Gioco
Il “derby dello stadio” è finito «La concessione è del Solvay E ora torniamo grandi»
L’avvocato Roberto Nuti: «Il club si è aggiudicato il bando dell’amministrazione comunale grazie a un progetto importante. Basta polemiche»
/ ROSIGNANO
Un lavoro lungo, paziente, nell’osservanza di un iter che si sapeva complicato. E alla fine il conseguimento di un risultato che «ripaga due anni di attività condotta in piena sintonia con la società sportiva che rappresento e nel rispetto di quanto fissato dall’amministrazione comunale». L’avvocato Roberto Nuti è soddisfatto dell’assegnazione della concessione dello stadio comunale al Solvay Rosignano (nella passata stagione si chiamava New Rosignano Solvay 1922). Una soddisfazione che deriva dalla consapevolezza di aver operato bene, ribadisce, «a favore di una società piena di entusiasmo e voglia di fare in un territorio che è nel mio cuore anche se da tempo vivo e lavoro a Milano». Con Nuti ripercorriamo le tappe di questo cammino lungo due anni che si è concluso con «un risultato che soddisfa pienamente la società nata per riportare i colori biancoblù sui palcoscenici calcistici che meritano, dopo anni di buio e delusioni», dice ancora l’avvocato. Un cammino che nelle prime fasi aveva un altro obiettivo, come evidenzia lo stesso Nuti. «Il mio inizialmente è stato un contributo bi-partisan perché l’input dell’amministrazione comunale era quello di riunificare l’attività calcistica a Rosignano con un sodalizio unico, più forte, che avesse un progetto a medio termine di rilancio sportivo».
Per poter raggiungere questo obiettivo c’era da trovare una posizione comune tra Rosignano Sei Rose, New Rosignano Solvay 1922 e Castiglioncello, le tre realtà calcistiche che giocano allo stadio comunale. «Era un lavoro di sintesi molto complicato – spiega – perché ogni società aveva progetti e idee differenti e non era facile far capire che si doveva trovare una sintesi di condivisione. Un grosso contributo è stato dato dall’amministrazione comunale con l’operato dell’assessore allo sport e dei funzionari».
Si sono svolte oltre dieci riunioni verbalizzate al termine delle quali però non c’è stata unità di intenti sugli aspetti finanziari ed economici del progetto. «Purtroppo – continua Nuti – il percorso si è interrotto nonostante le due società rosignanesi avessero iniziato la procedura di messa in liquidazione per accertare meglio la ‘salute’ economica’ di ciascuno, in attesa di diventare un unico soggetto». Dunque, l’idea di una società unica ex novo, caldeggiata anche dal Comune, è diventata utopia e l’ente ha comunicato che non avrebbe più concesso proroghe per la gestione dello stadio, effettuando un bando per l’affidamento dell’impianto. E qui si arriva alla storia di questi giorni. «Per ottenere un punteggio maggiore – sottolinea l’avvocato – abbiamo trovato un partner importante sul territorio come l’Aics Rosignano, storica società che svolge attività calcistica a livello giovanile e sta avviando anche una scuola calcio femminile. Abbiamo costituito un’associazione temporanea di impresa con l’Aics in cui il Solvay è capofila nella gestione. Un progetto ampio, articolato e ambizioso, a corredo della domanda di assegnazione dell’impianto e che per questi motivi ha riscosso successo con la vincita del bando con cinque punti di vantaggio sul Rosignano Sei Rose».
Roberto Nuti è soddisfatto per questo epilogo e anche per il lavoro in una lunga avventura non priva di ostacoli, ma che ha avuto un lieto fine per il Solvay. «È il momento di mettere da parte le polemiche e di lavorare per il bene calcistico di Rosignano, che vuole ritornare in categorie più consone al suo prestigio. Ho apprezzato che l’amministrazione comunale abbia tenuto conto, indipendentemente da chi fosse il vincitore, che tutte e tre le società partecipanti al bando avessero garantito l’uso dello stadio e del sussidiario a ridosso dell’Istituto tecnico industriale in viale della Repubblica». —
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