Lutto
Sul ring del PalaLido Fabio Turchi combatterà per il titolo europeo
Lo schiacciasassi cecinese sta preparando al Palazzaccio l’incontro dell’anno col campione francese Bregeon
Michele Falorni
CECINA. Pugni pesanti. La storia del pugilato è piena di episodi e figure, colpi che decidono un incontro e stelle in cerca di conferme. Sul ring del Palazzaccio, dove si allena tutti i giorni, svetta il profilo di Fabio Turchi, fiorentino di nascita e cecinese d’adozione, che venerdì 16 aprile combatterà al Palalido di Milano per il titolo dell’Unione europea categoria pesi massimi leggeri.
La data è ufficiale e l’avversario è il francese Dylan Bregeon, campione nazionale imbattuto. Una curiosità: a separare i protagonisti di questa avvincente storia è appena un anno. Il padrone di casa è nato nel 1993 e punta al successo che gli garantirebbe la sfida al titolo europeo, il transalpino nel ’94.
I 90 chili e 700 grammi richiesti dal regolamento e dalla bilancia ne scolpiscono la scorza e la forza. «Se vinco – dice Turchi mentre ripete gli esercizi con la corda variando il ritmo – mi piacerebbe incontrare di nuovo Tommy Mc Carthy, contro il quale ho perso l’unico combattimento della mia carriera da professionista a ottobre di due anni fa. Vedremo».
Sull’aderente maglia nera da allenamento, Fabio ha stampato una scritta: the stone crusher, il suo soprannome, che tradotto alla svelta significa schiacciasassi.
Il motivo è semplice da spiegare, basta vederlo all’opera tra le corde: sotto lo sguardo attento di Giuliano Campodonico, il suo allenatore, ripete con precisione chirurgica le serie dei colpi, senza scomporsi e senza mai deconcentrarsi. E’ potente e intelligente, al punto tale da avere modificato nel tempo il modo di boxare per compiere un altro deciso passo avanti.
«Seguo ogni giorno la mia tabella di marcia – prosegue – che prevede due allenamenti: la mattina in pineta a correre e il pomeriggio in palestra, dieta e riposo. Mi sono impegnato a fondo per trovare la condizione fisica e arrivare pronto all’appuntamento. Ho fatto i guanti a Roma, Firenze e in altre città d’Italia. Sono sereno e, in queste settimane, mi dedicherò alla simulazione dell’incontro».
Ad attenderlo saranno dodici riprese da tre minuti l’una, ma lui in via Montenero ne disputa almeno venti. Sa bene che servono risorse e tensione giusta per controllare l’avversario, dosare la forza, isolarsi dall’ambiente ma capitalizzare i minuti che passano. Non ci sarà il pubblico.
«Dopo Pasqua – conclude – curerò la parte tattica riducendo l’intensità delle sedute. Sono tre mesi che lavoro duro e so che Bregeon, longilineo e alto 1 metro e 92, un pochino più di me, è scorbutico. L’ho studiato in video e ho preparato varie soluzioni».
Turchi torna all’angolo dopo avere battuto, il 23 ottobre 2020 sempre a Milano, Nikolajs Grisunins e stretto alla vita la cintura dei pesi massimi leggeri della federazione Ibf. I successi in sequenza e una sola sconfitta ne certificano il cammino tra i professionisti dall’autunno del 2015 a oggi, sempre con il padre Leonardo vicino. Circondato dai sacchi, segue il ritmo dettato dall’orologio digitale appeso al muro. Il conto alla rovescia è cominciato. –
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