Il Tirreno

Dilvo Lotti e la sua dinastia su due ruote «Dallo zio a mio nipote, una passione infinita»

Andrea Masini
Dilvo Lotti e la sua dinastia su due ruote «Dallo zio a mio nipote, una passione infinita»

Lo storico presidente della Ciclistica Marina di Cecina ripercorre la carriera e guarda avanti: «Mantenuti i tesserati nonostante il Covid» 

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intervista

Andrea Masini

CECINA. Nelle vene di Dilvo Lotti - storico presidente della Ciclistica Marina di Cecina ed ex ciclista dilettante - scorrono sangue, tradizioni e un amore viscerale per il ciclismo. Una passione, per le due ruote, che gli è stata tramandata dallo zio Giorgio (pure lui dilettante) e dal padre Amerio, tra i fondatori della Ciclistica Cecina. Per non parlare di Francesca, la figlia di Dilvo, assoluta protagonista per diverse stagioni del panorama nazionale tra ciclocross e medio fondo.

Dilvo, quali ricordi conserva delle sue avventure da dilettante?

«Ce ne sono tantissimi, forse e il più bello è il fatto di essere riuscito a mantenere contatti e amicizie: c’è chi strada facendo è diventato un campione e chi, invece, sportivamente parlando, è rimasto un comprimario. Ogni anno è un piacere ritrovarsi per una cena, ma purtroppo in epoca Covid ci siamo dovuti accontentare al massimo di messaggi e telefonate».

Quale è stata la sua prima esperienza in sella ad una bicicletta?

«È stata con i colori del Castelnuovo della Misericordia, poi con la nascente Uc Donoratico e , sempre da Allievo, con il Circolo giovanile Solvay. Nel percorso da Dilettante, ho pedalato per l’Uc Piombino e per le Cucine Ferretti di Capannoli: nonostante non sia stato una punta di diamante, gli ultimi anni si sono rivelati fondamentali il mio futuro, umano e lavorativo, grazie alla spalla di un direttore sportivo capace di tirarmi fuori la sicurezza e la praticità per affrontare la vita».

Del resto lei viene da una famiglia di ciclisti…

«Esattamente, la dinastia dei Lotti vive sul sellino dal lontano 1947. Il primo fu lo zio Giorgio, fratello di mio padre Amerio. Poi arrivò il mio turno e a seguire il bel percorso di mia figlia Francesca in evidenza dalla categoria Giovanissimi all’Elite, con la partecipazione a grandi eventi come il Giro d’Italia, quello del Trentino, della Toscana e anche al Tour de France. Attualmente corrono, invece, mio genero Simone Tronconi negli Amatori e mio nipote Alessio nei Giovanissimi».

Da diversi anni dirige l’Asd Ciclistica Marina di Cecina, società in costante espansione e con una bacheca di allori da far invidia.

«Eh già, non riesco proprio a staccarmi dal ciclismo. Se non pedalo, cerco comunque di fare il meglio per questo bellissimo sport, in particolare per i Cicloamatori e Giovanissimi».

Da poco la società ha compiuto 25 anni di attività, davvero un bel traguardo.

«Come si suol dire, sono stati come un volo di gabbiano: veloci, intensi e costruttivi. Se dovessi ringraziare tutte le persone e le figure non basterebbe un libro. A cominciare dai talenti che, in silenzio, sono partiti dalla Ciclistica fino ad arrivare sul tetto del mondo indossando maglie prestigiose e azzurre e portando in alto il nome di Cecina e Marina di Cecina».

La Ciclistica da sempre è impegnata anche in ambito scolastico: quanto è importante insegnare ai bambini l’educazione stradale?

«Da oltre 20 anni siamo, e aggiungo vogliamo, essere presenti nelle scuole di Cecina e località limitrofe per parlare con i ragazzi di Elementari e Medie di sicurezza del mezzo, educazione stradale e educazione civica. Tutto ciò è reso possibile da un progetto sviluppato con i vigili dei Cecina e Nicoletta Cioli dell’Asl; nelle aule abbiamo portato campioni del calibro di Paolo Bettini, Franco Ballerini, Silvia Parietti, il Panathlon di Volterra, meccanici e un insegnante Isef, Giovanni Alfano».

Anche per il ciclismo, il 2020 è stato un anno maledetto, stravolto dal Covid: come avete vissuto lo stop?

«Non abbiamo potuto organizzare la consueta gara femminile, che nelle stagioni precedenti aveva raccolto fior di consensi. L’aspetto positivo - se così possiamo definirlo - è che il numero dei nostri tesserati è rimasto sostanzialmente lo stesso. Ora vogliamo ripartire di slancio, nella speranza di ritrovare quanto prima un po' di normalità». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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