Gioco
Mister Castiglioncello «Stagione da buttare avevamo entusiasmo è un vero peccato...»
Dopo il ripescaggio in Promozione l’allenatore Citi «Tanti sacrifici per allenarsi, ma c’era da aspettarselo»
CASTIGLIONCELLO
Gabriele Citi, allenatore della formazione maggiore del Castiglioncello, parla a tutto campo. E analizza questa situazione particolare, toccando anche passato e futuro della squadra.
Mister, ci risiamo, un altro stop. Stavolta come viene gestito?
«Le attività sono sospese dal 24 ottobre, i campi sportivi chiusi, sono consentiti solo gli allenamenti individuali; i ragazzi si preparano da soli già da quasi un mese. All’inizio avevo predisposto un programma da seguire: 3-4 allenamenti settimanali per mantenere la condizione; poi vedendo che i tempi si allungavano ho dovuto cambiare programma e considerare lo stop come un periodo di transizione rispetto a una gestione annuale. Ho consigliato sport alternativi al calcio, fra quelli consentiti; il passaggio alla zona rossa ha però complicato ancora di più le cose. Quando riprenderemo saremo costretti a fare quasi una piccola preparazione».
Era prevedibile?
«Purtroppo sì: si sapeva da tempo di questa probabile seconda ondata e forse sarebbe stato meglio non cominciare nemmeno. Le società hanno dovuto organizzare la stagione in maniera più impegnativa del solito, attenersi a dei protocolli rigidi per ogni singolo allenamento, sanificazioni varie, e abbiamo giocato appena due partite di campionato. Con la coppa, 4 match ufficiali in tutto, a fronte di 40 allenamenti in circa 2 mesi. Tra l’altro su 4 gare ufficiali ne abbiamo dovute disputare 2 a porte chiuse con la comunicazione arrivata solo il sabato, quindi con disagio alla società e agli sportivi».
Qual è il clima che regna nei suoi giocatori?
«Siamo dispiaciuti e in attesa di notizie sulla ripresa. Eravamo partiti con l’entusiasmo di sempre, la squadra stava bene e i risultati stavano venendo. L’impatto con una categoria superiore è sempre un’incognita, ma l’inizio era stato buono; anche la qualità del gioco era rimasta la stessa dell’anno scorso. In questo frangente ci sono cose più importanti, ma al momento opportuno dovremo farci trovare pronti e ripetere quanto fatto di buono in questo breve inizio».
Che ambizioni il Castiglioncello per la ripresa dell’attività agonistica?
«L’obiettivo di quest’anno è mantenere la categoria. La Promozione è un campionato importante, con squadre attrezzate e piazze di rilievo. Abbiamo visto che ci possiamo stare, ma dobbiamo fare sempre tutto al massimo. La differenza con la categoria inferiore è che al minimo errore spesso subisci gol. In un girone ridotto, da 14 squadre, non è facile evitare le ultime 5 posizioni per salvarsi direttamente come previsto dal regolamento. Personalmente avrei piacere di far esordire già quest’anno qualche ragazzo del 2003. Sono i primi arrivati da quando è stato ricostituito il settore giovanile. Li abbiamo visti piccoli e hanno fatto tutte le categorie dai Giovanissimi B in su. Sarebbe una soddisfazione per tutti. Vedremo se sarà possibile ripetere ciò che è stato fatto con le annate precedenti».
La partecipazione alla Coppa Italia come la vede?
«Purtroppo non sappiamo neanche se la potremo giocare. Fra le ipotesi che circolano c’è anche la possibilità di riprendere la stagione a fine gennaio o inizio febbraio giocando le 24 partite rimanenti del campionato senza play off e play out e senza la coppa. Sono solo ipotesi, ma sarebbe un peccato, perché abbiamo passato il turno dopo due bellissime gare con i Colli Marittimi e il 4 novembre avremmo dovuto giocare in casa col Cecina e successivamente in trasferta a Venturina. Un girone a 3 molto interessante, bello da disputare».
Come immagina che andrà a finire questo campionato 2020/’21?
«Credo che sia impossibile prevedere qualsiasi cosa. Il campionato probabilmente riprenderà dai recuperi delle tante partite non disputate a ottobre per i casi di covid nelle varie squadre. Tante anomalie quindi e tante incognite, con i verdetti finali falsati rispetto ai reali valori delle formazioni. Per quanto ci riguarda non possiamo far altro che aspettare e attenersi alle disposizioni».
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