Gioco
Solvay Rosignano riparte dal “suo” stadio «Un tesoro, sarà il centro di tante iniziative»
Il presidente Marco Giomi spiega i programmi della società che si è aggiudicata il bando comunale e punta a crescere
Fabrizio Cavallini
ROSIGNANO. È una stagione calcistica praticamente non ancora partita, ma che ha segnato una fase fondamentale per il Solvay Rosignano. La società biancoblù si è aggiudicata il bando comunale per la gestione dello stadio Solvay - giudicata dalla stessa obiettivo prioritario - e questo risultato, come afferma il presidente Giomi, «ha dato il via a un’importante progettualità per la riqualificazione della struttura e la possibilità di una maggiore apertura alla comunità di Rosignano per la fruizione dell’impianto».
Marco Giomi parla a nome dell’intero consiglio che in queste settimane di stop agonistico (il Solvay ha giocato una sola gara di campionato in II categoria) “ha lavorato con grande impegno”.
Quali sono le prospettive future alla luce del risultato raggiunto?
«Voglio sottolineare l’importanza di questo obiettivo che era strategicamente fondamentale ed è stato raggiunto grazie all’unione con più soggetti. Ci siano legati con un’Associazione temporanea d’impresa all'Aics Rosignano e con apposito protocollo all'Usd Castiglioncello, proprio nel quadro di una nuova attenzione comunitaria all'uso degli impianti pubblici. L'obiettivo primario è quello di fare dello stadio Solvay un nuovo centro di aggregazione delle attività sportive-culturali delle nuove generazioni. C’è bisogno di servizi a sostegno del cittadino da parte di una comunità locale che è notevolmente cambiata nel tempo. Questa riflessione ci ha spinto a ricercare risposte coerenti con quanto già impostato anche dall’Amministrazione comunale negli anni precedenti».
Si parla di progetto ampio e articolato.
«Si propone anche di mantenere un buon equilibrio tra ecologia, attività sportiva e qualità della vita. Nasce così l'idea progetto di attività interne allo stadio attente al rispetto ambientale e quali ideali completamento delle attività della nuova Cittadella dello sport che si sta consolidando in quell'area. Il nostro progetto propone quindi un'unica coerente chiave di lettura: il verde, l'acqua, la produzione di energia rinnovabile e la ricerca della valorizzazione delle attività sportive inserite in un ambiente quali il tennis, il calcio, lo skate, il rugby, il teatro o le bocce».
Veniamo agli interventi che avete previsto.
«Abbiamo sottoscritto con l'Amministrazione comunale un contratto d'uso per 10 anni, fino al 2030. Si prevede un investimento pluriennale che consenta necessarie ristrutturazioni: messa in opera di un adeguato impianto fotovoltaico, il ricondizionamento congiunto del campo di calcio principale in erba naturale, la sistemazione delle torri faro, la riqualificazione della zona bar e la creazione di un’area ricreativa. E ancora la presentazione di un adeguato piano annuale di manutenzioni ordinarie e straordinarie concordato con la proprietà, l’intonacatura e la riqualificazione delle stanze adibite a spogliatoi ed a servizi dello stadio, nel rispetto delle nuove norme eco-ambientali».
A livello agonistico-sociale ci sono novità?
«Certo. Mi riferisco all’attività della scuola giovanile di calcio che l'Aics, collegata alla nostra società, svolgerà nel campo sportivo e stiamo definendo la costituzione di una scuola giovanile di calcio femminile sempre al Solvay che si appresta a diventare un vero centro di attività sportive e anche di iniziative, nel periodo di fermo dei campionati di calcio, tese alla valorizzazione di attività sportive diverse per le quali saranno organizzati stage estivi e tornei anche in notturna. E ci sarà spazio anche per la cultura».
Cioè?
«Sarà concordato con l'Amministrazione un programma di iniziative culturali e spettacolari che possano trovare nello stadio un'opportuna sede».
Sociale significa anche attenzione ai diversamente abili?
«Sì. E anche lo sviluppo di questa attività ci vede molto presenti. La realizzazione avverrà prendendo accordi con le associazioni locali che rappresentano categorie svantaggiate per attività sportive ad hoc, con un necessario adeguamento delle strutture. Sarà necessario anche un contatto operativo continuo con la Federazione di riferimento . Vogliamo consentire ai portatori di disabilità anche ogni possibile agevolazione per assistere alle partite di calcio e per l'eventuale pratica sportiva». —
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