Il Tirreno

Castiglioncello, voglia di gustarsi la Promozione «Ma terminare il campionato sarà molto dura»

FABRIZIO CAVALLINI
Castiglioncello, voglia di gustarsi la Promozione «Ma terminare il campionato sarà molto dura»

Stagione in stand by anche per il club azzurro che affrontava con grande entusiasmo la nuova categoria. Il dirigente Deri spiega i programmi 

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l’intervista

FABRIZIO CAVALLINI

Per il Castiglioncello, nella stagione da tempo in stand by, appena due uscite nel torneo di Promozione e altrettante (andata e ritorno coi Colli Marittimi) in Coppa Italia, nella quale aveva passato il primo turno; nel secondo sarebbe stata la volta del derby con lo Sporting Cecina. Di quest’annata a dir poco anomala parliamo con Pier Luigi Deri, segretario del neo promosso club azzurro.

Deri, un giudizio sul 2020.

«È stato un anno difficile, dove il calcio si è praticato poco perché a marzo a causa del covid si è fermato e praticamente non è ripartito. Dopo due partite è stato necessario interromperlo di nuovo. Comunque l’attenzione di tutti è stata focalizzata sulla pandemia e il calcio è passato in sottordine. Dispiace specialmente per i più giovani, che hanno dovuto rinunciare all’attività sportiva importante per loro nel periodo di crescita adolescenziale, ma purtroppo la situazione sanitaria è stata quella - e rimane tuttora - per cui e si è dovuto fare buon viso a cattivo gioco».

Il Castiglioncello?

«Per quanto riguarda la nostra società non ci siamo potuti godere appieno neanche il passaggio di categoria, che ripeto di fronte alla situazione il successo calcistico è passato quasi sotto silenzio. Giustamente».

Una svolta s’intravede?

«Ancora non riusciamo a vedere uno sbocco, una ripresa certa».

E dalla Figc cosa trapela?

«La Federazione contando su un miglioramento dell’andamento epidemiologico sarebbe orientata ad una ripresa dell’attività per gli allenamenti verso la metà del prossimo mese di gennaio e dopo un periodo riservato a riportare in condizione gli atleti sembrerebbe prevista una ripresa dei tornei per la prima decade di febbraio con i recuperi da smaltire. Mentre la settimana successiva si riprenderebbe con la terza giornata del campionato, se la situazione migliorerà; altrimenti la ripresa dovrà essere spostata più avanti, nel qual caso non si riesce però a capire come sia possibile terminare i campionati pur inserendo qualche turno infrasettimanale».

Motivo?

«Perché c’è da tener presente che l’attività non potrà andare tanto in là verso l’estate in quanto molti giocatori delle prime squadre faranno lavori stagionali e pertanto dai primi di giugno non saranno più disponibili. Il discorso sarebbe possibile per le formazioni giovanili, che potrebbero prolungare l’iter calcistico anche oltre i termini fissati negli anni scorsi».

Come vi rapportate con i giocatori?

«I contatti con i ragazzi continuano ad essere tenuti principalmente dai tecnici. Che vista l’impossibilità degli allenamenti corali hanno impostato sino ad oggi dei programmi da eseguire singolarmente per mantenere una condizione di base almeno sufficiente in maniera che un’eventuale ripresa agonistica trovi le squadre pronte ad intensificare la preparazione e raggiungere un accettabile grado di forma. Comunque sia, un ritorno del campionato dopo la lunga sosta potrà portare sorprese sia in positivo che in negativo, delle quali ci sarà poco da meravigliarsi».

E la Coppa Italia che fine ha fatto?

«La Coppa è stata abolita. Quest’anno non verrà disputata proprio per il poco tempo a disposizione. Non soltanto quella, ma anche i play off ed i play out. Sarà un campionato anche falsato, ma se si deve fare così lo faremo. Passerà la prima e retrocederanno le ultime, come usava una volta. Già non ci sarà spazio per finire le normali partite di calendario, quindi... Gli incontri di Coppa venivano ordinariamente giocati in turno infrasettimanale, che ora dovrà talvolta far posto a quelli di campionato». —



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