Il Tirreno

l’Intervista 

Ulissi, due vittorie e una dedica speciale «Per le famiglie che vivono il dramma-Covid»

Giorgio Creatini
Ulissi, due vittorie e una dedica speciale «Per le famiglie che vivono il dramma-Covid»

Dopo la splendida prova al Giro d’Italia, il ciclista è tornato a casa a Donoratico: «Adesso potrò godermi le mie figlie»

3 MINUTI DI LETTURA





DONORATICO

Il Giro d’Italia incorona il nostro Diego Ulissi ed entusiasma tutta Donoratico. Le due fantastiche tappe vinte ad Agrigento e Monselisce consacrano un campione vero, capace di alzare le braccia al cielo per ben 8 volte nelle edizioni del Giro che ha corso.

A Donoratico presso il tradizionale ritrovo degli appassionati, “Ciclo Sport” della cugina Daniela, capeggiano due gigantografie con le foto a braccia alzate di Diego nelle vittorie del giro 2020. Un orgoglio di tutta la zona, un campione modesto quanto bravo e efficacie specie negli arrivi dove le sue doti di finesseur possono esaltarsi.

Ulissi, come sta dopo questo splendido giro d’Italia?

«Sono veramente contento per le grandi soddisfazioni che mi sono tolto. È sempre bellissimo arrivare a Milano, poi quest’anno è veramente strano, particolare. Quando ho vinto, il mio primo pensiero è stato per le famiglie che hanno perso i loro cari in questi mesi».

Ha chiaramente un rapporto speciale con il Giro...

«Si perché è la gara che ho sognato fin da quando ero bambino».

Riesce a mettere in fila in ordine di bellezza le sue 8 vittorie totali al Giro?

«È molto difficile fare una classifica, perché le vittorie sono tutte bellissime e lasciano nella mente un ricordo splendido. Quelle di quest’anno sono speciali, ma la più significativa per me resta Fiuggi 2015».

Vittorie a parte, di questo Giro cosa si porta a casa?

«L’affetto delle persone, anche se quest’anno non potevamo avere contatti con i tifosi, sentire urlare il proprio nome ed invitarti è una sensazione unica».

Ha 31 anni, cosa ne pensa dei tanti giovani che avanzano nel ciclismo?

«Io mi sento più vicino alla vecchia generazione, adesso cerco di trasmettere ai giovani questa mia esperienza, ma al contrario di quando sono passato io tra i professionisti, adesso loro sono già pronti per vincere al momento del passaggio anche gare importanti».

Cosa è cambiato nel ciclismo da quando ha iniziato ad oggi?

«Tante cose, dai metodi di allenamento all'alimentazione, ai materiali, in questi anni è cambiato moltissimo».

Adesso dopo le fatiche del Giro, immaginiamo che ci sarà una pausa. Che cosa farà a casa?

«Mi godrò la famiglia, mi manca moltissimo quando vado via per correre. Devo recuperare il tempo che ho perduto. Starò con le mie bambine, insomma sarò molto impegnato...».

Ha un messaggio che desidera dedicare hai suoi tifosi, ai suoi concittadini che in questi giorni l’hanno seguita con grande passione?

«Auguro a tutti noi di uscire presto da questo tunnel, purtroppo questa storia del Covid sta creando grandi problemi un po’ a tutti. Aver corso il Giro d’Italia è stato stupendo, ma stare lontano dalle persone, dai bambini che ti chiedevano una foto un autografo è stato difficilissimo. Anche perché il ciclismo vive di questa passione. La mia grande speranza è chedal prossimo anno ci sia la possibilità poterci riavvicinare tutti quanti e di vivere appieno questo bellissimo ed emozionante sport». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web