Gioco
Marco Polastri, il meccanico di Rosignano campione del mondo nel team Ducati. «Vi racconto il Mondiale dai box»
Nella “Nuvola Rossa” a fianco di Miller, ha vissuto da vicino il successo di Bagnaia
ROSIGNANO. C’è anche un po’ di Rosignano nella “Nuvola Rossa” che domenica ha invaso Valencia. Nel team ufficiale Ducati che – dopo 15 anni dal successo di Casey Stoner – ha conquistato il mondiale piloti MotoGP con Francesco “Pecco” Bagnaia c’è infatti anche Marco Polastri. Meccanico di Rosignano, classe 1990, Marco è stato uno dei protagonisti della cavalcata mondiale che ha visto la Ducati trionfare prima nel campionato costruttori, poi nel campionato squadre con il Lenovo Ducati Team ufficiale e, infine, in quello piloti.
Quello di Marco non è l’unico nome nostrano legato alla MotoGP, visto che suo fratello Jarno lavora sempre in Ducati ma nel team Pramac al fianco di Jorge Martín, uno dei maggiori talenti del circus delle due ruote. La storia di Marco inizia invece nel 2007, proprio grazie al fratello Jarno nel campionato Superstock 1000. Da quel momento tanta gavetta fino ad approdare in MotoGP con Ducati, prima in Pramac e poi nel team ufficiale a fianco di Jack Miller, il compagno del neo-campione del mondo.
Cosa significa essere parte del team campione del mondo MotoGP?
«È una bella soddisfazione. Dopo aver vinto per tre anni di fila il titolo costruttori e team, il mondiale piloti mancava da tanto tempo e per tutti i vertici Ducati vincere con un pilota italiano su moto italiana è stata la gioia più grande».
Anche se lei ha lavorato a fianco di Miller, come ci descrive Bagnaia?
«Pecco è un pilota che si è fatto le ossa da solo. Tanti ora dicono che il suo successo è arrivato grazie alla VR46 Academy di Valentino Rossi, ma anche solo per arrivare lì ha dovuto fare tanta gavetta. Dalla Moto3 quando dava tutto, senza mai lamentarsi, ha fatto capire di che pasta era fatto e i risultati poi sono arrivati. Ho un ottimo rapporto con il babbo di Pecco: sono persone molto umili e concrete. Inoltre, Francesco è un vero ducatista: facendo parte della VR46 Academy, tutti si aspettavano che per il salto in MotoGP scegliesse Yamaha, invece ha voluto fortemente fin da subito la rossa di Borgo Panigale».
Miller, compagno da tanti anni, che ruolo ha avuto nel mondiale di Bagnaia?
«Jack e Pecco sono ottimi amici. Tutti dicono che il compagno di squadra è il primo rivale, ma tra loro non è così. In particolare, Jack è stato fondamentale in Thailandia quando in un momento di difficoltà di Pecco si sono parlati e Jack ha saputo supportare Bagnaia, aiutandolo a conquistare un altro podio decisivo».
Dalla TV, così come dai social, si è visto un ambiente Ducati molto unito, ma soprattutto una MotoGP ancora genuina e lontana dal cliché più patinato della F1.
«Sì, soprattutto nei festeggiamenti ci siamo lasciati andare. È un ambiente molto familiare, non è glamour come la Formula1 e dovrebbe rimanere sempre così. In questo senso, Ducati lo è ancora di più rispetto alle giapponesi dove il clima, anche quando Marquez vinceva mondiali a raffica, non è mai stato come il nostro».
Che consiglio si sente di dare ai giovani che vogliono intraprendere una carriera di questo tipo?
«L’umiltà e l’aver sempre voglia di imparare sono fondamentali. Adesso, anche in Ducati, ci sono scuole formative per meccanici di pista ed è molto importante. Gli ingredienti principali però sono la passione, la pazienza e la gavetta: pensare di finire con gli studi a 20 anni e di essere subito meccanico in MotoGP è solo un sogno».
Adesso meritato riposo, poi una nuova avventura.
«Il prossimo anno sarò a fianco di Enea Bastianini, il nuovo compagno di Bagnaia. Dai test ha già dimostrato di andare molto veloce e di essere un ottimo pilota. Sarà sicuramente un altro bel capitolo tutto da scrivere».
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