Il Tirreno

Il personaggio

Calcio camminato, Stefano Chiavistelli chiamato ad arbitrare il torneo Sei Nazioni

Un esempio di calcio  camminato, sport a misura di tutti
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Un esempio di calcio camminato, sport a misura di tutti

Per il 55enne cecinese giudice di gara Uisp una soddisfazione: il 21 sarà a Bordeaux

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CECINA. Arbitrare il Sei Nazioni di calcio camminato non capita spesso. Stefano Chiavistelli partirà venerdì 21 ottobre per Bordeaux, dove – unico direttore di gara a rappresentare l’Italia – fischierà la sfida tra Inghilterra e Francia over 50. Una soddisfazione personale che ne ricompensa l’impegno costante e la preparazione. Il torneo, ospitato nella capitale del vino, si svolgerà sabato 22 e domenica 23. Se gli azzurri non si qualificheranno alla finale, potrebbe essere lui a dirigerla. La speranza, però, è che proseguano il cammino, dimostrando anche in questa specialità inventata nel Regno Unito di competere sempre alla pari con i più forti. Al prestigioso campionato parteciperanno, con la nostra rappresentativa, francesi, inglesi, gallesi, baschi e irlandesi. Che si contenderanno il trofeo in gare di calcio cinque contro cinque dove è vietato correre e i giocatori devono passeggiare passandosi la palla, chiudendo i triangoli e cercando la porta. Stefano spiega che oltrepasserà il confine complici i risultati ottenuti con gli arbitraggi delle sfide organizzate dalla Confederazione italiana walking football e nei vari campionati in giro per la Penisola. Il suo percorso dice tutto: nel 1986, a 19 anni, diviene arbitro Uisp e fino al 2015, passando dal regionale al nazionale, segue gli Amatori. Dal 2015 a oggi, ancora Amatori – a Lucca – e soprattutto calcio a cinque. Nel 2020 sbarca nel mondo del “camminato”. Classe 1967, spegnerà 55 candeline a dicembre. «Arbitrerò – spiega – la gara più importante del Sei Nazioni: quella tra Inghilterra e Francia over 50 maschile più due eliminatorie, di cui una femminile. Sono contento, perché ho unito passione e competenze, ampliando il mio bagaglio tecnico grazie alle molte persone incontrate nel tempo. Consiglio questo sport perché permette di mettersi ancora in gioco pure a 60 e 70 anni e divertirsi. In Toscana il movimento cresce e i tesserati aumentano. Se mi piacerebbe dirigere la finalissima? Certo, ma auguro alla nostra nazionale di andare avanti nel torneo. Siccome non c’è limite di età per fischiare, spero che mi ricapiti il Mondiale, come nel 2021 a Firenze, dove ho arbitrato il faccia a faccia tra Svezia e Australia over 60 maschile». Di professione autista sui bus delle Autolinee Toscane, è pronto per la trasferta in terra transalpina. Nel 1986, quando iniziò, era un ragazzino che indossava la divisa nera classica tra le province di Livorno e Pisa, dove ha conosciuto centinaia di tesserati. Nel decennio successivo sulle divise sarebbero esplosi i colori e il calcio sarebbe divenuto sempre più tattico e fisico. Il walking football, inventato dagli inglesi nel 2011, ha trovato subito rettangoli di erba sintetica su cui proliferare, catturando schiere di appassionati. Anche in città, dove la sezione dei veterani sportivi ha la propria squadra, capace di conquistare vittorie e strappare consensi.

Per Chiavistelli, il viaggio a Bordeaux rappresenta un’altra tappa della carriera e un riconoscimento personale da parte dei federali.
 

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