Il Tirreno

L’intervista 

I sogni congelati del Castiglioncellosenza campionato dopo solo due partite

Michele Falorni
I sogni congelati del Castiglioncellosenza campionato dopo solo due partite

Balzati in Promozione sono stati bloccati sul più bello «Ci alleniamo da soli, non giochiamo, che amarezza»  

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Michele Falorni

CASTIGLIONCELLO. Sono tempi difficili. Il calcio e molti altri sport soffrono la distanza fisica e anche il Castiglioncello fatica a trascorrere i giorni lontano dal campo.

Balzato in Promozione nel raggruppamento C insieme al Cecina, ha disputato due sole partite di campionato e poi, a causa della pandemia, ha interrotto l’attività. La speranza è ricominciare, ma le ultime notizie non sono buone e il direttore sportivo Marco Taffi conferma.

«Più rimaniamo fermi – spiega – e meno possibilità ci sono. Speravamo di allenarci con l’inizio dell’anno nuovo, ma al momento non è così. Il tempo stringe: sulla carta, il via era a febbraio con almeno il girone di andata».

Con due gare sole nel torneo di categoria è impossibile sbilanciarsi in pronostici. Gli azzurri hanno perso al debutto in casa contro il Mazzola Valdarbia e vinto sul prato del Gambassi conquistando i primi tre meritati punti.

La posizione a metà classifica, incoraggiante, è un lontano ricordo, come del resto anche per le altre iscritte.

Sfidiamo chiunque a immaginarsi, solo due anni fa, le domeniche d’inverno senza calcio e, prima della forzata interruzione, gli stadi con le tribune vuote. Storie dell’altro mondo, che hanno aperto crisi economiche e sociali a ogni livello. Per lo sport l’emergenza non è stata meno clemente. I comunicati ufficiali hanno sempre confermato che non ci sono le condizioni per allenarsi in presenza e quindi eccoci in questa situazione. Un guaio.

«Prima squadra e Juniores regionali – prosegue il diesse – hanno seguito le nostre indicazioni e si preparano da soli. La società ha fatto un passo alla volta, rispettando le indicazioni della federazione e valutando il momento. Siamo una famiglia e, se ripartissimo, sarebbe abbastanza semplice organizzarci perché i compiti sono assegnati. Peccato, perché è stato un anno particolare, complice la Promozione e la possibilità di onorare il torneo. Mi auguro che non sia una cosa lunga, ma esiste la possibilità che la stagione agonistica sia davvero già finita. E a noi, come credo agli altri, manca l’adrenalina e la voglia di stare insieme».

Dentro e fuori dal campo. E allora, quale soluzione trovare in attesa che lo scenario cambi e, un giorno, giocatori e dirigenti possano incontrarsi di nuovo, tornare ad allenarsi insieme e a giocare?

«Intanto ci vediamo in riunione video – risponde – con il presidente Domenico Iarrusso e mister Gabriele Citi. Un modo semplice per tenerci in contatto e scambiare opinioni, anche con i tesserati. L’unico modo che ci consente di mantenere viva la tensione».

Oltre alla formazione maggiore e agli Juniores regionali, il sodalizio del Castiglioncello conta gli Allievi A e B e i Giovanissimi A e B. Gli impianti dove si svolgono le sedute sono Castiglioncello, Rosignano Solvay e in qualche caso il Gabbro.

La prima squadra e gli Juniores proseguono da soli, gli altri svolgono esercizi senza contatto fisico e uno contro uno. Insomma, niente a che fare con i tradizionali allenamenti a cui sono abituate le squadre e una condizione decisamente difficile da sostenere anche psicologicamente.

«Speriamo di riprendere il prima possibile, sebbene marzo sia forse l’ultimo mese utile, in quanto a maggio inizia la stagione estiva, tanti ragazzi lavorano e sarebbe complicato proseguire con le partite di campionato». —

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