Lutto
La ciclostorica si fa a giugno così cambia l’Omino di Ferro
Deciso lo spostamento causa covid: due percorsi da 12 e 55 chilometri Poi la Marathon Vintage che si potrà correre anche in mountain bike
Michele Falorni
CECINA. Dal 2017, quando la Ciclistica Cecina presieduta da Mario Bianchi la presentò, è divenuta un appuntamento fisso.
L’Omino di Ferro non è solo una ciclostorica, ma un modo per stare insieme e vivere il mondo delle due ruote compiendo una pedalata all’indietro nel tempo. I promotori, però, sposteranno l’appuntamento da domenica 28 febbraio, ultima di questo mese, al fine settimana del 19 e 20 giugno a causa della pandemia che li ha costretti a rivedere il programma. Impensabile, spiega il vice presidente Rossano Lorenzini, studiare il tragitto e pensare alle soste rischiando assembramenti e complicazioni logistiche, oltre al brutto tempo.
Meglio rivedere il calendario e aggiornarsi, scommettendo sull’estate e sulla possibilità di gestire i due giorni in modo molto più semplice. Perché la quinta edizione è comunque un traguardo volante già raggiunto.
La sinergia con il Comune garantirà poi coordinate precise e punti di riferimento. La corsa, che non è competitiva ma punta al coinvolgimento trasversale degli appassionati e di numerose signore, si divide in tre situazioni diverse. Si comincia il sabato con “Il Cecinese”, 12 chilometri circa aperti a tutti, senza distinzioni nemmeno per le biciclette, in quanto si tratta di un giro tra i luoghi storici della città guidati dall’estro di Mario Managò Pini, fondatore dell’associazione Italia with love, e concluso con una degustazione.
La domenica, due opportunità: la ciclostorica “L’Omino di Ferro” che prevede 55 chilometri tra le colline livornesi e pisane con le bici da strada e la “Marathon Vintage”, 85 chilometri da percorrere anche in mountain bike tra Vada, Rosignano, Santa Luce, Castellina e Riparbella prima di rientrare in città. In entrambi i casi, le due ruote devono essere datate 1987, non costruite dopo.
Questo perché i promotori vogliono preservare il fascino della gara, interessante per via dei numerosi aspetti paesaggistici e culturali, oltre che enogastronomici, che questo tratto di costa offre.
Non è un mistero per nessuno che tra mare, pineta, colline e borghi pieni di storia non manchino mai le attrazioni. L’amministrazione guidata dal sindaco Samuele Lippi aprirà il Comune vecchio, dove sotto agli archi i partecipanti potranno iscriversi e, se niente cambia, visitare la mostra al centro espositivo, dove vedranno abbigliamento d’epoca e altri oggetti.
L’appuntamento, giusto ricordarlo, non è mai saltato. Nemmeno l’anno scorso, quando si svolse alla fine di febbraio, pochi giorni prima che l’Italia chiudesse per tre mesi filati.
La media delle presenze è oltre i 100 appassionati: nel 2020 segnato dal coronavirus in corso Matteotti arrivarono in 135. Una curiosità: nel tempo, la competizione ha suscitato sempre più interesse e, due anni fa, c’erano un inglese e un belga.
Chissà che, emergenza sanitaria permettendo, tornino ancora. Siccome i promotori conoscono le regole del gioco, hanno pensato pure alle premiazioni: per esempio al partecipante anziano, alla bici più vecchia e ai vestiti originali, sperando in qualche sorpresa. —
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