Il Tirreno

Bruni, miglior play della serie C «Il futuro? Vorrei restare qui»

di Michele Amadori
Giovanni Bruni con i coach Andrea Da Prato (a destra)  e Giuliano Biancani
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Giovanni Bruni con i coach Andrea Da Prato (a destra) e Giuliano Biancani

Il pilastro del Basket Cecina, a 42 anni, ha vinto il premio speciale per la categoria «Un grande onore: sono già al lavoro con coach Da Prato per la prossima stagione»

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CECINA. Le soddisfazioni per l’ambiente rossoblù sembrano non finire. Oltre alla Coppa Toscana, il campionato e la promozione in serie B - senza parlare dei risultati nei campionati giovanili - la bacheca cecinese si arricchisce di altri due riconoscimenti, stavolta a livello individuale. Il primo riguarda Giovanni Bruni e Lorenzo Turini che sono stati inseriti – attraverso i voti dei coach – nel miglior quintetto della serie C Gold, insieme a Balciunas e Vignali di Spezia e all’ex capitano rossoblù Leonardo Salvadori. Il secondo riguarda ancora Giovanni Bruni che è stato nominato miglior playmaker della categoria. Un premio speciale per il 42enne colonna del Basket Cecina, e uno dei play più rappresentativi degli ultimi 15 anni tra serie B e serie C. Lui, nonostante la stagione si sia appena conclusa, ha già ripreso a lavorare in vista del prossimo campionato al PalaPoggetti, sotto la guida di coach Andrea Da Prato e di Cosimo Corbinelli, lasciando intuire quale sarà il futuro prossimo del 15 rossoblù.

Bruni, è già tornato ad allenarsi in palestra?

«Non ho mai mollato un attimo. L’età mi impone un programma serrato e dopo pochi giorni di sosta ho già iniziato la preparazione attraverso un programma di allenamenti al palazzetto insieme ad altri ragazzi della prima squadra come Turini, Pistillo e Puccioni e a un gruppo di Under 19, Under 16 e Under 15».

Proseguire l’attività nel mese di giugno non è una pratica diffusa. Come si sta realizzando questo programma messo in campo dal Basket Cecina?

«Sicuramente è una cosa che non fanno tutti. Secondo me è un altro segnale importante che il Basket Cecina sta dando, nell’ottica di valorizzazione del settore giovanile e di crescita dei ragazzi che, anche grazie a queste attività, possono migliorare costantemente e aspirare a poter entrare a far parte della prima squadra».

Il ritorno in campo al PalaPoggetti, la guida di Da Prato, la presenza di altri compagni: sembrano segnali importanti. La rivedremo dunque con la maglia rossoblù?

«La società sta sempre facendo le sue valutazioni, ma credo che l’idea sia quella di provare a confermare lo zoccolo duro per poi inserire elementi congeniali all’allenatore e all’ambiente al fine di dare continuità al progetto avviato lo scorso anno, basato su appartenenza e sulla territorialità. Dal mio punto di vista è chiaro che mi piacerebbe continuare a far parte di un contesto che cerca di crescere ancora e di dare vita a un nuovo ciclo».

Cosa significano i premi ricevuti come miglior play e come uno degli elementi del miglior quintetto?

«Non posso che esserne contento. Cerco sempre di dare tutto me stesso e di mettere in campo il 100% delle energie. Ma quello che più conta è il lavoro della squadra e dello staff tecnico. Il play è un po’ il ruolo da secondo allenatore e se la squadra non ti segue è impossibile che un play possa arrivare a questi risultati».

Il premio di miglior play finisce nelle sue mani per la seconda volta consecutiva.

«Mi fa molto piacere, perché il premio è deciso dagli allenatori. È un riconoscimento vero che viene dal campo e che, soprattutto, viene da persone che sanno riconoscere quelle che sono le doti di personalità, tecniche e di generosità che metto in campo ogni domenica».

Bruni, infine, ci tiene a spendere due parole su Lorenzo Caroti, fresco della seconda promozione in serie A consecutiva, ottenuta con la maglia di Cremona. «Ho visto Lorenzo da bambino, abbiamo giocato e affrontato un sacco di battaglie insieme e vederlo tagliare la retina per due anni di fila, passando dalla A2 alla serie A mi fa un grande piacere. È un ragazzo di Cecina, cresciuto nel Cecina e ci siamo alternati sul campo come play in maglia rossoblù per diversi anni – conclude – per questo, ogni suo trofeo è come se fosse un po’ anche mio e per me è una grande soddisfazione».


 

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