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calcio: seconda categoria 

Forte di Bibbona, voglia matta di salire. «Pronti a ripartire»

Eva Bertolacci
Forte di Bibbona, voglia matta di salire. «Pronti a ripartire»

Il tecnico Marco Nasoni alla guida di un club che vuole tornare in Prima, da dove scese nel maggio 2017 «Quanto ci manca il campo...»

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BIBBONA

Situazione di grande incertezza ancora per il panorama dilettantistico, con tante voci e altrettante smentite sulla data della presunta ripartenza del campionato. Abbiamo fatto due chiacchiere con Marco Nasoni, tecnico del Forte di Bibbona, squadra militante in Seconda categoria, arrivato in estate alla corte del club amaranto per tentare il “salto di categoria” lungamente inseguito in questi anni, ma sempre sfuggito di mano.

Una categoria, la Prima, che manca da queste parti dal 2017, anno della retrocessione. Una categoria che la dirigenza amaranto, capeggiata dal presidente Francesco Fierli con il DG Enzo Mulé e il DS Marco Volterrani vorrebbero riportare in paese. Una categoria che il tecnico Nasoni, ex Volterrana, Saline e Guardistallo Montescudaio conosce bene.

Mister, a cose normali in questo periodo starei a chiederle dei movimenti di mercato che le società normalmente fanno nella finestra invernale, invece siamo ancora qui a commentare di uno stop forzato di tutte le attività.

«Eh sì, ho saputo che data la situazione, la finestra di mercato verrà allungata fino a fine febbraio, ma al momento non ci sono certezze. Ho sentito parlare di una ripartenza del campionato a metà febbraio, con la possibilità dal 20 gennaio di tornare ad allenarsi “a tutto campo” e non solo con semplici allenamenti individuali come è consentito ora, anche se noi come società per adesso abbiamo deciso di non farli. Non è facile al nostro livello fare a meno della parte di contatto e della possibilità di fare la doccia al termine dell’allenamento. In ogni caso sono solo voci».

Qual è il suo auspicio?

«Se ci sono le condizioni per ripartire, che si riparta senza fermarsi più. A tutti noi manca il pallone, ma la sicurezza viene prima di tutto. Al momento, con le scuole chiuse e tanta gente impossibilitata a lavorare, le priorità sono altre. Allo stato attuale la stagione che verrebbe fuori, partendo a fine febbraio, sarebbe molto concentrata, con tanti turni il mercoledì e nel mondo dilettantistico non è cosa facile da mettere in pratica, proprio per gli impegni lavorativi dei giocatori».

Quindi a questo punto preferirebbe ripartire da settembre?

«Se la Federazione dice che si può ripartire noi saremo pronti a farlo, anche se dovremo ripartire da zero con il discorso della preparazione fisica, i giocatori è tanto tempo che sono fermi e un mese solo di allenamenti, partendo dal 20 gennaio, non so se basterebbe al momento. E come detto, ci sono problemi più importanti a cui pensare al momento».



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