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Calcio Eccellenza

Leo Cappellini scuote i suoi. «È mancata la cattiveria giusta»

di Michele Falorni
Omar Ghilli libera la mediana cecinese e, sullo sfondo, il portiere Leonardo Cappellini (foto Michele Falorni/Silvi)
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Omar Ghilli libera la mediana cecinese e, sullo sfondo, il portiere Leonardo Cappellini (foto Michele Falorni/Silvi)

La sconfitta con lo Zenith ha rappresentato le 100 presenze in rossoblù del portiere. «Non avevo più stimoli ma il Cecina ha riacceso in me la passione per questo sport»

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CECINA. Ha pochi dubbi Leonardo Cappellini, il numero uno dello Sporting Cecina. «Domenica è mancata la cattiveria giusta». Il portiere rossoblù, che due giorni fa ha centrato le cento presenze in prima squadra dopo essere arrivato da Montecatini nell’estate 2019 (anno in cui Fabrizio Zazzeri divenne presidente), si è affezionato alla maglia, alla società e all’ambiente dove «ho trovato voglia e nuovi stimoli – parole sue – per questo vorrei rimanere qui a lungo». Domenica lui e i suoi compagni hanno perso 1-2 in casa contro lo Zenith Prato, il cui merito è avere sfruttato bene gli spazi aperti in difesa. Nelle retrovie, da qui nasce il problema, i padroni di casa devono alzare il muro come l’anno passato, raddoppiando sui portatori di palla avversari e chiudendo meglio i corridoi.

Certo, la categoria è impegnativa e nessuno perdona niente, ma è giusto provarci. «Bisogna superare questo momento – prosegue Cappellini – e capire che in Eccellenza ogni errore si paga caro. Non sempre si può essere incisivi e belli da vedere, ma decisi sì. A volte è necessario fare qualche conto perché vincere non è mai facile. Il Camaiore e il Prato sono due squadre organizzate bene e lo hanno dimostrato. Ora tocca a noi e la conferma verrà dai prossimi impegni – dichiara – domani ci attende la trasferta a Perignano per la semifinale di Coppa Italia, domenica un altro viaggio fuori casa a Ponte Buggianese e il 23 dicembre il recupero contro il River Pieve. Dobbiamo raggiungere almeno i 24 punti – conclude – non è impossibile».

Due sconfitte di fila sono di certo pesanti. Per quanto riguarda la classifica, il Cecina è al quinto posto ma gli inseguitori si sono avvicinati e in pochi punti ora sono in parecchi a sgomitare. Occorre raschiare al fondo del barile e ritrovare il tremendismo che ha accompagnato la squadra di mister Sebastiano Miano dall’inizio della stagione fino a oggi. Nel calcio si vince e si perde, a patto che la sconfitta insegni qualcosa. La nota positiva del faccia a faccia al Rossetti (dove in tribuna scoperta, lato monte, i tifosi hanno appeso uno striscione per ricordare Alberto Bartoli e Michela Stazzoni, morti nei giorni scorsi) è stato il rientro di Samuele Modica (già subentrato a Camaiore dalla panchina) a tempo pieno nel ruolo di difensore centrale. In attesa che torni pure Tommaso Lorenzini, sebbene per lui ci si da aspettare un po’.

Intanto Cappellini si gode le 100 presenze in rossoblù. «Sono molto contento e onorato di avere indossato questa gloriosa casacca – commenta l’estremo difensore, cecinese d’adozione – il Cecina mi ha dato quasi tutto, perché nel 2019 non avevo più gli stimoli e invece, da quando sono giunto qui, la passione è tornata. Merito della piazza e dell’organizzazione della società. Ci attendono giornate decisive, dove con un episodio positivo potremmo svoltare. Proviamo a costruircelo da soli a partire dalla Coppa».

 

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