Italia
La mamma col turbo E ora Claudia Dardini non si ferma più «Il sogno? New York»
Vive a Palazzaccio e a 52 anni corre da protagonista «Faticoso ma bellissimo, aspetto già le prossime gare»
Michele Falorni
CECINA. Chissà se Claudia Dardini, casalinga di professione e podista per passione, correrà un giorno la maratona di New York, sfrecciando tra storici ponti e grattacieli illuminati dalla luce autunnale. Intanto, a 52 anni, sogna e si allena, trovando il ritmo e l’equilibrio tra la famiglia e le gare. Dove, ai campionati italiani di cross individuali e per società di Campi Bisenzio, ossia una campestre, si è classificata al 37° posto sfidando più di 250 iscritte, provenienti anche dall’estero.
Una soddisfazione non da poco, che la ripaga per l’impegno costante e la capacità rimanere concentrata superando, negli otto chilometri previsti dal tracciato, numerosi imprevisti. «Dal 2008 – racconta – sono tesserata per il Lammari di Lucca, ho preso la tessera federale Fida e volentieri mi iscrivo alle competizioni assolute organizzate in Italia. A spingermi è la voglia di confrontarmi, la molla che, da ragazzina, mi ha avvicinato a questo meraviglioso mondo. La svolta è arrivata nel 2007, quando disputai la prima maratona a Padova tagliando il traguardo in meno di tre ore. I dirigenti del sodalizio lucchese mi notarono e mi contattarono. Fui presa».
A Claudia non mancano il carattere e la forza mentale per resistere agli infortuni. Sì, perché se in provincia di Firenze ha completato il percorso al pari di forti atlete africane, il merito è del professor Alessandro Perini, paziente e competente e soprattutto capace di curarle un dolore al piede destro. Ex canottiere, preparatore atletico e tecnico del Coni, le ha permesso, come spiega lei stessa, di tornare a correre. «Attraverso un allenamento funzionale – dice Perini – pensato per non gravare il problema plantare, ho sviluppato la sua forza e la sua resistenza, garantendole in rientro nel giro con le migliori podiste d’Italia, sebbene il tempo a disposizione sia stato poco. Il risultato ottenuto a livello nazionale è ottimo in quanto ne certifica le non trascurabili qualità».
Un passo indietro. Alle elementari, negli anni 70, Dardini vince spesso i Giochi della Gioventù, specialità 80 metri. A seguirla è Roberto Caprini, nome noto in città per avere seguito generazioni di atleti, che le consiglia di insistere. Lei però molla, fino a quando, a 16 anni e quindi in piena adolescenza, ricomincia e nel tempo incontra Luigi Principato, il tecnico che le apre la porta dell’atletica leggera e le permette di centrare successi in varie parti d’Italia pure nei 10 mila metri.
Siccome la passione arde, a febbraio scorso disputa la prima fase regionale a San Miniato e si qualifica per gli italiani a Campi Bisenzio di questo marzo, dove «ho corso la campestre di otto chilometri nel parco di Villa Montalbo, grazie ad Alessandro Perini che nella nostra splendida pineta mi ha riportato in forma con esercizi mirati. Sì, vivo al Palazzaccio con i miei tre figli e con i colori del rione ho disputato in passato un’edizione della Targa Cecina. Se la condizione resterà buona, il mese prossimo mi iscriverò ad altre gare in pista. Mi alleno ogni giorno al cancellone, dove complice il terreno morbido trovo la situazione ideale. Correre mi dà soddisfazione, mi fa sentire libera, migliora la mia autostima e mi gratifica. Certo, è faticoso, ma è bello. Del risultato di Campi Bisenzio sono proprio contenta. Un sogno? La maratona di New York». Dove i 42 chilometri e 195 metri portano migliaia di iscritti da Staten Island a Central park, offrendo loro un’esperienza unica nel cuore della Grande Mela e la possibilità di raccontare agli amici emozioni in sequenza. —
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