Sicurezza
Il segreto della “chioccia” Bruni: «Costanza e confronto coi giovani»
Il play della Sintecnica sta facendo la differenza in quest’avvio di stagione. Tornato a vestire i colori cecinesi a 41 anni, è subito diventato il leader del gruppo
CECINA. Uno dei protagonisti assoluti di questo inizio stagione della Sintecnica Basket Cecina è senza dubbio Giovanni Bruni. Il play rossoblù, tornato a vestire i colori cecinesi dopo essere già stato protagonista a più riprese sul parquet di Via Toscana, sta ricoprendo il ruolo di trascinatore della squadra, sia per i punti realizzati – 15 di media a gara – sia per la quantità di assist e per la grande esperienza sempre a servizio dei compagni.
Dopo 5 partite Cecina è al secondo posto con un solo passo falso. Data la sua esperienza in C Gold lo scorso anno, il campionato sta rispettando le aspettative?
«Non è successo niente che non mi aspettassi. Ci sono state tutta una serie di dinamiche che conoscevo già e che si sono confermate. Al momento siamo sempre in fase di costruzione e di conoscenza reciproca e gli alti e bassi che facciamo sono del tutto normali. Il livello sta comunque aumentando, ci stiamo tutti ambientando al campionato e stiamo conoscendo le altre squadre. A parte il passo falso con Prato, la stagione finora è assolutamente positiva».
A 41 anni il suo rendimento è ancora ad altissimi livelli. Se lo aspettava?
«Onestamente no, sfiderei chiunque ad aspettarsi un avvio del genere in stagione. Nonostante ci fosse fin da subito una certa idea su di me e ci fossero aspettative importanti, non lo nego, non pensavo di riuscire a mettere comunque insieme cifre del genere fin dall’inizio».
Qual è il suo segreto?
«Il segreto, se così si può chiamare, è la costanza. Dopo 20 anni di professionismo ho acquisito un metodo di lavoro sempre regolare e cerco di mantenere sempre alto il livello di allenamento e di conoscenza degli avversari. Per l’età che ho non posso permettermi di sgarrare, perché stare anche un giorno fermo comporterebbe una ripartenza più dura. Il mio lavoro inizia sempre d’estate, quando senza la pressione delle partite posso concentrarmi in modo scrupoloso su determinati aspetti. Poi cerco di mantenere il carico durante l’anno e per questo, ovviamente, la squadra è fondamentale per mettermi sempre nelle condizioni di lavoro ottimali».
Il suo è anche un ruolo “da chioccia”, vista l’età dei suoi compagni. Come si sente in questa veste?
«Per fortuna, o forse purtroppo, già da alcuni anni sono abituato. È un ruolo sempre stimolante perché le nuove generazioni portano in dote nuove mentalità e nuovi punti di vista. Cerco sempre di essere al loro livello, di creare un rapporto basato sulla fiducia e sullo scambio reciproco di idee, che spesso e volentieri è la chiave per avere ottimi risultati».
Già si rivede l’entusiasmo del pubblico sugli spalti. Come vive la squadra questo ritorno di passione?
«Sapevo che sotto la cenere c’era ancora del fuoco. Il nostro compito è quello di portare risultati che possano far riavvicinare quelle persone che avevano un po’ abbandonato. Riuscirci è per noi un grande motivo di orgoglio ma rappresenta anche una responsabilità che ogni giorno ci spinge a lavorare duramente per ottenere i risultati che la città e i tifosi meritano».
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