Il Tirreno

Canottaggio

Filippi, ecco la firma sui mondiali

Manolo Morandini
L’otto femminile americano festeggia la medaglia d’oro
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L’otto femminile americano festeggia la medaglia d’oro

Nel palmares altre 62 medaglie: il 57 per cento di quelle assegnate sul lago di Varese. Un canottiere su sei ha scelto di affidarsi a un’imbarcazione made in Donoratico

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CASTAGNETO. Avrebbe vinto comunque. Ai Campionati mondiali di canottaggio under 19 e under 23 che si sono disputati nelle acque del lago di Varese quasi 1000 atleti di 61 nazioni diverse, ovvero il 60 per cento dei canottieri in gara nell’ultimo fine settimana, ha scelto di affidarsi a un’imbarcazione targata Filippi. Poi sono arrivate le medaglie, pesanti, a confermare una leadership in un settore ad alto tasso di competitività.

Otto carrelli da 18 metri pieni zeppi di imbarcazioni Filippi, hanno fatto la spola tra Donoratico e Varese per due settimane. Uno sforzo organizzativo per garantire l’imbarcazione Filippi su misura ai quasi mille canottieri pronti a scendere in acqua per i Campionati mondiali. Chiuse le competizioni la sera del 31 luglio, nel quartiere generale di via Matteotti a Donoratico, l’amministratore unico della società David Filippi e i suoi collaboratori hanno contato 62 medaglie conquistati con imbarcazioni made in Donoratico, ovvero il 57 per cento di quelle in palio. Nel dettaglio, 38 nella categoria under 23 e 24 tra gli juniores. Ma a pesare sono soprattutto i 21 nuovi equipaggi campioni del mondo, su scafi totalmente costruiti nei cantieri di Donoratico, e un medagliere con 20 nazioni diverse: Italia, Australia, Francia, Grecia, Lituania, Romania, Olanda, Turchia, Irlanda, Polonia, Svizzera, Serbia, Danimarca, Slovenia, Sud Africa, Nuova Zelanda, Cile, Perù, Uruguay e Stati Uniti.

Le maggiori sorprese sono arrivate dal continente americano, dove la Filippi Lido Srl con i propri rivenditori ha avviato fin dall’anno scorso un progetto di espansione. La ciliegina sulla torta è arrivata dalla recente partnership siglata con la Federazione americana di canottaggio. E per chi mastica un po’di canottaggio ha il sapore di un sogno che si avvera. Ma senza cullarsi troppo perché alle porte c’è la grande occasione della scadenza olimpica di Parigi 2024 per la quale serve dare il massimo in termini di innovazione, penetrazione commerciale e immagine. Un ottimo viatico per la collaborazione appena avviata sono di certo la prima medaglia d’oro della storia, con un’imbarcazione Filippi, dell’otto femminile americano e l’argento di quello maschile, con l’Australia bronzo sempre su un Filippi, arrivate sabato scorso sul lago di Varese. Una tappa che sembra ricalcare l’ascesa condivisa dall’azienda di Donoratico con il team neozelandese. Con gli All blacks, l’estate scorsa, è arrivato il primo oro olimpico nell’8+ maschile della storia quarantennale della Filippi. Un successo costruito mattone su mattone, barca dopo barca, senza mollare mai di un centimetro e tenendo salda la rotta su alcuni principi chiave: perseveranza, competitività, qualità e sviluppo tecnologico.

I risultati hanno ovviamente il loro peso, in questo processo di crescita dell’azienda. L’Uruguay, per esempio, con il singolo maschile pesi leggeri ha vinto a Varese per la prima volta nella storia del paese sudamericano un titolo mondiale nel canottaggio. La medaglia d’argento di due ragazze peruviane nel due senza pesi leggeri under 23 e il bronzo del Cile nella stessa specialità al maschile vanno nella stessa direzione. Non è fuori luogo, visti certi precedenti come la vittoria olimpica del 4 del Sudafrica nel 2012 a Londra che ha moltiplicato il volume di affari in quel grande paese, ipotizzare un ritorno commerciale su mercati più complicati rispetto a quelli tradizionali. Ed è un pensiero che nel quartier generale di Donoratico suona come un auspicio.

Dietro ai risultati ci sono lavoro e ricerca. «Magari, molti non se ne rendono conto – dice David Filippi –, ma noi siamo depositari di un know-how sull’uso dei materiali compositi applicati alla biomeccanica che forse si può trovare solo nella Motor Valley modenese. Nonostante ciò, abbiamo la sensazione di essere sottovalutati. Eppure, portiamo in alto il nome di Donoratico nel mondo, forse più di altri soggetti che da sempre a vari livelli ottengono maggiori attenzioni».

La Filippi naturalmente continua ad andare oltre il risultato sportivo. La scelta, per esempio, di potenziare la squadra ingegneristica all’interno dell’azienda è un investimento sul futuro. I direttori dei vari team nazionali in fin dei conti è questo che si aspettano per poter avere contributi utili a migliorare le prestazioni dei loro equipaggi. Non è un caso la visita a sorpresa di Paul Thompson performance director della Federazione Australiana, la settimana scorsa a Donoratico. David Filippi tanti altri ne ha incontrati nel fine settimana, in occasione delle regate di Varese.

Poi ci sono i progetti per la promozione del canottaggio tra i più giovani. L’ultima nata è una imbarcazione da canottaggio da 4 metri sia per il mare che per il fiume, realizzata dagli ingegneri Filippi su ispirazione della Federazione italiana canottaggio.

Al di là della visione internazionale dell’azienda non passa inosservata l’affermazione sempre su imbarcazioni Filippi di ultima generazione della nazionale italiana di canottaggio, che a Varese ha vinto 19 medaglie, di cui otto d’oro. l


 

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