Gioco
Il ritorno a casa di Gianluca Frolli: «Qui ho iniziato ad amare il basket»
A lui è affidata la supervisione della serie D
DONORATICO. Un ritorno alle origini. Come a voler chiudere un cerchio, un percorso iniziato vent’anni fa come giovanissimo dilettante nel mondo della pallacanestro locale e oggi segnato da un rientro a casa dopo aver conquistato una professionalità riconosciuta a livello nazionale. Gianluca Frolli – già preparatore atletico del Golfo Piombino in serie B e reduce da due anni in serie A2 con la Tramec Cento – è infatti il nuovo supervisore, con compiti di monitoraggio sul lavoro della squadra, per il gruppo di serie D del Basket Donoratico. Affiancando quindi lo staff tecnico guidato da coach Marco Prescendi.
«I colori gialloblù ce li ho cuciti addosso, che si tratti del Donoratico o del Golfo Piombino – commenta Frolli, 32 anni – qui però ho sicuramente un legame speciale. Sono di Donoratico – racconta – e questa è la mia casa, anche sotto il profilo cestistico: avevo 12 anni quando ho iniziato a giocare a basket vestendo proprio la maglia del Donoratico e da allora la palla a spicchi ha assunto un ruolo sempre più importante nella mia vita, fino a diventare il mio lavoro».
Quella per il basket è infatti una passione che ha colto il 32enne preparatore atletico «fin dagli esordi – racconta – ho giocato nel Donoratico per anni, iniziando per emulazione di mio cugino e poi continuando fino alla serie D, vincendo il campionato di Promozione nel 2009 e arrivando anche a sfiorare la promozione in serie C. In tutto questo, avendo iniziato a percorrere la strada da preparatore atletico, a 24 anni ho capito che per me la cosa migliore era uscire dal campo e dedicarmi a tempo pieno al lavoro dietro le quinte. Ma è stato proprio a Donoratico – spiega – che tutto ha navuto inizio. Per questo quando mi è stato chiesto se fossi disponibile a dare una mano non ho potuto dire di no».
Il ruolo che ricoprirà in questa stagione è una sorta di incarico di volontariato dato che «non mi interessa il gaudagno, la cifra è irrisoria – commenta Frolli – quando ho accettato mi piaceva l’idea di poter restituire qualcosa alla mia città e alla realtà sportiva che mia veva iniziato a questa disciplina». Così la sua esperienza maturata in anni sui campi di basket – dalla serie D fino a scalare le categorie e arrivare agli ultimi due anni trascorsi in serie A2 – sarà al servizio, oltre che del Golfo Piombino (che resterà la sua occupazione principale) anche del Basket Donoratico.
«Ho lasciato la squadra in serie D, oggi la ritrovo nella stessa categoria dopo la conquista della promozione lo scorso anno – racconta Frolli – una coincidenza che mi fa vivere questo ruolo come un segno del destino. Le cose sono un po’cambiate da allora e così pure le ambizioni di una società il cui primo obiettivo è certamente quello di ricreare l’entusiasmo intorno ai suoi giocatori. La pandemia ha lasciato i suoi strascichi – spiega – e se io ho avuto la fortuna di vivere il Covid in un ambito professionistico, le piccole realtà hanno subito lo scotto maggiore e inevitabilmente faticano a risollevarsi. In questo contesto – ammette Frolli – farò certamente il possibile per dare una mano al Donoratico: lo vedo come una sorta di tributo di riconoscenza, perché è grazie a questi colori se il basket è la mia vita».
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