sul corpo.
L’uomo, quindi, è stato dichiarato in arresto, in flagranza, per il reato di maltrattamenti e dopo la redazione degli atti è stato associato al carcere di sollicciano, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
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