Il dolore
Fireball e Iso Lo spettacolo è tra le onde
A tenere alta la bandiera italiana sono Stefanini e Borzani Nell’Italia Cup grande prestazione di Viganò e Rosa
rosignano
Organizzati dal Circolo nautico Castiglioncello, in collaborazione con lo Yacht Club Cala de’ Medici, si è svolto nel golfo della Perla del Tirreno il 51esimo campionato italiano Fireball e l’Italia Cup Iso, accolti nello stesso campo di regata.
Cospicuo il numero di regatanti iscritti all’evento multiclasse di livello internazionale: 64, di cui 26 della classe Fireball (4 provenienti dalla Repubblica Ceca e 2 dalla Svizzera) e 6 della classe Iso. Le regate previste per venerdì scorso non sono state disputate a causa del meteo avverso: altezza d’onda 3 metri, vento oltre 40 nodi proveniente da ovest, tempo nuvoloso ed allerta meteo comunicata dalla Protezione civile con codice arancio. Stessa sorte per le uscite programmate per il giorno successivo.
Domenica finalmente le condizioni metereologiche, pur non ottimali, hanno consentito lo svolgimento delle tre prove giornaliere (numero minimo necessario per la validità della manifestazione). Il Comitato di regata ha così dato sei partenze (tre per classe in meno di quattro ore); era composto da Andrea Bimbi, presidente, Loretto Giusti, (primo membro), Tatjana Ardizzone e Fabrizio Papetti. In ambito Fireball ha prevalso il tandem ceco Koranova-Napravik, e quello composto da Stefanini-Borzani (secondo in classifica generale) si è aggiudicato il titolo tricolore quale primo equipaggio italiano. Nell’Italia Cup gli allori sono andati invece a Viganò-Rosa.
Vincitore, come dicevamo, l’equipaggio boemo Johana Koranova, Jacob Napravik (Yacht Club Neratovice), 2) Luca Stefanini, Stefano Borzani (Vela Club Campione del Garda), 3-Milan Cap, Filip Prochazka (Yc Neratovice), 4-Paolo Brescia, Dario Pagliani (Yc Italiano Genova), 5- Carlo Zorzi, Mattia Bordon (Cn della città di Torino), 6- Christina Haerdi, Cedric Landerer (Dssc Davos, Svizzera), 7-Martin Veit, Filip Krejza (Cze Alt Fireball, Repubblica Ceca), 8-Maurizio Leone, Luca Campati (Yc Bracciano Est), 9- Andrea Minoni, Luca Bettiati (Compagnia della vela, Venezia), 10-Fabio Palermi, Adriana Curcio (Vc Trevignano.
Il Trofeo Fireball per il titolo tricolore se l’è aggiudicato l’equipaggio del Garda Luca Stefanini-Stefano Borzani. Primi tra gli Under 25 sono risultati Jacopo Dellacasa e Davide Salvatici; quest’ultimo (giovane atleta del Circolo velico Antignano) è stato coinvolto per sostituire una defezione dell’ultimo minuto, permettendo così al timoniere piemontese Dellacasa dell’Associazione velica Nord Ovest di gareggiare. E ancora: primo equipaggio categoria Classic Alberto Maero-Tommaso Cocuzza (Av Nord Ovest) e primo femminile Johana Koranova-Jacob Napravik (Yc Neratovice).
Sul gradino più alto del podio Iso sono saliti Marco Viganò e Fabrizio Rosa del Cus Milano. Gli altri: 2) Marco Monciardini, Marco Ernesto Tamborini (Centrovela Sailing team), 3) Andrea Ferrario, Gianni Nikolas (idem), 4) Dario Cataudella, Laura Marcora (Cus Milano), 5) Marco Ferrario, Francesco Tropeano (Centrovela Sailing team), 6) Samuele Caimi, Nicolò Rigazzi (Av Monvalle).
Quando la progettò negli anni Sessanta, l’architetto inglese Peter Milne ebbe come singolare obiettivo che quella barca potesse essere autocostruita dal regatante nel garage di casa. Una particolarità che è stata anche la sua fortuna, e che ne permise ben preso la diffusione in Gran Bretagna, quindi soprattutto negli Stati Uniti e in Australia. Pur avendo prestazioni superiori alla deriva 470, il Fireball non è stato inserito nella rosa delle discipline olimpiche. Ciò non ha tuttavia penalizzato la sua diffusione. Nel 1967 sul lago di Viverone, il terzo più grande del Piemonte, nacque l’Associazione Italiana Fireball e Luciano Sodero ne fu il primo segretario nazionale. Fra i tanti estimatori ed appassionati di questa deriva ci sono personaggi quali l’architetto Renzo Piano e il velista statunitense Paul Cayard. L’Iso, invece, deriva solida e versatile, si adatta alle esigenze sia del principiante che del regatante esperto. Nacque nel 1990 dalla penna del progettista navale inglese Ian Howlett e due anni dopo fu costruita nei cantieri White. Ma a pensare ad una possibile realizzazione di un simile tipo di barca, stabile e dalle prestazioni elevate, ma soprattutto in grado di rendere ugualmente competitivi equipaggi meno leggeri, fino a quel momento svantaggiati nella velocità dal peso, fu il due volte campione iridato nel Fireball John Craig. L’Iso si trova a proprio agio nei laghi come pure in mare.
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