Italia
«Cancellati in un attimo 98 anni di storia» Sei Rose sul piede di guerra per lo stadio
L’assegnazione del Comunale alla società Solvay Rosignano scatena polemiche, solo il Castiglioncello si tira fuori
ROSIGNANO
E ora, per la situazione del tutto anomala che vede tre società di calcio ricadere per le partite di campionato in un solo rettangolo di gioco, quello di via della Repubblica, sul banco degli imputati c’è il Comune. Almeno a sentire la voce del Rosignano Sei rose dopo l’assegnazione in concessione dello stadio al Solvay Rosignano.
L’esito del bando ha infatti sentenziato quale vincitore il sodalizio neopromosso in II categoria con 70 punti, contro i 65 del Rosignano Sei rose ed i 56 del Castiglioncello: sommatoria dei punteggi conferiti dall’apposita commissione comunale alle due offerte - tecnica ed economica - presentate dai partecipanti. Graduatoria avverso la quale il Sei rose probabilmente farà ricorso.
Il direttore generale della società che fino al 31 agosto aveva la gestione della struttura, Vincenzo Laudanna, confidava in un diverso epilogo. Martedì la doccia fredda. Per lui e per l’intero ambiente a cui appartiene. «Come si fa a non tenere di conto di ben 98 anni di storia - ha esordito - a fronte dei 2 del Solvay Rosignano?». Secondo Laudanna insomma il Rosignano Sei rose aveva tutti i requisiti per l’aggiudicazione. Eppoi la decisione da parte del Comune di voler procedere alla stesura di un nuovo bando ha preso alla sprovvista il Sei rose, che ormai, considerata la situazione coronavirus e le sue gravi ripercussioni, sperava invero in una proroga almeno fino al 30 giugno 2021. Tanto più che la stessa Federazione aveva proposto, ove possibile, le proroghe. Luano Casalini, dirigente del settore Attività sociali presente martedì mattina all’apertura delle buste, a espressa domanda in merito ha risposto che la commissione non se l’era sentita di procedere ad un’ulteriore proroga nella gestione, per il fatto che il Rosignano 6 Rose ne aveva già usufruito. Laudanna ha quindi reso noto come la squadra, fatta per vincere il campionato, si sia improvvisamente trovata in serie difficoltà per non aver potuto usufruire di un campo adeguato per la preparazione, preclusole a partire dallo scorso 31 agosto. Alle porte com’era dell’inizio della Coppa Toscana.
«I ragazzi si sono allenati alle Spiagge bianche, a Castellina, in spazi di fortuna, senza poter accedere peraltro al ‘Barbensi’ di Marittimo. Ci era stato concesso il sintetico del Vignone, ma non poteva essere utilizzato il locale docce e i calciatori sono tornati a casa».
Diverse le argomentazioni di Pier Luigi Deri, segretario di un Castiglioncello da 8 anni impossibilitato a giocare al ‘Pineta’ per inagibilità degli spogliatoi, più che altro per le dimensioni. Il dirigente azzurro: «Il Solvay Rosignano ha fatto un piano di investimenti sullo stadio che il Castiglioncello non ha fatto perché sta perseguendo l’obiettivo di avere finalmente un nuovo campo sportivo, visto che quello esistente non è utilizzabile. C’è un discorso aperto con il Comune per ottenerlo. Si persegue insomma un altro scopo. Al bando abbiamo partecipato più per onor di firma che per altro. Come fai ad investire su un campo che sai che lo vuoi lasciare?».
Comprensibilmente soddisfatto infine il presidente del Solvay Rosignano, Marco Giomi. «Abbiamo partecipato alla gara per vincere. Ci si sperava, ci contavamo. Abbiamo così raggiunto il primo obiettivo manifestato nel corso della conferenza programmatica del Venerdì Santo del 2018, che era appunto la concessione del campo; ci siamo arrivati dopo 28 mesi. Ora si inizia a lavorare». Ora è in programma un sopralluogo tecnico all’impianto per vedere il da farsi in modo da iniziare a dovere la stagione sportiva. «Da valutare la condizione del terreno, degli spogliatoi, per poi affrontare le direttive anti-covid . E metteremo a conoscenza del tutto Federazione, Castiglioncello e Rosignano Sei rose». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
