Il Tirreno

serie b 

Il “college” di Russo «Cecina è diventata la fabbrica dei sogni di chi gioca a basket»

Francesco Parducci
Il “college” di Russo «Cecina è diventata la fabbrica dei sogni di chi gioca a basket»

Il coach suona la carica: «Siamo i più giovani del campionato con 6 uomini su 10 nati e cresciuti in questa società»

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cecina

A questo punto non resterebbe che cominciare. Definito il girone (A, con tutte le toscane, Piemonte e parte dell'Emilia Romagna), la data d'avvio (15 novembre, prima probabilmente una SuperCoppa), la formula (quella dell'anno scorso, play-off per le prime otto, retrocessione diretta per l'ultima, vacanza per la nona, play-out per le restanti quattro). Ma le informazioni pressoché certe si fermano qui. Porte chiuse o porte aperte e se aperte, per quanti? Si è parlato di 200 spettatori massimo per impianto (e Cecina ci rimetterebbe, sia in termini economici che di calore del pubblico) ma tutto dipenderà dall'andamento dei contagi, al momento non prevedibile, anzi sempre più schizoide.

Intanto coach Russo, completato il roster della sua squadra, può godersi qualche giorno di riposo. Ma è già bello carico, si sente anche al telefono, e non vedrebbe l'ora, appunto, di cominciare, con la sua squadra-laboratorio, una specie di college vista l'età media del team.

Coach, alla fine, dopo i dubbi di luglio, Cecina avrà la sua serie B (per il ventunesimo anno consecutivo, nessuno in Toscana può vantare tanto) e con una squadra che verrebbe da definire intrigante...

«Posso solo dire di essere orgoglioso di guidare una squadra come questa e non posso che ringraziare il presidente Parietti, il general manager Elmi e gli altri dirigenti per quello che sono riusciti a fare. Saremo la squadra di B più giovane del nostro girone ma credo di tutta l'Italia, con un capitano (Pistillo, ndr) che non solo è di Cecina ma ha appena 23 anni».

C'è anche una forte identità territoriale e anche questa è una particolarità...

«Esatto, è un’altra cosa che ci rende orgogliosi. Sei giocatori su dieci sono di Cecina, una cittadina di 28mila abitanti. A me piace dire che siamo una fabbrica di sogni, che siamo la prova per tanti ragazzini che cominciano a giocare a basket che si può arrivare a farlo a alto livello senza andare lontano da casa».

E il girone? Poteva andare peggio...

«Io parlo rispetto a quelle che sono le nostre potenzialità di squadra giovanissima. Oltre alla 7 toscane ci sono squadre di zone dove c'è cultura cestistica e tradizione di sport. Ma noi non cercheremo alibi e non ci attaccheremo a niente. Ripeto, la cosa più importante e che veramente mi rende orgoglioso e credo che lo stesso sia per la la società è di riuscire a essere un esempio per la Toscana e per tutto il movimento cestistico nazionale: riuscire a fare una serie B con ragazzi giovani e giovanissimi, la maggior parte dei quali fatti in casa. Di questo sento la responsabilità, ma sono contento di averla: siamo qua per dimostrare qualcosa, come ho detto prima, ma non è che sto cercando la frase a effetto, vogliamo essere una specie di fabbrica di sogni. Ricordo che uno degli ultimi arrivati, Greggi, è un 2003 che per ora non può nemmeno venire agli allenamenti guidando la macchina perché minorenne».

Questa giovane età della squadra si rifletterà anche sul modo di giocare?

«Ci saranno da affrontare 7 turni infrasettimanali e non c'è dubbio che questo potrà essere affrontato meglio da noi che da altre squadre che hanno dentro giocatori professionisti e magari più in là con gli anni. Ma al di là di questo cercheremo di fare una pallacanestro fatta di grande aggressività difensiva per poi correre in attacco e andare al tiro il prima possibile e nel modo migliore». —

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