Il Tirreno

L’intervista al portiere della squadra rossoblù 

Il volo nel sette di Leo Cappellini «Il mio Cecina come il Milan»

M.F.
Il volo nel sette di Leo Cappellini «Il mio Cecina come il Milan»

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il personaggio

Classe di ferro. Numero uno tra i pali e fuori, Leonardo Cappellini è il portiere titolare del Cecina calcio dall’anno passato, quando nell’estate del 2019 sbarcò in via Giacomo Puccini da Montecatini Terme. Il passaggio dall’Eccellenza alla Promozione non è stato un passo indietro, ma due avanti, complici l’opportunità di crescita e le prospettive societarie.

«Per la prima volta in carriera – racconta al telefono – mi sento davvero la maglia addosso. Merito dell’ambiente, della gente e dei professionisti che qui ho incontrato».

Livornese, nato il 22 ottobre 1995, due volte alla settimana segue i bambini del 2008 e, allo stesso tempo, si allena sul manto sintetico del Loris Rossetti, la casa dei rossoblù. Le ultime immagini del campionato interrotto a ottobre scorso ricordano la sua strepitosa doppia parata in apertura del derby a Montescudaio contro i Colli Marittimi alla seconda giornata: sventola dentro l’area di Andrea Camerini, respinta con il corpo in uscita e, un secondo dopo, con la gomma dei guanti ancora sul numero tre avversario. Vincerà il Cecina, in capo a una sfida equilibrata e mai priva di emozioni. Sembra passata un’eternità, a causa dei provvedimenti. Lui non si scoraggia. «Il momento è critico per tutti – e credo che ripartiremo in estate, perché più andiamo avanti e meno possibilità ci sono per disputare anche solo l’andata. E allora, meglio congelare la situazione e rivederci ad agosto, se proprio l’emergenza sanitaria dovesse persistere».

Già, manca il tempo per svolgere la preparazione, indispensabile ai tesserati per ritrovare la condizione fisica. Forte dal punto di vista fisico e mentale, Leonardo affronta la vita giorno dopo giorno con applicazione e passione. Vede la società presieduta da Fabrizio Zazzeri pronta a salire in categorie superiori, almeno in Eccellenza, poiché lo staff tecnico – da mister Sebastiano Miano al direttore sportivo Stefano Lecci – lavora con impegno e programma il futuro tenendo sotto controllo indicazioni federali e quadro sociale, in continuo movimento.

«Sono professionisti, dal vertice alla base – prosegue – e qui vorrei rimanere fino al termine della carriera. Mi sono trovato subito bene, in quanto il gruppo è solido e con il passare del tempo cresce, miscelando l’esperienza dei senatori all’entusiasmo dei nuovi arrivati. Ci sono giocatori nati tra il 1997 e 99 che hanno un futuro da scrivere. Paragono il Cecina al Milan: giovani che corrono e non mollano mai».

Fuori dal suo giardino – l’area di rigore, da dove guida la difesa – Cappellini è rappresentante, attività che conduce con il fratello Tommaso, portiere rossoblù prima di lui, e il padre. Si diverte e ricorda che il comunale, ristrutturato e trasformato in un’arena inglese, è un sogno. «Puntiamo al salto di qualità – conclude – unendo le forze e le nostre capacità. Questa è una piazza storica e merita pubblico sulle tribune e categorie superiori, almeno l’Eccellenza». Appena trova un momento libero, si rilassa guardando qualche serie televisiva seduto sul divano in compagnia della fidanzata.

M.F.

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