C’è un po’ di Efesto con Ferretti alle Special Olympics di Berlino
Il tecnico di Rosignano ha partecipato alle olimpiadi di atletica
Rosignano A oltre trent’anni dall’abbattimento del muro, con lo stesso slancio, per nove intensissimi giorni, Berlino ha sfidato di nuovo pregiudizi e chiusure e messo al bando ogni barriera legata alla disabilità, promuovendo lo sport, non competitivo e accessibile a tutti, come veicolo di solidarietà attiva, strumento di benessere e condivisione. La città ha accettato questa sfida ospitando l’edizione estiva del Mondiale di Special Olympics, i giochi sportivi dedicati alla disabilità intellettiva: un popolo festoso e organizzato ha colorato strade e piazze, sperimentando dal vivo un modello di solidarietà e inclusione che ha permesso ad atleti di ogni età, genere, etnia e provenienza di gareggiare in 26 diverse discipline sportive. «I nostri partecipanti – spiega il professor Giovanni Ferretti, tecnico nazionale di atletica leggera, fondatore dell’associazione Efesto e insegnante alle medie di Palazzi – per giungere a questo traguardo hanno dovuto, grazie al prestigioso appuntamento, modificare loro vita quotidiana negli anni precedenti al 2023, allenandosi a memorizzare e percorrere ogni giorno un itinerario verso una palestra o una piscina, fare attività e incontrare persone, trovare motivazioni e gratificazioni. Giunti ai Mondiali, gli atleti vivono sempre emozioni e stati d’animo che per un ragazzo autistico o con la sindrome di down saranno indelebili nel loro cuore. Questo però accade anche a noi tecnici nazionali che supportiamo e viviamo questa indimenticabile avventura con loro 24 ore al giorno».
Ritrovarsi alla cerimonia di apertura dei giochi all’Olympia Stadium di Berlino con 50. 000 spettatori, 190 nazioni in sfilata, con una serata di spettacoli, dove hanno parlato di questo evento i maggiori politici della Germania e i rappresentanti di Special Olympics World, con l’accensione e il giuramento dei Giochi e una miriade di fuochi d’artificio non è cosa da tutti i giorni.
«Che questa manifestazione sia stata una cosa eccezionale ce ne siamo resi conto – prosegue – vivendo i campi gara dove l’euforia collettiva, nel più autentico spirito sportivo, non dava modo di parteggiare per l’una nazione o l’altra. Si tifa per tutti. Si partecipa alle imprese pazzesche degli atleti, al trasporto degli allenatori, volontari, familiari: è un’esperienza che tocca, commuove, trasforma. Certo, se a vincere sono gli italiani, come è successo spesso nelle varie discipline conquistando ben 76 medaglie tra oro argento e bronzo, l’entusiasmo va alle stelle. “Siamo sulla Luna”, ci dicevano i nostri atleti. La delegazione italiana contava 142 fra tesserati, tecnici e staff dirigenziale».
La squadra di atletica leggera, che ha gareggiato all’Olympiapark di Berlino, gestita ed allenata dal prof Giovanni Ferretti e dalla collega Alessandra Sanna di Lodi era così formata: Irene Orazi (oro nei 100 metri, partecipazione nei 200 metri) , Alessandro Henry (argento nei 5000 metri e argento nei 10000 metri), Grace Enwereuzoh (6° posto 100 metri divisione super; 7° posto salto in lungo divisione super) , Eduardo Fornari (8: lungo divisione super e 7° posto 100 metri divisione super) e Rebecca Vanoli (4° posto salto in lungo e 4° posto 200 metri) .
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