Gioco
Altri tre titoli, Lassi non si ferma più «E ora punto ai mondiali in Giappone»
CECINA
Tre titoli italiani certificano le qualità tecniche del cecinese Alessandro Lassi, 48 anni, che nei giorni scorsi ad Arezzo è salito sul primo gradino del podio nei 100 metri piani categoria Senior-Master 45, nella staffetta 4x100 e 4x400 tra gli SM 40.
Un colpo da maestro, messo a segno dopo mesi di allenamenti sulla pista dedicata a Pietro Mennea in via Aldo Moro. Sull’anello rosso, una progressione dopo l’altra, ha limato il tempo, trovato i passi giusti e raggiunto la migliore condizione psicofisica. Se la situazione sociale e sanitaria lo permetterà, a maggio dell’anno prossimo volerà in Giappone con la nazionale per partecipare alle Olimpiadi.
Il video conferma che nei 100 metri non c’è stata gara, perché Alessandro è uscito bene dai blocchi e da velocista puro ha staccato gli avversari tagliando il traguardo tra gli applausi del pubblico in 11’e 54”. Non contento, anzi motivato, ha centrato la prima posizione anche nelle staffette, insieme ai compagni Emilio Di Maio, Emiliano Raspi e Paolo Zanola, chiudendo in bacheca tre medaglie d’oro che ne confermano la non trascurabile capacità di competere in più discipline. Prima di rientrare a casa ha aggiunto il terzo posto nei 200.
Alessandro e Rosa Iovine, altra fresca campionessa italiana, si allenano insieme al villaggio scolastico, la loro base. «L’atletica – racconta Lassi – mi ha entusiasmato da quand’ero ragazzino. Ho smesso di correre nel 1990, a 18 anni, a causa di fastidiosi problemi muscolari e ho ricominciato a 43 disputando la Targa Cecina con la casacca del rione Centro. Al Mennea Day, senza nemmeno prepararmi, mi sono classificato primo e ho stabilito il decimo tempo italiano over 35. Dei tre tricolori conquistati sono contento, in particolare dei 100 piani, obiettivo inseguito da quattro anni. Nel 2019 ero giunto secondo anche nei 200 e le prove dicevano che ero pronto».
Previsioni confermate dalla splendida gara. Come tutti gli adolescenti degli anni 80, ha avuto tre miti e attaccato i loro poster in camera: Pietro Mennea alle Olimpiadi di Mosca 1980, Carl Lewis a Los Angeles 1984 e, prima della squalifica a Seoul 1988, il canadese Ben Johnson. Tre figli del vento. «La pandemia – prosegue – ha cambiato le nostre abitudini. Siccome bisogna stare attenti, trascorrerò più tempo in palestra che in pista, preparando con cura la trasferta azzurra in Giappone categoria Master in calendario a primavera dell’anno prossimo. Nel 2019, agli Europei di Jesolo, ho chiuso quinto i 200 metri. Posso provarci ancora».
Diplomato al professionale Marco Polo nel ramo turistico, lavora come magazziniere nella farmacia di Massimo Vinchesi alla Coop. E finché il dottore non glielo vieterà, si posizionerà ai blocchi di partenza. «Ho una figlia di 11 anni che frequenta la prima media – conclude – e mi alleno sei giorni alla settimana trovando equilibri non semplici tra lavoro e famiglia. Il mio unico giorno libero è la domenica. Ho realizzato un sogno, ma avrei indossato volentieri la divisa delle forze armate per rimanere velocista tutta la vita. Un consiglio ai giovani? Praticate sport, vi allontanerà dalle cattive compagnie e vi abituerete a legare i risultati all’impegno e alla fatica». —
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