Gioco
La grande bandiera del Castiglioncello compie 80 anni: auguri Pierluigi Deri
Una lunga storia d’amore iniziata nel 1958 con le giovanili «Ora voglio coronare un sogno: avere il nostro campo»
Michele Falorni
CASTIGLIONCELLO. Ottanta volte auguri a Pierluigi Deri, dirigente storico del Castiglioncello capace di aggiungere vita agli anni e non solo anni alla vita.
Tra poche bandiere e molte banderuole che popolano il mondo del calcio svetta il suo profilo di uomo perbene e di cultura, pronto a trasferire con garbo la propria conoscenza al mondo dello sport e agli azzurri, con i quali ha scritto un lungo capitolo di storia iniziato nel 1958 da dirigente delle giovanili.
Ieri, nella casa a pochi passi dal mare, ha festeggiato con la moglie Fernanda, i figli Francesco e Leonardo e il nipote Marco. Un compleanno sobrio, com’è nello stile di questa persona squisita divenuta nel tempo personaggio. «Sto bene – dice al telefono – e resisto, ma la situazione è critica. Siamo in zona arancione e vivo confinato in casa. Quando posso, faccio volentieri due passi al mare per rilassarmi. Sono sincero: un’emergenza sanitaria globale non me l’aspettavo. Penso ai continui progressi della medicina moderna, eppure combattiamo con una pandemia. Il calcio è fermo e sono dispiaciuto: solo i bambini piccoli svolgono qualche esercizio al campo, senza però entrare negli spogliatoi. Mi auguro che il quadro sociale cambi e un giorno i campionati riprendano alla presenza del pubblico. La soluzione è il vaccino, sebbene le dosi siano poche e serva pazienza».
In società, Deri è stato quasi tutto, anche vicepresidente. Ha conosciuto centinaia di giocatori e vissuto giornate che soltanto lo sport sa regalare a chi lo ha scelto come compagno di viaggio. Dal 2008 è segretario ufficiale, in realtà questo è un compito che ha sempre svolto perché i rapporti con il comitato e la federazione spettavano sempre a lui, profondo conoscitore dei regolamenti, delle carte e dei cartellini.
Un prezioso tuttofare che, sessantatre anni dopo l’inizio della sua avventura, sogna un campo nuovo di zecca per il sodalizio azzurro, punto di riferimento per generazioni di ragazzi che, dal vivaio, hanno raggiunto la formazione maggiore centrando obiettivi in sequenza. «Forse è la volta buona – prosegue – e magari fra tre anni lo avremo, grazie alla collaborazione del Comune e del delegato provinciale del Coni Giovanni Giannone, con il quale ne parlammo l’anno passato alla presenza del sindaco Daniele Donati appena saliti in Promozione. Non c’è ancora niente di certo, ma qualche ipotesi affiora: per esempio, la zona vicina alle Spianate, dove un terreno potrebbe ospitarlo».
Sì, perché l’impianto storico accanto all’ingresso dell’ex discoteca Ciucheba non è più adatto. Serve davvero il gioco di squadra tra istituzioni e dirigenti per compiere un deciso passo avanti e arrivare al manto in sintetico, un’ottima idea.
Laureato in Scienze biologiche, Pierluigi ha insegnato matematica e scienze alle medie di Rio Marina, Suvereto e alle Giovanni Fattori di Rosignano Solvay, arrivando alla pensione nel 1997.
«Un messaggio ai giovani? Coraggio e sangue freddo, visto che il quadro sociale è complicato e a scuola i ragazzi indossano per forza la mascherina oppure seguono le lezioni da casa con comprensibile avvilimento. Alla fine saranno due anni penalizzanti, dove recuperare le competenze non sarà facile. Li capisco, perché per loro è pesante». Vero.
Ieri, la piccola festa in casa con Barbara, moglie di Francesco, e Marina, fidanzata di Leonardo. Ancora auguri di cuore, professore Simbolo storico di una società e punto di riferimento anche per il futuro. —
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