Il Tirreno

La Coppa Liburna torna a Livorno. A vincere sono Ricci e Frascaroli

Roberto Ricci e Marco Frascaroli, insieme a Paolo Vallini, membro degli organizzatori (foto Amico Rally)
Roberto Ricci e Marco Frascaroli, insieme a Paolo Vallini, membro degli organizzatori (foto Amico Rally)

Grande spettacolo per una competizione che riesce a unire sport e territorio

25 marzo 2024
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CASTAGNETO. Sono i livornesi Roberto Ricci e Marco Frascaroli, su una Autobianchi A112 Abarth del 1976, i vincitori della terza edizione della Coppa Liburna, seconda prova del Campionato Italiano Rally Autostoriche di Regolarità (Cirar), valida anche per il North Center Hrr Slam.

La competizione si è svolta sabato con un percorso totale di oltre 400 chilometri e 13 “prove a media” per un totale competitivo di oltre 150 chilometri e ben 151 rilievi cronometrici, tra la provincia di Livorno fino a lambire la Maremma e toccando anche l’area pisana. Si è corso su strade che hanno riacceso la memoria degli appassionati, nomi come “Vaiolo-Traversa”, “Valle Benedetta”, “Castellaccio”, “Montevaso”, “Sassetta” che evocano le gesta dei più celebrati campioni di rally. La gara è stata molto combattuta, con alcuni avvicendamenti in testa alla classifica. Ricci e Frascaroli hanno preso il comando della classifica dalla seconda prova dopo uno spunto iniziale della coppia Verdona-Fagliano (Peugeot 205 GTI del 1990) e hanno terminato in serata con 358 penalità, aggiudicandosi anche il quarto raggruppamento. A movimentare la giornata ci hanno pensato, tra gli altri, i piombinesi Tattini e Topi con la Lancia Fulvia Coupè (1972) – portacolori della Scuderia Falesia – come anche la coppia Aiolfi-Androvandi sulla VolksWagen Golf Gti del 1981 (Scuderia Grifone), tutti meritevoli di menzione per come hanno reso incerta la competizione. La seconda posizione è poi andata a Verdona-Fagliano (primi nel 5° raggruppamento), che hanno totalizzato 364 penalità mentre terzi, con 377 penalità, sono arrivati Aiolfi e Androvandi. Quarta posizione finale per Tattini-Topi (380 penalità) seguito dall’accoppiata di Ferruccio e Carlo Nessi con la Morris Mini Cooper (1965), a 393 penalità e primi nel 2° raggruppamento. Solo sesti i vincitori del 2022, i genovesi Gandino-Merenda (a pari merito con i Nessi ma dietro a loro per discriminante) e la loro affascinante Fiat Ritmo 130 Abarth del 1984 “griffata” Totip, storico sponsor di vertice negli anni ottanta.

Il terzo raggruppamento è andato invece nelle mani dei fratelli siciliani Gianfranco e Sergio Mavaro, i concorrenti arrivati da più lontano, con la loro Alfa Romeo Giulia GT Junior del 1968 mentre Bordi-Bardelli (Alfa Romeo Giulietta Sprint 1300 del 1961) erano gli unici a gareggiare nel primo raggruppamento, terminando 11esimi. Non è passata poi inosservata la presenza – ed anche la prestazione – di Maurizio Verini, grande ex campione di rally che proprio alla Coppa Liburna vinse 50 anni fa (nel 1974) con una Fiat X1/9, anno in cui si aggiudicò anche il titolo tricolore (l’anno prima di conquistare il titolo europeo). Proprio con la celebre compatta due posti “targa” torinese del 1976 il pilota di Riolo Terme si è ripresentato al via, dopo le sfortunate due edizioni precedenti, affiancato da Laura Martines, chiudendo con un notevole nono posto assoluto.

L’iniziativa della Scuderia Falesia – con la collaborazione dell’Aci Livorno, proprietaria del “marchio” Coppa Liburna – ha di nuovo offerto agli appassionati di auto storiche un evento che ha soddisfatto la voglia di sport dei partecipanti ma che ha anche fatto conoscere i luoghi della costa livornese, intrigante meta turistica apprezzata anche all’estero. La Coppa Liburna ha confermato il forte binomio “sport e territorio” che appare oggi più che mai inscindibile. Il valore che la Coppa Liburna riveste per la costa labronica può essere testimoniato dalla sinergia tra istituzioni e organizzatori, con l’arrivo nelle zone della competizione di centinaia di persone al seguito dell’evento stesso e il percorso delle auto nei luoghi simbolo del territorio: da Castagneto Carducci al centro storico di Piombino.

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