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«Che bello il Cecina in Eccellenza con basi solide i risultati arrivano»

di Michele Falorni

	Luca Brunetti con la fascia da capitano del Cecina
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Luca Brunetti con la fascia da capitano del Cecina

Parla la bandiera Luca Brunetti: tanti anni in Serie A e il rossoblù nel cuore

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CECINA. Bandiera e mai banderuola, Luca Brunetti alza il periscopio e scruta l’orizzonte: il Cecina, dov’è cresciuto e ha chiuso la carriera dopo tanti anni in Serie A, a settembre debutta in Eccellenza.

Di calcio giocato sa tutto: da difensore, è passato dalla marcatura a uomo alla zona pura, occupandosi nel tempo di Diego Armando Maradona, Michel Platini e Marco Van Basten. Entrati nella storia. È in attesa di una telefonata per rientrare da allenatore. Intanto si gode la famiglia e si occupa della sua casa vacanze a Casale.

«Investite sui settori giovanili – dice – e formate i ragazzi. Per garantirsi ricambi di qualità dalla base al vertice, ossia dai dilettanti ai professionisti, fino alla Nazionale». Il riferimento esplicito è alla difficoltà di Roberto Mancini, il nostro commissario tecnico, che fatica a trovare le punte. La conferma viene da Mateo Retegui, precettato d’urgenza dal Sudamerica per rinforzare l’attacco. Ma a sgomentare è anche la colonizzazione dei vivai da parte degli stranieri. Non è solo effetto della sentenza Bosman, anno 1995, ma delle frenesie societarie: la quantità ha sostituito la qualità e le conseguenze sono migliaia di adolescenti scartati in pochi mesi. Serve una decisa inversione di rotta, dove alla capacità di scelta dei dirigenti si sommino programmi lineari per risolvere un problema ormai cresciuto a dismisura.

«Imbottire le rose – prosegue – di giocatori arrivati dall’estero non è la politica giusta. Capisco che il mondo dello sport sia attraversato da continui cambiamenti, ma per avere cicli stabili e abbastanza lunghi è necessario pianificare bene. A partire dagli osservatori: ne occorrono di più, perché in Italia, ed è una fortuna, abbiamo calciatori sotto ai vent’anni forti, che però sono meno seguiti a scapito degli stranieri, la cui presenza è troppo numerosa. Senza dimenticare il potere dei procuratori, che ormai gestiscono tutto. La conferma viene dai tornei professionistici, a partire dalla Serie A e B».

Insomma, comandano sempre loro. E il Cecina? In via Giacomo Puccini, Brunetti ha giocato da ragazzino e ha chiuso la carriera nel 2003. «Sono contento – conclude – che il presidente Fabrizio Zazzeri abbia costruito dal basso e centrato il meritato salto di categoria dalla Promozione all’Eccellenza, che affronterà tra un mese. Complimenti a lui, a mister Sebastiano Miano e ai loro collaboratori. Hanno lavorato e valorizzato lo stadio comunale dedicato a Loris Rossetti, che dopo la ristrutturazione è divenuto un punto di riferimento. Il manto in sintetico permette di allenarsi a tutti. Mi fa piacere che il settore giovanile cresca e la linea societaria scommetta sul futuro. Certo, ci vuole pazienza, però se le basi sono solide i risultati arriveranno. L’Eccellenza è un torneo impegnativo, ma mi auguro che un giorno la prima squadra raggiunga la Serie D con tanti cecinesi titolari: se ci sono tesserati del posto, aumenta pure il pubblico, poiché la gente si identifica e conoscendoli viene volentieri a vederli. In bocca al lupo, di cuore». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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