Gioco
In via Napoli rinasce il campino del 30 come il numero sulla maglia di Gabriele
L’impianto dedicato allo studente dodicenne morto nel 2019 per una malattia rara: la toccante cerimonia
CECINA. «Il campino del 30. 30 come il giorno della nascita di Gabriele, come il numero della sua maglia e come i passi che doveva fare da casa per raggiungere il campino da basket in via Napoli che questa mattina gli abbiamo dedicato». Il sindaco Samuele Lippi lo ricorda così dedicandogli quel campo di pallacanestro in via Napoli che era la seconda casa di Gabriele e che oggi l’amministrazione comunale ha ristrutturato e intitolato proprio alla memoria di Gabriele Patisso, morto a 12 anni per una malattia rara nel settembre di due anni fa.
«Un campino che dovrà rimanere sempre aperto – ha ripetuto il sindaco – e a disposizione di tutti i ragazzi, perché possa diventare un punto di svago, divertimento e sport. Non è stata una coincidenza averlo inaugurato questa mattina (ieri, ndr) così come hanno detto i suoi genitori ai quali ho consegnato simbolicamente le chiavi perché possano esserne custodi. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato».
Ieri in via Napoli erano presenti i compagni di classe di Gabriele (studente della Galilei) i numerosi amici e compagni di squadra. Alcuni di loro, tra gli studenti, hanno letto dei toccanti ricordi, delle emozionanti testimonianze. Con i genitori era presente don Marco Fabbri per la benedizione del campino appena ristrutturato. Erano stati proprio i compagni di classe di Gabrtiee a chiedere a Lippi di poter avere uno spazio per ricordarlo. «Una richiesta che da subito abbiamo accolto con grande piacere - ha detto il sindaco – scegliendo un campo da gioco che, sono sicuro, avrebbe apprezzato e frequentato come faranno tanti suoi coetanei. Come diceva Gabriele, non dobbiamo mai smettere di inseguire i nostri sogni. Ciao piccola stella», ha chiuso il primo cittadino. Alla cerimomnia hanno partecipato, all’esterno della struttura, tante persone. Parenti ma anche amici della famiglia e del piccolo Gabriele. Ora il campino del 30 porterà per sempre il suo numero e quel numero con il quale in campo metteva tutta la sua energia, la fantasia e la passione. —
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